lunedì 16 novembre 2015

Alberto Paleari, "Le montagne e il profumo del mosto"

Le montagne e il profumo del mosto
di Alberto Paleari

Monterosa Edizioni, 2015

pp. 231 


[…] ci sono due tipi di guidatori, quelli che sulle strade di montagna fanno vomitare i bambini e quelli che non li fanno vomitare, mio padre apparteneva al secondo tipo e io mi sforzo di essere come lui.


Ricordi d'infanzia, nozioni di enologia, (dis)avventure in alta montagna sono gli ingredienti principali dell'ultimo lavoro di Alberto Paleari, in cui l'autore, ripercorrendo il corso della sua vita, ritrova e descrive le persone che, in un modo o nell'altro, hanno lasciato un ricordo sempre vivido anche se non sono più con lui; il padre, imponente ma in fondo protettivo e a suo modo affettuoso, purtroppo scomparso prima di poter "far pace" con quel figlio allora in piena ribellione adolescenziale, uno zio dall'animo semplice che "parlava con le mani" come il Wing Biddlebaum di Winesburg, Ohio, i dipendenti della ditta vinicola di famiglia fondata dal bisnonno. E poi i compagni di innumerevoli ascensioni lungo le tante vie ferrate sulle Alpi, prima come semplice appassionato e poi come guida alpina professionista.




Proprio l'amore per la montagna e per il mestiere di guida (oltre a una scarsa propensione per il business) porta Paleari a chiudere l'azienda di famiglia e a costruirsi presente e futuro conformi ai propri ideali e al proprio modello esistenziale. Decisione tutt'altro che semplice, perché provate voi a chiudere un'azienda familiare che va avanti da quattro generazioni…


Ma il Paleari è testardo, e grazie alla sua passione – e alle sue capacità – diventa una guida alpina a tempo pieno, e il suo bagaglio di storie da raccontare si riempie sempre di più: storie di arrampicate, di bivacchi al gelo, di valanghe e di incursioni (involontarie, beninteso) ai confini dell'aldilà.



E a tutto questo si aggiunga l'amore per il vino, retaggio dell'esperienza fatta nell'azienda di famiglia fin dagli anni dell'infanzia, che l'autore esprime descrivendo le caratteristiche delle uve, dei vitigni e delle lavorazioni. Descrizioni che tuttavia mai hanno un aspetto didascalico, sono sempre incastonate nel flusso narrativo in modo da generare una sorta di valore aggiunto al testo. Paleari è un abile narratore, capace di continue digressioni rispetto al racconto, con numerosissimi incisi che però sono come le morbide curve che si susseguono in uno slalom lungo il pendio di una cima raggiunta faticosamente, senza che si perda la traccia che porta a destinazione.



Le montagne e il profumo del mosto contiene una serie di fotografie, quasi tutte dell'autore stesso, che accompagnano la lettura e restituiscono, prima fra tutte quella strepitosa scelta per la copertina di questo libretto dall'intenso colore del mosto, il senso della determinazione di chi è pronto a mettere in discussione tutte le proprie certezze in favore dell'unione fisica e spirituale con la Montagna.




Stefano Crivelli

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