venerdì 25 novembre 2016

"Rifondata sulla bellezza": lo splendore celato della nostra terra

Rifondata sulla bellezza
di Emilio Casalini

Spino editore, 2016

pp. 208

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"Bisognerebbe ricordare alla gente cos'è la bellezza (...) da quella scende giù tutto il resto": è da questa meravigliosa frase, pronunciata da Peppino Impastato in I cento passi, che prende le mosse il libro di Emilio Casalini, giornalista di Report, collaboratore del Corriere della Sera e vincitore del Premio giornalistico televisivo Ilaria Alpi nel 2012 per il miglior reportage italiano breve con SpazzatourRifondata sulla bellezza, pubblicato dalla casa editrice fondata da Emilio, Spino editore, ed inaugurata con questo piccolo grande volume, si prefissa l'ambizioso obiettivo di soddisfare un interrogativo al quale lui stesso aveva aveva in passato provato a rispondere con l'ebook Fondata sulla bellezza: perché il nostro bel Paese non riesce ad avvalersi pienamente delle incredibili risorse che possiede e ad impiegarle nel turismo?

"L'esempio è fondamentale, in ogni direzione": basterebbe questo breve passo a spiegare l'ottica del libro: non certo una critica sterile e monotona all'Italia e a tutte le sue manchevolezze, ma una valutazione realistica delle infinite possibilità che gli altri Paesi non esitano a sfruttare per arricchire la loro economia, e di cui il nostro territorio troppo spesso non si avvale. Rifondata sulla bellezza, infatti, è prima di tutto un viaggio iniziato negli Stati esteri e nelle loro culture, un percorso fatto con gli occhi di chi ha compreso pienamente che il nostro "oro nero" è senza ombra di dubbio costituito da quella mole di persone che ogni anno giungono dai quattro angoli della terra per venire ad osservare le maestosità che il passato ci ha lasciato in dono, eredità preziose ed importanti delle quali troppo spesso non siamo all'altezza.
Noi restiamo aggrappati a ciò che siamo stati, abbiamo difficoltà a capire ciò che siamo. Figuriamoci a immaginare quello che potremmo essere. La nostra idea di popolo è quindi collocata in quello che non c'è più.
Il logo di Spino editore
Immaginarci, però, solo in termini remoti costituisce di sicuro un errore: è sbagliato pensare che c'è stato un tempo un cui siamo stati in grado di esprimere grandi pensatori, uomini politici e artisti e che quei giorni non possano perpetuarsi. Emilio, tra gli innumerevoli esempi del paradosso tra potenzialità e realtà che l'Italia sta vivendo, cita la Sicilia: questa magnifica regione esce irrimediabilmente sconfitta dal paragone con il numero di turisti stranieri che arrivano nelle isole spagnole simili ad essa per dimensioni. Le Canarie e le Baleari, infatti, non possono certo vantare il patrimonio artistico, culturale, enogastronomico e paesaggistico della nostra bellissima isola, eppure qui la disoccupazione cresce ed il malaffare prolifera. Ed invece come sarebbe facile creare dei percorsi turistici ispirati alle leggende e agli eroi omerici, ambientate proprio in questi magnifici posti! Nessuno al mondo può annoverare la felice combinazione tra meraviglie storiche e paesaggistiche dell'l'Italia. Allora perché non tutelarle maggiormente? Perché non prevedere che la nostra personale ricerca della felicità è insita nella salvaguardia di quanto di bello abbiamo?
Considerando lo stato disarmante del sistema di accoglienza e infrastrutture, la sensazione è che, quando sei la meta ideale nella fantasia delle persone di mezzo mondo, in molti arriveranno anche se tu non fai nulla per meritarlo. Il rischio è che si abbia l'illusione di un sistema che funzioni mentre in realtà non lo stiamo gestendo davvero. Esiste nonostante noi. Per inerzia.
Emilio Casalini

Se è vero che nessun altro popolo è capace di vantare la splendida memoria di cui gode la nostra terra e le sue potenzialità, allora quante energie, quante vite potrebbero essere impiegate nel turismo e strappate alla disoccupazione, al crimine organizzato, alla desolazione! Quanto ancora dovremo attendere prima di trasformare le parole in fatti e permettere al mondo di assaporare la nostra grande bellezza? A muoverci devono essere l'orgoglio, il senso di identità e di appartenenza ad una grande nazione, ad un grande popolo, i cui ideali possono ancora ispirare cambiamenti ed evoluzioni, imprese e rinnovamenti: è il nostro Paese ad essere da sempre reputato l'archetipo della bellezza: è giunta l'ora che cominciamo a ricordarlo, è arrivato il momento di esserne nuovamente fieri.

Ilaria Pocaforza

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