lunedì 14 marzo 2016

#LectorInFabula - Le mirabolanti avventure di una squadra davvero speciale

A bath’s life
di Martina Colligiani
Illustrazioni di Stefano Tartarotti
Ensemble, 2015

pp. 124
12,00€

In A bath’s life diventa reale una delle fantasie più comuni tra i bambini: immaginare un mondo che prende vita lontano dagli occhi umani e che è abitato dagli oggetti usati nella vita di tutti i giorni.
Proprio per questo la storia ideata da Martina Colligiani non brilla per originalità: illustre precedente cinematografico è il disenyano Toy Story; di fronte al tripudio di emozioni della pellicola targata Pixar, un’avventura ambientata nel luogo meno romantico della casa, il bagno, corre il rischio di partire svantaggiata. Tuttavia il potere della letteratura, anche quella dell’infanzia, risiede nella sua capacità di stimolare senza freni la fantasia e A bath’s life, che accompagna i bambini della fascia di età 7-10 anni, assolve perfettamente a questo compito. Le illustrazioni di Stefano Tartarotti, disegnatore pungente e geniale che settimanalmente propone la sua personale visione della vita si Il Post, divertono e coinvolgono rendendo la storia intensa e accattivante. 

Walter Closet è un brillante architetto all’apice della sua carriera: ha vinto un prestigioso appalto in California per la costruzione di un grattacielo ecosostenibile: una conquista rilevante per l’ambiente, una lotta contro la cementificazione massiccia. La moglie Mira e la smemorata madre Linda sono entusiaste del traguardo raggiunto e della gioia che aleggia in famiglia partecipano anche Lino (lo spazzolino), Den (il dentifricio), Blondie (la spazzola), Nello (il pennello da barba) e Page (le parole crociate). L’unico outsider è il subdolo Tim, collaboratore senza scrupoli di Walter: trama alle sue spalle per accaparrarsi il progetto modificane l’essenza, realizzando un complesso altamente inquinante da vendere a una società interessata al guadagno e non al rispetto dell’ambiente. Il team di oggetti da bagno inizia, allora, una corsa contro il tempo per fermare il perfido Tim e salvare la reputazione e la carriera del buon sig. Closet.

Come per i migliori viaggi, anche quello del gruppo da beauty case non è importante tanto per la meta (che nel loro caso è la salvezza di un progetto) quanto per il percorso, che in A bath’s life viene compiuto insieme ai piccoli lettori. Il peso educativo della storia, come vedremo tra poco, è ingente e risulta ben calibrato dalle scelte linguistiche e artistiche adottate. Tre sono gli aspetti stilistici che impreziosiscono il racconto. 


Le illustrazioni sono delicate, realistiche e frizzanti, supporto esplicativo alla storia; l’umanizzazione degli oggetti è stata realizzata con un’intelligente antropomorfizzazione rispettosa del carattere del personaggio, quasi con una fisionomia parlante. 

Il linguaggio è intelligente e curato, con giochi di parole arditi e originali. Quando Nello si arrabbia tutti constatano che ha un diavolo per setola;  se Den è affaticato e sudato per lo sforzo perde tutta la sua essenza alla menta; i biscottini che aiutano il team durante la missione hanno un temperamento tenero; la saponetta Mini, infine, si è consumata per soccorere il gruppo al momento del bisogno.

Il font, infine, è quasi una chicca esclusiva di questo testo; il carattere tipografico e la grandezza cambiano in base al significato della parola o nel caso di momenti particolarmente concitati o salienti. Un escamotage per mantenere viva l’attenzione dei bambini, certo, ma anche una tecnica quasi artistica, a cavallo tra il volume illustrato, la letteratura per l’infanzia e il fumetto.

Si diceva di un viaggio prezioso per le sue tappe. E se non è la storia a brillare in originalità, a farlo sono i temi trattati con la leggerezza tipica dei testi per bambini ma che si insinuano nelle coscienze dei lettori silenziosamente, con la speranze che attecchiscano come semi di una pianta che ha tanto tempo per crescere. I “semi” vanno dal rapporto con le difficile condizione degli anziani la cui memoria traballante e incerta spesso spazientisce le persone che stanno loro vicino, ma che Walter risolve sempre con gentilezza e maturità assecondando le piccole follie quotidiano della mamma Linda, all’inutilità della vendetta, che spinge il rancoroso gel Fix a odiare i suoi vecchi compagni di bagno per antichi episodi, salvo poi rendersi conto che l’odio non conduce a nulla se non a solitudine e tristezza;  dal ruolo degli amici e dei rapporti disinteressai e veri nella vita di ciascuno di noi, al valore della fiducia, che Tim tradisce senza scrupoli e che invece deve rappresentare il fondamento delle relazioni umane, alla salvaguardia dell’ambiente: come il bagno è l’unico habitat in cui i nostri amici possono vivere, così il grattacielo ideato da Walter non può non prescindere dall’ecosistema naturale della Terra; Bob, la pila a ricarica fotovoltaica, esemplifica infine il diverso, ciò che non appartiene alla nostra realtà più vicina e immediata ma che per questo si dimostra unico per l’apporto che può dare nella nostra vita. 
Un lungo percorso verso il recupero di piani architettonici perduti ma che alla fine disvela molto di più di un progetto corrotto; alla fine della storia si scopre che si può essere in grado di superare le porprie paure e la tristezza derivata dall’assenza di qualcuno che ci sta a cuore. L’avventura più bella, la vita, da vivere tutta d’un fiato.

Federica Privitera

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