lunedì 11 aprile 2016

#ScrittoriInAscolto: Maurizio Crosetti e lo "scatto" dello scrittore

Giovedì 7 aprile 2016 presso la sede di Baldini&Castoldi a Milano è stato organizzato un incontro con Maurizio Crosetti, cronista sportiva di lunga data di "la Repubblica", al suo esordio nel mondo della narrativa con Esercizi preparatori all'armonia del mondo (qui puoi trovare la recensione). Crosetti siamo abituati tutti quanto a leggerlo in articoli nei quali egli descrive o una grande giocata di un campione del calcio oppure un'azione epica di qualche scalatore su due ruote. Eppure in questo suo libro ai toni spesso lirici della scrittura da "giornalista sportivo creativo" Crosetti passa ad un registro, mi si passi la parola, più poetico e confidenziale per descrivere una storia, quella di un amore non vissuto ma spesso immaginato all'ombra dei grandi fatti di cronaca internazionale, che stupisce per l'unione tra l'essenzialità, la dimensione favolistica ma anche i dati concreti. 


L'idea di questo libro è venuta in radio, durante un programma di Michele Dalai. Bisognava scegliere il personaggio-simbolo del 2015 ed io ho scelto il pianista del Bataclan ovvero quell'uomo che, il giorno immediatamente suggestivo all'orrida strage parigina, si è messo a suonare Imagine in mezzo alla gente, portando con sé uno strano pianoforte agganciato ad una bici. Michele Dalai mi ha detto: "Questa è una storia. Quel libro che cercavi è proprio lì non hai che da scriverlo". E così ho fatto. 

La conversazione con Crosetti è subito molto franca e diretta e si capisce ben presto come egli sia perfettamente abituato a parlare in pubblico (anche se non, magari, di letteratura, sua per altro). I bloggers convenuti all'incontro si concentrano sul rapporto tra mondo del giornalismo e mondo della scrittura cosiddetta "alta" e, proprio ad una nostra puntuale domanda in questo senso, ovvero "quale sia lo scarto tra l'essere giornalista e l'essere scrittore", Crosetti risponde in modo molto interessante.

Se dovessi usare una metafora sportiva direi che per scrivere un pezzo giornalistico devi essere un centometrista, per scrivere un romanzo un maratoneta. Occorre certamente uno scarto, anzi, proprio come nel ciclismo, uno scatto per cambiare il passo. Tuttavia non credo che, certe volte, la mia vena per così dire letteraria non possa essere rintracciabile nei pezzi che scrivo per Repubblica.

Il giornalista-scrittore infatti spiega come spesso e volentieri, sia in passato che ora, i suoi pezzi magari relativi ad una partita di calcio siano descritti come "barocchi" e può capitare che occorra elidere, eliminare il superfluo per non suonare troppo esagerati o troppo elevati. Ma proprio questo lavoro "di bulino", a togliere insomma, per Crosetti è stato fondamentale nella realizzazione di Esercizi preparatori all'armonia del mondo.

Un giornalista lavora sempre di fretta, spesso se un giornalista di quotidiano. Quando la finale della Coppa del Mondo finisce alle 23 e tu hai una manciata di minuti per non bucare il pezzo, tante volte non rileggi neppure ciò che scrivi. Invece uno scrittore ha tempi più dilatati anche se, in fondo, non ci ho messo una vita a scrivere quest libro.

Già perché il libro, come è stato accennato precedentemente, prende spunto da fatti relativamente recenti anche se la storia non è la "vera storia" del pianista del Bataclan ma è un racconto di fantasia, trattato con levità e poeticità.

Figurarsi che Davide Martello, questo il nome del pianista, non l'ho neppure contattato, forse lo farò in futuro e non so dire se sappia o meno di questo libro. Perché questa storia è una storia di fantasia sì ma che parte da dati reali. Se descrivo una piazza in Turchia lo faccio perché, come reporter o come semplice turista, ci sono stato e la conosco. Non amo gli scrittori che scaricano le mappe da Google Maps.

Un tema ricorrente, sin dal titolo, come facilmente si evince, è il tema dell'esercizio che, per forza di cose, può, anzi, dev'essere noioso e ripetitivo ma che proprio da questo "sacrificio quotidiano" struttura la persona, la rende adatta ad affrontare le tante sfide della vita.

Se uno nasce Maradona e non diventa Maradona è solo colpa sua. Ma siccome nessuno nasce Maradona io sono convinto che attraverso gli esercizi, lo studio quotidiano, i piccoli gesti ripetuti si possa diventare delle persone più forti.

Colpiti da una pagina del libro nella quale  cui c'è l'ipotesi di "mettere su famiglia" con un saltimbanco-marionettista giramondo, domandiamo a Crosetti se, in un romanzo dove la famiglia spesso è poco presente o distante, questo distacco non sia proprio un segnale dell'importanza che ciò riveste nella mentalità della stesso autore.

Certamente avere una famiglia con qualcuno che viaggia per il mondo a bordo di una bicicletta non è facile. Però credo che anche questa impossibilità sia un segnale dell'assoluta preminenza che riveste la famiglia in ogni ambito e contesto. 

Ed ecco che presso la sede di Baldini&Castoldi si è capito meglio quale sia "la professione dello scrittore che quella del giornalista" ( Montale avrebbe detto "il secondo mestiere) con le differenze e le comunanze. Ma quello che veramente conta, come scrive lo stesso Crosetti in una pagina particolarmente riuscita del romanzo, è che "le storie non finiscono mai". E se sono storie belle e coinvolgenti come quelle contenute in Esercizi preparatori all'armonia del mondo tanto meglio per noi lettori. 

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