martedì 20 dicembre 2016

#UnLibroPerLAvvento: pensavo fosse una macchinina, invece era un libro

Me lo ricordo bene la prima volta che è successo. Dovevo avere non più di sette anni e, come ogni Natale, il mio unico desiderio per Gesù Bambino/ Babbo Natale (quando si è piccoli e si aspettano i regali si è fideisti a prescindere) era ricevere in dono una macchinina. Una di quelle belle, magari telecomandate e cromate, l'ideale per passare i giorni di vacanza, lontano da scuola e dalle terribili equivalenze (quanti decametri sono 127 centimetri? Ancora adesso, nel pieno della notte, mi sveglio tutto sudato e mi sento, cronicamente, impreparato). Mi avvicino così la mattina del 25 dicembre ad un pacco, desiderando ardentemente una macchinina, ad un bel pacco verde e rosso, quadrangolare, convinto di trovare una bella macchina sportiva e.... accidenti, ma che cos'è questo oggetto, questo rettangolo di carta col dorso rigido? Mi sa tanto che sia un libro , più precisamente Notre-Dame de Paris. Quel regalo, ovviamente, non era destinato a me, ma ad un mio cugino più grande, che quell'anno aveva appena iniziato il liceo. Ma qui comincia il mio rapporto con la lettura/letteratura: pensavo fosse una macchinina, invece era un libro! 
Ed è così che ogni anno mi faccio sempre due regali, uno per il mio desiderio più recondito e "basso" e l'altro per onorare il mio "sbaglio-giusto", quello che mi ha permesso di entrare in più mondi, di vivere più vite e, una volta ogni tanto, avventurarmi in altre (in)possibili dimensioni. Per quest'anno, forse complice un 2016 duro e difficile come pochi, ho deciso di strafare e di regalarmi due assoluti capisaldi, in entrambi i "settori merceologici". Da un lato infatti mi sono autodonato una bellissima macchina bianca e blu, una specie di Mini "dopata", con tanto di quattro ruotoni motrici, ovviamente telecomandata, con suoni, effetti ed effettacci, una specie di versione micro di quegli enormi automezzi che, il pubblico americano, si diverte vedere mentre stritola altre macchine sotto il suo immane peso.

Dall'altro lato ho voluto, a proposito del discorso di vivere altre vite, incipriarmi un poco, comprare qualche camicia di seta elegante e prendere residenza tra i calli di Venezia e i tetti di Vienna. Niente di meglio per questo Natale de Storia della mia vita di Casanova, ovvero l'autobiografia romanzata, imbellettata e infiocchettata ad arte (ma meglio di così non si può) del più grande seduttore/avventuriero dei sentimenti del Settecento (se non di tutti i tempi). Ho iniziato a leggere le prime pagine di una vecchia edizione Newton and Compton trovata in un mercatino (assieme ad una giacca grigioverde con alamari dorati che prometto di indossare al più presto, una specie di via di mezzo tra un fante della Prima Guerra Mondiale e uno dei Ministri di "Per un passato migliore") e non ne posso già più fare a meno.

Forse non è vero che "sbagliando si impara" ma, almeno nella mia piccolissima esperienza, certe volte è molto meglio scartare il regalo scorretto: si rischia sempre di "trovare" la passione di una vita!

Buon sfrecciare, buona lettura e buon ascolto, ovviamente di  "Io sono fatto di neve", giusto per rimanere in tema.


Mattia Nesto

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