venerdì 12 maggio 2017

Oltre ciò che si vede, tra scrittura e pittura: "Picta" di Marcello Fois

Picta
di Marcello Fois
Frassinelli, 2003
(prima edizione Marcos y Marcos, 1992)

pp. 234
11,00 euro

Vincitore del Premio Calvino nel 1992, pubblicato una prima volta da Marcos y Marcos e poi edito nuovamente da Frassinelli nel 2003, Picta di Marcello Fois è il risultato di un incontro virtuoso tra scrittura e pittura. Ma se tutto trae origine dall’ammirazione dell’autore nei confronti di capolavori e maestri particolarmente amati, già l’Indice fa intuire come si vada ben oltre l’ovvietà della descrizione, del commento o della narrazione biografica. Articolato in tre sezioni, incentrate ora sugli artisti ora sui dipinti, Picta è un susseguirsi di mini-racconti che prendono vita in virtù di interpretazioni, ipotesi, vagheggiamenti e invenzioni.

Nella prima sezione – uno-dei pittori – è come se Fois osservasse da più "spioncini" le vite di personaggi capitali per la storia dell’arte moderna e contemporanea: in pagine che adottano ora la prima ora la terza persona, ci appaiono Antonello da Messina, Hans Holbein il Giovane, Jean-Siméon Chardin, Vincent van Gogh, Georges Braque, Pablo Picasso, Giorgio Morandi, Mark Rothko, Christian Schad e Andy Wharol. Uno di loro ha carpito i segreti della pittura a olio durante un soggiorno nelle Fiandre, un altro è sopravvissuto al tentato omicidio da parte di una donna, un altro ancora scrive del suo rapporto con il tempo e il suono... Alternando immaginazione pura e ricostruzione storica, Fois lascia così intuire il fascino di esistenze eccezionali ma nutrite parimenti di “poesia” e di “prosa”: così, a sostanziare le vicissitudini di alcuni tra i maggiori artefici di capolavori assoluti dell’arte occidentale, ci sono sotterfugi, scorrettezze, compromissioni con committenze di prestigio, dubbi, indigenza, vizio, ipocrisie, rivalità, colpi bassi e alienazione.

Le opere vere e proprie, invece, diventano protagoniste nella seconda e nella terza sezione. Nel capitolo due-delle tele i quadri fungono quasi da felici pretesti per proporre una molteplicità di letture di ciò che vi viene rappresentato: ecco dunque che Il cacciatore di Antonio Donghi  sorride ignaro del parricidio che lo riguarderà, e tra la folla urbana di Downtown lights di William Clutz si aggira una donna reduce da aborto e raschiamento; e mentre è difficile stabilire che cosa siano o significhino davvero Le bianche scogliere di Rügen di Caspar David Friedrich, L’enigma di un giorno di Giorgio De Chirico ha le luci e le ombre nette di una vacanza in Sardegna conclusasi con l'ammissione di una colpa, mentre L’incantatrice di serpenti di Henri Rousseau è il quieto fermo immagine di una storia di tortura e violenza che annulla definitivamente i confini tra uomo e fiera. Altrettanto riuscita l’ultima sezione – tre-dei soggetti – nella quale i dipinti danno il titolo a brevissime narrazioni/confessioni in prima persona (tutte precedute da brevi citazioni in latino) che non di rado si sganciano del tutto dal referente artistico, come accade, per esempio, in IV. (Claes Oldenburg, Cascata di patatine fritte), nel quale la fragrante untuosità del junk-food per antonomasia si fa metafora di una disturbante pulsione omoerotica.

Dulcis in fundo, l’edizione Frassinelli è arricchita dalle riproduzioni delle quindici opere protagoniste della sezione centrale del volumetto: in coda, dunque, il lettore può contemplare per intero, e a colori, gli spunti visivi che hanno ispirato i testi (mentre alcuni particolari isolati degli stessi dipinti – in piccolo, e in bianco e nero – precedono invece i racconti veri e propri). Madre e bambino di Edouard Vuillard, Studio di nuvole di John Constable e Ophelia di John Everett Millais sono, tra i numerosi altri, sia il giusto corredo visivo di un lavoro dominato dalla libertà immaginativa del suo autore, sia una gradita concessione allo sguardo di chi legge, quasi un invito a immergersi a propria volta nelle opere e a immaginare per esse altre trame, altri intrecci, altri racconti possibili.

Cecilia Mariani


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