martedì 7 giugno 2016

Il vero Guinness? Lasciarsi sorprendere ancora, giorno dopo giorno...

Piccole sorprese sulla strada della felicità
di Monica Wood
Sperling & Kupfer, 2016

pp. 372
€ 17,90 (cartaceo)

"Ona" azzardò "com'era?"
"Chi?"
Quinn non disse nulla.
"Non l'ho conosciuto abbastanza a fondo", dichiarò lei. "Però posso dirti com'ero io in sua compagnia".
Quinn restò in attesa. "Allora?"
"Una sognatrice", rispose lei, e i suoi occhi luccicarono sotto le palpebre cadenti.
Se bussate alla porta di Ona (o alla sua pagina facebook), vi aprirà un'ultracentanaria che dimostra meno dei suoi anni; probabilmente vi chiederà cosa volete, perché bisogna stare attenti con gli sconosciuti, ma se deciderà di farvi entrare, vi offrirà biscotti a forma di animale o una delle sue torte. In men che non si dica, la aiuterete con uno dei lavoretti che un'anziana sola fatica a portare a termine e intanto vorrete sapere di più di lei, della sua apparente leggerezza, che nasconde invece segreti e un vissuto davvero denso. 
Accade questo anche a Quinn, musicista alle prese con il complesso mondo di concerti e tour, che bussa alla porta di Ona per darle la notizia: "il ragazzino", il figlio che Quinn conosceva così poco, lo scout un po' strano che voleva intervistare Ona e iscriverla ai Guinness dei Primati - "il ragazzino" è morto. Una malattia cardiaca congenita, di cui nessuno sapeva niente, ha rapito il ragazzino in un giorno come tanti altri, in cui lui divideva il suo mondo solitario in comode schematizzazioni ed elenchi. 

Dovrebbe dirglielo, e invece Quinn aiuta Ona, si sostituisce a suo figlio, le paga 5 dollari per una magia con le carte e si lascia incantare dai racconti di questa donna, che è tutto fuorché noiosa. Ona non si crede mai più saggia degli altri per la sua età; anzi, si mette in gioco e comprende bene che Quinn ha un pesante fardello: 
Non aveva amato abbastanza suo figlio. E quella consapevolezza gli pesava sul cuore come un tumore maligno. Voleva credere che il ragazzino, in un futuro ormai perduto e irrealizzabile, potesse perdonarlo, prendere quella loro storia tutta sbagliata e trovarvi una logica, plasmarla attraverso le voci di un elenco. E che quel momento - lui che mangiava la torta con la signorina Ona Viktus - potesse entrare a far parte di quell'elenco.
Anche per quello, la ex moglie, Belle, non si dà pace: perché Quinn non ha conosciuto il loro bambino come avrebbe dovuto, e l'improvviso interessamento dopo la morte del figlio è qualcosa che stride e aumenta la disperazione di Belle. 
Muove da qui una narrazione che piacerà moltissimo a chi va a caccia di buoni sentimenti in una compagnia poco scontata. Infatti, a mano a mano che Quinn sistemerà la casa di Ona, salteranno fuori dettagli, imprevisti, scoperte davvero inimmaginabili per il lettore. E a un certo punto della vicenda, occorrerà mettersi in viaggio (meglio però non anticipare per quale motivo). Si può però ricordare che il viaggio - da sempre - ha molti poteri, tra cui quello catartico e a tratti taumaturgico di sfogare i drammi, e testimoniare che la vita prosegue. 

È interessante la struttura composita del romanzo: la mania del ragazzino per gli elenchi torna a farlo parlare anche post-mortem: qui e là si trovano pagine dedicate ai Guinness (tratte da varie edizioni ufficiali dei guinness de primati) che "commentano" e anzi corredano di dati un tema come quello dell'"attesa" o della "pazienza". Accanto alla normale narrazione, intervallata spesso da dialoghi più o meno utili (a Ona piace parlare, vedrete), gli stralci dell'intervista che il ragazzino stava conducendo a Ona. Tratto singolare? Monica Wood lascia parlare solo Ona: le domande sono sostituite dalla reticenza, ma vi assicuro che è facile intuire le domande del ragazzino, dall'altra parte del registratore. 

Un romanzo davvero fresco, che ricorda come tra alti e bassi occorra ritrovare la felicità delle piccole cose. D'altra parte, la stessa copertina è piuttosto allusiva: accanto alla capacità di sovvertire le regole almeno nella fantasia, la consapevolezza che sono certi pesi, insospettabilmente, a farci volare. 

GMGhioni


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