martedì 29 marzo 2016

#PagineCritiche - Il Genio




Il Genio
di Harold Bloom
BUR, 2004
pp. 945

€ 12,90





“Lo studio della mediocrità, qualunque sia la sua origine, genera mediocrità”

(Harold Bloom)


La prima cosa che faccio ogni mattina, una volta connesso alla rete, è aprire la pagina inglese di Wikipedia dedicata ad Harold Bloom per controllare che sia ancora tra noi… A seguire un doveroso controllo incrociato su Google... L’acqua per il tè già scalpita e BBC Radio 3 is on the air… La mia giornata può cominciare, felice che ce ne sia un’altra anche per le macerie della civiltà letteraria. Eh già… Perché una volta scomparso il suo ultimo custode assisteremo all’arrivo di una figura ubuesca che distruggerà anche le rovine… E poi? Probabilmente accadrà qualcosa di simile alle ultime pagine de il “Meridiano di sangue” di Cormac McCarthy

Tranquilli… La maggior parte di voi non se ne accorgerà nemmeno… Fino a quando… Un bel giorno… Stufi marci di tutti i Palaniuk e Lethem di turno avrete voglia di leggere Shakespeare e non potrete… Perché l’NPCSO (New Politically Correct Storytelling Order) l’avrà già fatto sparire da tempo… Da quel momento trascorrerete i vostri giorni rovistando sbiaditi ricordi di lezioni scolastiche in cerca di un pentametro giambico da rievocare... Per adesso hanno cominciato a proscrivere OvidioAlcuni di noi, compreso il sottoscritto, hanno già approntato un bunker librario… Circolano anche strane voci sulla nascita di una resistenza…

Sapete amici… C’è una convinzione che l’industria culturale è riuscita a installare nella testa di molti, il discredito per il genio. Non c’è da stupirsi, per l’epoca Barnum 2.0 che abitiamo, la sola idea va recisa dalle coscienze. Come darle torto? Il genio è antisociale, non ama gli ossequi, si nutre di radici, talmente grande da non poter essere ignorato rifiuta ogni posto che gli si offre perché non della sua persona gli importa ma unicamente della sua opera. Figlia del silenzio o dell’esilio, certamente di un’esuberanza vitale abbracciata in tutte le sue ramificazioni, si distilla in forme nuove che rivivificano il canone.
C’è un problema... Si... Proprio quello vestito di nero con falce al seguito, che nemmeno il discredito può dissipare…  Alla fine, solo il genio rimane. 

Immagino già lo stupore di qualche neo-hippie digitale...

-  Hey! frena amico. 
-  Dimmi.
-  Esiste una via del genio?!?
-  Si… E’ irta di pericoli ma farà di te un tipo molto fico, come un Jedi.
-  Ehm… e senti amico… hai qualcosa da kindlezzare per capire di che accidenti stai blaterando?
- Certo! Un libro… ne stai leggendo proprio qui da un paio minuti.
-  Ah… ok bello mio, continua…

 L’incontro con il genio può provocare conseguenze inaspettate… 

Catastrofiche, come nel romanzo di Thomas Bernhard “Il soccombente”, quando a due brillanti pianisti, che a Vienna seguono i corsi di composizione di Horowitz, accade di incrociare nella loro classe un nuovo allievo… Glenn Gould. Sublimi, come racconta Simone Weil, sorella di uno dei più grandi matematici del secolo scorso…

“Dopo mesi di tenebre interiori, all’improvviso e per sempre ho avuto la certezza che qualsiasi essere umano, anche se le sue facoltà naturali sono quasi nulle, penetra ne regno della verità riservato al genio, se solo desidera la verità e fa un perpetuo sforzo d’attenzione per attingerla.”

Ricapitolando… Fatti fummo per viver da prosumer o per cercare il nostro genio? Perché di questo si tratta, cercare la parte migliore di noi per accrescere il nostro spirito. E come speriamo di riuscirci se non cominciamo, almeno letterariamente, a frequentarne qualcuno? Bloom ci propone 100 figure letterarie, da William Shakespeare a Ralph Waldo Emerson, organizzandone i profili in uno schema originalissimo, 20 lustri secondo le 10 Sephirot della Cabala ebraica. Se c’è un prode tra voi, prima del gioiello di Bloom può immergersi nel suo doppio più pericoloso, “Una visione” di W.B. Yeats… Genio che occupa il lustro n° 19 dell’ultima Sephirot…

Se non avete mai letto nulla di Bloom vi si avverte che il libro potrebbe procurare molta irritazione, scalzatela e non credete ciecamente alle sue liste. Piuttosto non saltate prefazione, introduzione e abbandonatevi con fiducia. Bloom, al contrario dei numerosi #assiepatoridivaniloquidellultimamodadisponibilecondiscepolialseguito dal cui frasario siamo assediati da 50 anni, spiega davvero senza menare il can per l’aia.

- Hey amico! 
- Ciao... 
-  Il tuo blabblare da testaduovomarcioincantato m’ha convinto.
-  Bene...
-  E mi piace questa cosa dello spirito che cresce.
-  Vedrai una volta terminate tutte e 940 le pagine…
-  Ah… 940… ok… ora ti saluto bello… devo sistemare una pagina di  wikipedia…     
-  Non dimenticare la prefazione!





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