sabato 19 novembre 2016

#CriticARTe - Un veneziano a Parigi: la maniera impressionista di Federico Zandomeneghi, pittore della vita moderna

L’impressionismo di Zandomeneghi
a cura di Francesca Dini e Fernando Mazzocca
Marsilio, 2016

pp. 263
euro 35,00



Una figura femminile, dal viso talmente incipriato da sembrare una maschera o una statua, guarda in fuori campo dalla copertina del catalogo L’impressionismo di Zandomeneghi, appena pubblicato da Marsilio in occasione della mostra omonima, a cura di Francesca Dini e Fernando Mazzocca, in corso a Padova presso Palazzo Zabarella. La protagonista di Au café (Coppia al caffè), un pastello su carta del 1885, è Marie-Clémentine (detta Suzanne) Valadon, e il suo ritrattista, Federico Zandomeneghi, non è solo il pittore a cui sono dedicati il volume e l’allestimento in questione, ma proprio lui (non meno cereo, in verità) le siede di fianco a un tavolino del Café Nouvelle Athénes – celebre ritrovo nel quartiere di Montmartre per gli intellettuali e gli artisti di stanza a Parigi alla fine dell’Ottocento – assorto nella contemplazione del candido e grazioso profilo di colei che, oltre che modella, sarà a sua volta pittrice e madre di Maurice Utrillo. In questa scelta editoriale, che mette subito l’accento su uno dei risultati più aderenti di “Zandò” alla lezione impressionista, c’è già tutto il senso della celebrazione di questa figura in quanto esempio poco noto ma significativo degli “italiani di Parigi”, ovvero di quei pittori – Giuseppe De Nittis, Giovanni Boldini, Vittorio Matteo Corcos… – che si immersero nel flusso culturale della Ville Lumière e che adattarono tecnica, repertorio e immaginario alle più aggiornate ricerche estetiche e formali del momento: quelle, per l’appunto, degli Impressionisti, interpreti indiscussi della vita moderna, delle sue nuove mitologie e delle sue irresistibili ritualità.

Nel centenario della sua morte (era nato a Venezia nel 1841, e si sarebbe spento proprio a Parigi nel 1917), il profilo di Zandomeneghi (meno fortunato rispetto a quello dei sopraccitati connazionali) viene efficacemente restituito grazie ai quattro saggi critici presenti in catalogo, a firma di Francesca Dini, Fernando Mazzocca, Alessandro Malinverni e Elena Catra, che offrono al lettore approfondimenti sull’opera, sulla fortuna critica, sulla relazione con i “fratelli” italiani e i “cugini” francesi oltre che sulla vicenda biografica. Nato in un’importante famiglia di scultori di scuola canoviana – il cui cognome, tra le altre cose, è legato al monumento funebre per il maestro del Neoclassicismo, a quello in memoria di Carlo Goldoni (collocato presso il Teatro La Fenice) e a quello in onore di Tiziano – Federico scelse da parte sua di dedicarsi alla pittura. Ma la storia di questo artista, che fu anche un combattente garibaldino, non era destinata a svolgersi in quella Penisola per la quale aveva lottato in prima persona: assimilata “per nascita” la lezione del tonalismo veneto, “Zandò” si lasciò alle spalle l’ambiente della città lagunare, considerato eccessivamente accademico, e dopo avere fatto tesoro della frequentazione degli amici macchiaioli toscani partì alla volta della capitale francese, dove morì ultrasettantenne. Qui, mentre per mantenersi lavorò per 15 anni come figurinista di moda, divenne amico di personaggi come Edgar Degas e Henri de Toulouse-Lautrec (che fu anche suo vicino di casa), e assimilò tutte le novità della temperie avanguardista, della quale diede personale interpretazione sulla tela e sulla carta.

Utile alla decodifica e alla contestualizzazione dei lavori riprodotti in volume (poco più di un centinaio) è l'apposita sezione del Catalogo delle opere, che le suddivide secondo criteri tematici per consentire approfondimenti testuali mirati e precisi: per esempio sul periodo italiano trascorso tra Venezia e Firenze, caratterizzato da una grande cura per gli effetti cromatici e luministici e per un realismo rappresentativo non privo di sfumature sociali e di accenti sperimentali; oppure su quello più felicemente parigino, e dunque sulle pitture di paesaggio realizzate rigorosamente en plein air, sulle nature morte dalle evidenti suggestioni cezanniane, e sulle figure femminili, vere protagoniste dei dipinti e dei disegni. Colte in momenti di intimità (risveglio, toeletta, cura della persona…) o calate in scene di genere di ambientazione prevalentemente domestica (lettura, conversazione, cerimonia del tè, lezione di canto…) le donne di Zandomeneghi – siano esse bimbe ingenue, aggraziate adolescenti o dame più mature – sono sempre ritratte attraverso una lente di soffusa e pacata dolcezza, e con una cura nei confronti della capigliatura e dell’abbigliamento che con tutta evidenza tradisce l’esperienza professionale dell’artista in materia di acconciature e di modelli, tagli, tessuti e fantasie.

E mentre è altissima la qualità delle immagini – tale da consentire un apprezzamento di tipo “tecnico” pur attraverso il catalogo, specie nel caso delle opere realizzate a pastello – molto curata è anche la sezione degli Apparati, comprensivi di Biografia, Bibliografia di riferimento, Indice dei nomi e dettagliatissime Schede delle opere stilate da Elena Catra, Omar Cuccinello, Elena Lissoni, Alessandro Malinverni, Fernando Mazzocca e Paola Segramora Rivolta. Anche per questo, il volume rappresenta dunque un prezioso contributo per la conoscenza e lo studio di un pittore che fu interprete di una Belle Époque forse meno briosa rispetto ad altri suoi contemporanei e connazionali, ma che fu comunque testimone, proprio laddove essa accadeva, della rivoluzione estetica impressionista, punto di non ritorno di una maniera pittorica felicemente sintonica con l’avvento irreversibile della modernità.

Cecilia Mariani

Ci sono libri con copertine talmente belle che non c'è bisogno di aggiungere granché... invece la recensione della nostra @ichbincecilia a questo catalogo appena pubblicato da Marsilio su L'impressionismo di Zandomeneghi, la mostra in corso a Padova a Palazzo Zabarella a cura di Francesca Dini e Fernando Mazzocca, sarà presto sul sito! E per visitare l'allestimento c'è tempo fino a tutto il mese di gennaio del prossimo anno... Photo: @ichbincecilia #libro #book #instalibro #instabook #leggere #reading #recensire #recensireèmegliochecurare #recensione #review #igreads #impressionismo #federicozandomeneghi #arte #pittura #disegno #colore #marsilio #padova #palazzozabarella #mostra #catalogo

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