lunedì 22 maggio 2017

La vita a sedici anni: il felice esordio di Alice Ranucci.

In silenzio nel tuo cuore
di Alice Ranucci
Milano, Garzanti, 2015

pp. 168
€ 13,90 (cartaceo)
€ 2,99 (ebook)


«Le stelle si intravedevano appena, sperdute tra le luci abbaglianti della città. Ecco io assomigliavo a loro. A quelle stelle. Confuse, smarrite, irrintracciabili in un cielo occupato da luci taroccate. Come me».
Quello di Alice Ranucci è un libro pieno di vita quotidiana, verità, sofferenza e speranza. È un libro da regalare all'amica del cuore che si sta allontanando, da consigliare a chi sta perdendo la strada, da diffondere, per sapere cosa si rischia a mettere la propria anima in mano alle persone sbagliate. Claudia ha sedici anni e vive a Roma. È una ragazza come tante, sbocciata d'un tratto, fragile, insicura. Stenta a riconoscersi nel suo nuovo corpo di donna, che, tuttavia, le piace, e molto. Innamorata del belloccio della scuola, Rodrigo, e circondata da un gruppetto di ragazzotti dalla condotta tutt'altro che esemplare, Claudia si lascia pian piano adulare dalle serate in discoteca, dalle feste e dalle facili avventure. Intanto in casa, il rapporto con sua madre si sgretola sempre di più: la donna, incapace di riconoscere la propria figlia, cerca di riportarla sui binari giusti, lontana dalle false amicizie e dalle cattive compagnie. Per farlo decide di costringerla a fare volontariato in un centro per immigrati, Civico Zero, per provare a cambiare le sue prospettive.
La vita, tuttavia, metterà Claudia di fronte ad una prova molto difficile, la più ardua. Dopo quell'evento niente sarà più come prima, le sue certezze cominceranno a sgretolarsi una per una: Rodrigo comincerà a svelare dei lati nascosti del proprio essere, le amiche di un tempo si riveleranno essere molto lontane dall'idea che Claudia si era fatta di loro e a poco a poco il suo sguardo sul mondo cambia. Comincia a sentirsi diversa, distante da quel mondo patinato di cui fino a quel momento era stata protagonista, per avvicinarsi sempre più a Civico Zero. Grazie al lavoro nel centro d'accoglienza, infatti, Claudia entrerà in contatto con una parte diversa di sé, più umana. Attraverso i racconti di chi è scappato da guerre e povertà si avvicinerà ai valori importanti della vita, quelli che aveva accantonato, accecata dalle vite ribelli dei suoi (presunti) amici. Giorno dopo giorno qualcosa in lei cambia, e scoprirà che è possibile anche superare il fortissimo trauma che ha subito, per ricominciare, di nuovo.
Ma una nuova sorpresa la aspetta, e proprio quando pensava di aver imparato a fare i conti coi propri sentimenti, un colpo si scena si profila all'orizzonte: un nuovo dolore da affrontare, un nuovo inizio da cui ripartire. E capire che crescere significa fare i conti con se stessi, senza maschere né condizioni, per rinascere più forti di prima.
Oltre che la storia, anche la costruzione narrativa è degna di nota, riservando diverse sorprese e colpi di scena, e rendendosi capace di prendere il lettore e portarlo con sé, per un viaggio che resta nel proprio cuore. La voce di Alice Ranucci è cristallina, chiara, il suo talento nitido. Pagina dopo pagina l'autrice dimostra una capacità empatica sorprendente, una delicatezza rara nel cogliere i dubbi dell'adolescenza e nel raccontarli, senza mai eccedere nè banalizzare. Ranucci ci racconta il mondo reale degli adolescenti di oggi, chiusi nelle chat di facebook, dentro la fitta rete di una comunicazione invasiva e fittizia, dentro la gabbia di ruoli predefiniti e preconfezionati che tanti ragazzi di oggi  scelgono di usare, pur di essere visti, considerati, pur di esistere. Una selva di maschere e finzioni, che durano fino a quando la vita ti costringe a buttare via il costume e a guardarti allo specchio, facendoti rendere conto che abbracciare la vita vera, autentica, è la scelta più bella che si possa fare. Ed è importante rendersene conto prima di finire nel baratro, nella perdizione definitiva. Le parole della Ranucci ci tolgono il velo su quanto accade ai ragazzi di oggi e lo fa essendo una di loro.
Se scorrete le pagine del libro, infatti, ed arrivate alla quarta di copertina, scoprirete che il libro di cui stiamo parlando non è il prodotto di una scrittrice di successo, ma l'opera prima di una ragazza di diciassette anni. Questa particolarità potrebbe destare qualche perplessità o sollevare dei pregiudizi, tuttavia, proprio in questa peculiarità sta il merito principale del libro: In silenzio nel tuo cuore è caratterizzato da un'immediatezza espressiva rara, una freschezza di linguaggio e d'espressione che rende facilmente fruibile il contenuto educativo del libro. Ranucci parla ai suoi coetanei, racconta loro – con spontaneità e vivacità – di un mondo reale, concreto. Un mondo che l'autrice vive ogni giorno, che vede coi suoi occhi. Chiunque, infatti, non faticherà a riconoscere negli episodi raccontati nel libro situazioni viste dal vivo o raccontate da voci di conoscenti: Alice – con una maturità notevole – parla ai ragazzi dei pericoli del branco, della droga, di quanto sia pericoloso seguire certe compagnie, di che errori si possono commettere nell'allontanarsi dalla via dell'autenticità e delle conseguenze che possono nascere. Racconta di storie di giovani più sfortunati, avendo sulle spalle una reale esperienza di volontariato presso il centro Civico Zero, che esiste realmente.
Come la stessa autrice racconta in un'intervista riportata in coda al libro, i ragazzi spesso non hanno la consapevolezza che un errore può cambiare la vita per sempre. Quello di Alice Ranucci, quindi, è un libro prezioso, non solo perché – anche se con qualche tratto acerbo, ma promettente – costituisce la felice promessa di un limpido talento in futura crescita, ma anche perché contiene una lezione importante, da tenere a mente e conservare: un'opera che si legge d'un fiato, che insegna ad abbandonare le maschere, i ruoli, le finzioni, per riappropriarsi del proprio io, più vero e più profondo, perché è quello che di più prezioso abbiamo.

Valentina Zinnà


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