martedì 8 marzo 2016

#8Marzo - Oriana Fallaci



Non si fa il proprio dovere perché qualcuno ci dica grazie, lo si fa per principio, per se stessi, per la propria dignità. (Un uomo)
Lottate, ragionate col vostro cervello, ricordate che ciascuno è qualcuno, un individuo prezioso, responsabile, artefice di se stesso, difendetelo il vostro io, nocciolo di ogni libertà, la libertà è un dovere, prima che un diritto è un dovere. (Un uomo)
A chi non teme il dubbio, a chi si chiede i perché‚ senza stancarsi e a costo di soffrire di morire. A chi si pone il dilemma di dare la vita o negarla, questo libro è dedicato da una donna per tutte le donne. Stanotte ho saputo che c'eri: una goccia di vita scappata dal nulla. Me ne stavo con gli occhi spalancati nel buio e d'un tratto, in quel buio, s'è acceso un lampo di certezza: sì, c'eri. (...) Ora eccomi qui chiusa a chiave dentro una paura che mi bagna il volto, i capelli, i pensieri. E in essa mi perdo. Cerca di capire: non è paura degli altri. Io non mi curo degli altri. Non è paura di Dio. Io non credo in Dio. Non è paura del dolore. Io non temo il dolore. È paura di te, del caso che ti ha strappato al nulla, per aggangiarti al mio ventre. Non sono mai stata pronta ad accoglierti, anche se ti ho molto aspettato. (Incipit di Lettera a un bambino mai nato)
Essere donna è così affascinante. È un'avventura che richiede un tale coraggio, una sfida che non annoia mai. (Lettera a un bambino mai nato)

Da lettrice accanita, da bambina immersa nei libri prima ancora che nei giochi, da spettatrice ammirata e attonita davanti a ogni libreria, colta dalla sorpresa di mirare, ogni volta con lo stesso spontaneo stupore, le file di volumi, colori, titoli, uno accanto all'altro, ho amato sinceramente ogni eroina letteraria che ho incontrato, ogni autrice delle cui parole mi sono nutrita. Con avidità. Nel sceglierne una, non ho avuto dubbi: ho scelto quella che mi ha affascinato di più.

Toscana come me e per questo vicina (in quell'accento che condividiamo e me la rende quasi amica), come spesso mi accade, anche in Oriana Fallaci ho amato il genio letterario, la forza della scrittura, l'impeto necessario nella sua prosa, e il suo essere donna prima ancora che giornalista e forse proprio a prescindere da questo suo ruolo. L'ho ammirata e l'ammiro per il suo talento, innegabile, per quella scelta acuta di frasi e concetti che riempiono i suoi libri di bellezza e verità. Anche quando non ne condividi il pensiero, la genuinità dell'esposizione, la forza con cui viene espresso non può non affascinarti.
Ma amare Oriana Fallaci è per me amare il suo modo di essere donna, fonte di ammirazione e desiderio di emulazione: una donna che si afferma in un mondo, quello del giornalismo, fino ad allora prerogativa maschile, ma che per questo non rinuncia né tenta di celare la sua femminile capacità di amare fin nel profondo, il suo desiderio mai soddisfatto di vivere la maternità. Il suo essere donna, ed esserlo fino in fondo, diventa il suo punto di forza, nel suo mestiere (perché le dà una sensibilità inesistente nei reporter uomini, soprattutto negli occhi con cui guarda alla guerra: "una sanguinosa follia") come nella sua vita quotidiana.
Per questo ho scelto alcuni passaggi dai suoi libri che più ho amato: Un uomo e Lettera a un bambino mai nato, dove la giornalista impavida e ribelle lascia il posto alla donna forte e fragile al tempo stesso.

Barbara Merendoni

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