domenica 29 maggio 2016

#SalTo16 - Le chicche da lettrice curiosa

TEMPO DI INTERVISTE...


Sapete che la stanchezza non abbatte per niente di grandi autori? Anzi! Alessandro Robecchi (in libreria con Di rabbia e di vento, Sellerio) e Antonio Manzini (amatissimo con le Cinque indagini romane per Rocco Schiavone, Sellerio) mi hanno dimostrato grande ironia e giocosità nell'andare a caccia di un posto un po' meno caotico per registrare la nostra intervista. Sono stati due incontri splendidi, che hanno fatto dimenticare per un'ora il tempo incalzante del Salone. Entrambi si sono misurati con il giallo italiano e hanno detto la loro, sui romanzi e anche su altri progetti. 



TEMPO DI INCONTRI...

A #SalTo16 c'è stato anche tanto confronto, ed è stato bellissimo domenica mattina salutare Dorit Rabinyan davanti a una tazza di caffè e a tanti blogger, che hanno letto e apprezzato Borderlife (Longanesi). In parte è stata la storia d'amore molto forte tra un pittore palestinese, Hilmi, e una traduttrice israeliana, Liat, ad avvincere i lettori; in parte la vicenda editoriale del romanzo, che è stato censurato dal Ministero dell'Istruzione di Israele come libro potenzialmente pericoloso. In realtà, come molti di voi avranno visto, l'apparente limitazione ha generato un incredibile passaparola: il romanzo è stato acquistato da tanti connazionali di Dorit, che hanno inviato loro foto con più copie di Borderlife, comprato e regalato il più possibile. 
Inevitabile, quindi, non parlare dell'attuale situazione politica, ma anche delle speranze, che non smettono mai di far pensare a una possibile pace in futuro. Del romanzo si è poi parlato a fine serata, con Ferruccio de Bortoli e Moni Ovadia, su un palcoscenico certamente più formale, ma che non ha impedito la commozione di tanti (anche mia!). 

Un momento di commozione al termine dell'incontro con Dorit Rabinyan
Ferruccio De Bortoli e Moni Ovadia all'incontro su #Borderlife

TEMPO DI PROGETTI (SPIATI)... 

Stavo passando nei corridoi affollatissimi del Salone, quando vedo alcuni ragazzi che firmavano e portavano via una copia del nuovo romanzo di Gabrielle Zevin, L'altra metà del mondo (Editrice Nord). Noi avevamo recensito il precedente romanzo, La misura della felicità, ricordate? (altrimenti leggete qui la recensione)
Ero proprio curiosa di capire perché ci fosse lì quel nugulo di persone e allora... non mi sono fatta gli affari miei e ho chiesto. Si trattava di un bel progetto divertente per incentivare la lettura e portare il romanzo a sopravvivere oltra i tempi tirannici del mercato editoriale. Come? Con il vecchio e sempreverde metodo del passaparola: l'editore ha regalato 100 copie del libro insieme a una cartolina che funziona come una specie di “library card” (è così carina che l'ho scansionata per voi). 
 
A chi ha ricevuto il libro, è stato chiesto di leggerlo e di regalarlo a sua volta a una persona diversa, allegando la stessa cartolina e scrivendo il suo nome. E così via, fino a formare una catena che durerà nel tempo fintanto che le persone continueranno a passarsi il libro di mano in mano.
Insomma, una specie di bookcrossing? Sì, forse, ma anche un'occasione in più per fare una specie di dichiarazione implicita: guardate che domanda svetta sulla cartolina...?!

Una giovane lettrice che ha accettato di partecipare al gioco!
Insomma, tutto sembra portare a un #SalTo16 che lascerà dei segni anche dopo il festival, con progetti, articoli, foto e bei passaparola di lettura. La lotta annuale per rinnovarsi e, al tempo stesso, riconfermarsi come enorme bacino editoriale, pare vinta appieno. 

GMGhioni

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