domenica 1 maggio 2016

#RileggiamoConVoi - aprile 2016

Foto di ©Debora Lambruschini


Buongiorno lettori e buon 1° maggio! 
Certo, quest'anno cade di domenica e ci rovina la possibilità di un ottimo ponte di letture, ma vogliamo salutare il nuovo mese con i nostri consigli di aprile che, eccezionalmente, escono oggi, proprio per cercare di tamponare la sofferenza da festa mancata...
Sappiamo che molti di voi non si muoveranno e allora vi portiamo a spasso con la lettura e anche con le foto di Debora Lambruschini, che ha trascorso uno splendido compleanno a Cannes e condivide volentieri alcuni degli scatti del weekend. 

Buona lettura, dunque! 
La Redazione

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Barbara consiglia:
Interruzioni di Camilla Ghedini (Giraldi editore)
(leggi la recensione)
Perché: per liberarsi dagli stereotipi e dai vestiti che ci vengono cuciti addosso, per affrontare il tema della maternità in modo nuovo, consapevole, spietato eppur veritiero. Per riscoprirsi umani e individui, per scavare nella profondità dei nostri abissi.
A chi: a tutte le donne, madri e non, per comprendersi e riconoscersi.

Carolina consiglia:
Le città invisibili di Italo Calvino (Mondadori)
(qui l'invito alla lettura)
Perché si può rileggere più e più volte ed ogni volta è come la prima; perché offre risposte sempre nuove a sempre nuove domande; perché in ogni momento della vita può essere il libro giusto, quello che si stava cercando senza saperlo.
A chi guarda fuori dalla finestra sognando posti lontani, o sognando e basta; ai poeti, ai mercanti, ai navigatori; ai nostalgici e agli amanti della buona letteratura; ai giovani che vogliono guardare oltre la superficie, a quelli che non lo fanno ancora ma ne avrebbero bisogno. 

Debora consiglia:
Sembrava una felicità di Jenni Offill (NN editore)
(leggi la recensione)
Perché: un romanzo fresco, ironico, ricchissimo di spunti di riflessione, scritto con uno stile unico ed intrigante, dove parole e trama sono l'una al servizio dell'altra.  Frammenti e pensieri che raccontano con mirabile poesia una vita ordinaria.
A chi cerca un piccolo capolavoro di tecnica narrativa, citazioni, sentimenti. In attesa di leggere, anche in italiano, il primo libro di questa autrice brillante, di prossima pubblicazione. 

Gabriele consiglia:
Ultima favola di Francesco Permunian (Il Saggiatore)
Foto ©Debora Lambruschini
(leggi la recensione)
Perché: per ricordarsi del potere del passato e osservare con occhio diverso le nevrosi che ci circondano e ci assalgono, accompagnando il tutto con un'insana risata.  
A chi: a tutti quelli che non si fidano della primavera.

Giulia consiglia:
Memorie di una geisha di Arthur Golden (Longanesi)
(leggi la recensione)
Perchè: perchè nella stagione dei ciliegi in fiore viene voglia di lasciarsi cullare da questa storia delicata, malinconica e pervasa di sottile bellezza.
A chi: per i già esperti della cultura giapponese che avranno modo di apprezzare la trama romanzesca. Ma anche a chi ne è completamente estraneo, per iniziarsi a quel mondo fragile e proibito.

Gloria consiglia:
Sotto le ciglia, chissà di Fabrizio De André (Mondadori)
(leggi la recensione)
Perché: sono usciti i diari di De André e, benché non siano offerti integralmente, ma solo in una selezione di passi, si ritrova intensamente la varietà e l'inesausta curiosità del cantautore verso il mondo.
A chi: sarebbe scontato consigliarlo a chi ama il cantautore genovese; meglio allora regalarlo a chi ama la diaristica, quella piega un po' inconsueta verso il taccuino di lavoro. Certo, bisogna essere disposti ad accettare un sorriso accanto a una lacrima, di lacerto in lacerto...

Foto ©Debora Lambruschini
Mattia consiglia:
Quattro tazze di tempesta di Federica Brunini (Feltrinelli)
(leggi la recensione e la cronaca dell'incontro con l'autrice)
Perché: è un libro solo all'apparenza per donne ma che in realtà nasconde sorprese per tutti. Si parla di amicizia, di amore, di carriera, di figli e di padri. Ma anche di madri, di amiche e di storie incrociate.
A chi: a tutti quelli che hanno paura dei sentimenti, a chi beve troppo caffé e a chi voglia di scoprire nuovi sapori.

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