venerdì 21 aprile 2017

Il post- esotismo: una corrente letteraria esclusa dai testi scolastici - una seconda lettura


Il post- esotismo in dieci lezioni, lezione undicesima
di Antoine Volodine
66thand2nd, 2017
Traduzione di Anna d'Elia

pp. 106
€ 16,00


Quando al liceo si arrivava alla fine dell'anno della maturità, il programma subiva una decisa accelerata: Saba e Montale venivano trattati in pochissime ore, spesso fuori dall'orario curricolare, perché sarebbero quasi certamente capitati in prima prova. Veniva concesso un po' di spazio al Decadentismo, sapevamo dell'esistenza del Futurismo, ma tutto il grande bacino delle correnti letterarie del Novecento veniva accennato. Crepuscolarismo, ermetismo, post- esotismo sarebbero poi stati rimandati all'università o al nostro interesse personale. 
Forse, però, il post- esotismo proprio non vi suona. Non ricordate di averne vista traccia nei vostri volumi delle scuole superiori, non ricordate una prima o terza prova che ne parlassero. Non siete stati distratti in classe, tranquilli: il post- esotismo è una corrente letteraria inventa dallo scrittore francese Antoine Volodine che sta tornando alla ribalta negli scaffali delle librerie italiane proprio in questi anni. Possiamo quindi, in ritardo sugli anni della scuola, concederci un'infarinatura della sua letteratura con il volumetto edito da 66thand2nd Il post esotismo in dieci lezioni, lezione undicesima.
Affrontandolo proprio come un testo di didattica, partiamo dalla definizione: che cos'è il post- esotismo?
Questa cosa noi l'avevamo chiamata post- esotismo. Era una costruzione che aveva a che fare con un certo sciamanesimo rivoluzionario e con una certa letteratura, una letteratura manoscritta o imparata a memoria e recitata, visto che, di tanto in tanto, nel corso degli anni, l'amministrazione ci vietava di possedere materiale di cancelleria; era una costruzione interiore, una base dove ripiegare, un territorio d'accoglienza segreto, ma che aveva in sè anche qualcosa di battagliero, parte integrante del complotto ordito a mani nude da alcuni individui ai danni dell'universo capitalista e delle sue innumerevoli ignominie.
Volendo per forza relegarlo in un settore più comprensibile, lo si può incasellare nel genere "avanguardia".
I successivi punti da mettere in chiaro sono il periodo storico in cui si sviluppa e i maggiori esponenti della corrente. Per quanto riguarda il tempo, restiamo nell'incertezza: viene fornita al lettore la data del 1997, con accenni ad un regime capitalista e repressivo che incarcera, tortura e porta al suicidio gli autori. Il movimento viene comunque percepito come atemporale: potrebbe essere ieri come oggi, in ogni situazione in cui la cultura è posta sotto il giogo della censura. Viene poi fornito un lungo elenco di autori del genere, quasi tutti ormai defunti. Il volume infatti si apre sugli ultimi giorni di Luz Bassmann, ormai unico rappresentate del post- esotismo in carcere ed agonizzante.

Quali sono le tipologie di scrittura adottate?
La Shaggå: si divide sempre in due distinti blocchi di testo: da un canto, una serie di sette sequenze rigorosamente identiche per lunghezza e tonalità espressiva; e dall'altro, un commento assolutamente libero quanto a stile ed ampiezza.
Il Romånso: si avvicina al romanzo. Si distingue tuttavia da quest'ultimo per molti aspetti che andiamo qui ad esporre in maniera sommaria: unità di sangue, mancato pentimento del narratore, morte del narratore, non opposizione dei contrari, aspetti formali, oralità, presenza del lettore.
A queste caratteristiche va poi aggiunta la presenza di un animale come elemento centrale in molte narrazioni della corrente, come interlocutori o veri maestri d'orchestra della narrazione.
Il piccolo compedio è narrato in prima persona, una prima persona però non fisica, di cui non tenere conto perché, per un narratore post- esotico tra la prima persona e le altre non v'è neanche lo spessore di una cartina per sigarette. Il testo colpisce gli occhi per un'impostazione grafica a capitoli spezzati, con parole fluttuanti nella pagina degne di ogni tradizione futurista. Le caratteristiche del movimento intervallano la narrazione degli ultimi giorni di Luz Bassman, intervistato da due giornalisti "di regime". Non è un testo semplice: sottile e denso come il mercurio richiede una, due, dieci attente letture prima di poter avere in mano almeno i concetti base della corrente, dei suoi scopi e della sua struttura formale. Di certo, non sarebbe stato semplice inserirlo negli argomenti della tesina di maturità.

Giulia Pretta

Anche Marco Giorgerini si è occupato di Volodine: https://goo.gl/gW81LN