giovedì 28 luglio 2016

Un antidoto per arrivare fino alle sospirate vacanze

Quando in vacanza la tua faccia comincia a somigliare alla foto sul passaporto, è ora di tornare a casa
di Erma Bombeck
Sonzogno, 1994

pp. 190


In questo periodo assomigliamo tutti a dei carcerati in procinto di uscire di galera. Facciamo segni sul calendario, guardiamo più a lungo fuori dalla finestra e siamo insofferenti al solito tran tran che ci porta dal lavoro, improvvisamente più pesante, a casa, sorprendentemente più piccola e soffocante che durante il resto dell'anno. Scorriamo freneticamente le bacheche dei social degli amici e rimiriamo con masochistico piacere le foto di spiagge assolate, città d'arte e laghetti di montagna e mettiamo "mi piace" per buona creanza, quando invece vorremmo solo essere al loro posto. L'attesa delle vacanze può essere davvero stressante e, come rimedio, non c'è niente di meglio di un volume che smitizzi le meraviglie del viaggio e ci consenta di restare sani di mente e incollati alle nostre scrivanie ancora per un po'
Non sorveglieremo più le case dei vicini che partono per il giro del mondo e ci mandano cartoline per ricordarci di dare la pillola contro i vermi al cane e innaffiare il prato. D'ora in poi.saremo una di quelle famiglie che banchettano alla tavola imbandita dell'esistenza.Contempleremo la maestà dei monti, visiteremo templi esotici e ci abbronzeremo su spiagge solitarie. I Bombeck leveranno le ancore!
Erma Bombeck, giornalista e umorista statunitense, ci propone questa raccolta di sketch di viaggio come antidoto contro il mal di vacanza. Come aveva fatto con "Se la vita è un piatto di ciliegie perchè a me solo i noccioli" per sdrammatizzare gli inconvenienti quotidiani della vita familiare, con "Quando in vacanza la tua faccia comincia a somigliare alla foto sul passaporto è ora di tornare" (sì, i titoli sono sempre lunghi come un capitolo) cerca di mostrarci come andare in giro per il mondo non sia poi questo grande spasso. Con molta autoironia, l'autrice pare incarnare ogni aspetto negativo dell'andare in vacanza. E' una cacciatrice compulsiva di souvenir orrendi e paccottiglia per turisti (fornendo probabilmente le basi per Becky Bloomwood della fortunata serie "I love shopping"). Acquista in fretta. Avrai tutto il tempo per pentirti, è il suo motto. Soffre il mal di mare, ma si ostina a partecipare a crociere, influenzata dalla pubblicità. In qualunque posto vada, sembra essere sensibile a infezioni, febbri e intossicazioni. Partecipa a safari di fotografia, ma non ha interesse a fotografare e scruta la savana alla ricerca di un posto dove comprare souvenir. Ordinare una "cabeza" invece di una "cerveza" in un bar in Spagna, tanta è la sua dimestichezza con le lingue straniere. Non ama vedere antichità storiche. 
Ogni capitolo si apre quasi come un siparietto teatrale; i dialoghi sono veloci, ritmati e molto divertenti e le sue capacità di autocritica strappano più di un sorriso e dell'auto-identificazione. Quando siete in vacanza, non occorre che sia qualcun altro a dirvi che è arrivato il momento di tornare a casa. Siete  facilmente irritabili e ve ne accorgete, pontifica ormai stufa di andare a scoprire il mondo. Leggendo queste pagine viene quasi da tirare un sospiro di sollievo per essere al sicuro, nella propria casa sempre uguale. Ma non fatevi ingannare: nonostante tutti gli aspetti negativi, ogni anno lei afferra la sua borsa e parte per un viaggio breve o lungo che sia. Da queste pagine, appare evidente che non ci sia un luogo sul globo che lei non abbia toccato. Prendiamo questo volume come una medicina per sopravvivere fino al giorno contrassegnato sul calendario e poi imbarchiamoci. 
Puoi lasciare in eredità ai tuoi figli il patrimonio, le tue azioni, la tua vecchia pelliccia sformata e l'argenteria di famiglia, ma non potrai mai trasmettere loro i ricordi che hanno contribuito a rendere piacevole la tua esistenza...i tuoi viaggi. E' una ricchezza che appartiene a te soltanto, l'unica cosa che porterai con te nella tomba.
    Giulia Pretta

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