mercoledì 1 luglio 2015

"Le mille luci del mattino" di Clara Sánchez

Le mille luci del mattino
di Clara Sánchez
Garzanti, 2015

Traduzione dallo spagnolo di Enrica Budetta

272 pagine
€ 18.60



A causa della fine della sua relazione con Raul, Emma dopo anni passati a inseguire la stesura di un romanzo, mai realizzato, inizia a lavorare nella Torre di Vetro di Madrid, una costruzione moderna tutta specchi, sede di un’importante multinazionale. La sua carriera è fulminea, da centralinista diventa in pochi mesi segretaria personale del Vice Presidente Sebastian Trenas, il quale trascorre intere giornate a leggere libri, nessuna telefonata e nessuna riunione. 
E che fa tutto il tempo chiuso in ufficio? Leggo. Leggo molto. Da quando sono in questa situazione ho letto tutto Balzac, Galdos, Flaubert e Proust. I miei figli e mia moglie mi hanno idealizzato. La grande si chiama Anabel e vive in Francia e, il piccolo, Conrado, è negli Stati Uniti. Nieves, mia moglie, come avrai già avuto modo di constatare, non telefona neppure per non disturbarmi. È una persona, incredibile, molto comprensiva, dice che il mio lavoro viene prima di tutto”.
Riordinando vecchie carte, Emma trova qualcosa che doveva rimanere nascosto e tutto cambia: Trenas perde il posto e dopo pochi giorni muore, due fratelli, manager di successo, lo sostituiscono e a poco a poco segreti, intrighi, bugie, amori e tradimenti vengono a galla. Tra relazioni umane artificiose e ambigue, la protagonista viene a conoscenza di retroscena inimmaginabili, scopre cosa celano i silenzi, gli sguardi e gli strani comportamenti dei suoi colleghi e capi, e diventa, suo malgrado, la confidente dei personaggi principali del romanzo. Fagocitata in vicende e umori altrui Emma, pervasa costantemente da un senso di inadeguatezza,  viene attraversata dalla vita senza esserne artefice. 
Vado in bagno e me ne resto seduta un bel po’ sul coperchio della tazza appoggiata alla cassetta dura, il che non mi impedisce di appisolarmi finché non mi sveglia il chiacchiericcio monotono di due ragazze del dipartimento, che non ho voglia di vedere. Aspetto che se ne vadano ed esco.”
L’ultimo lavoro di Clara Sanchez Le mille luci del mattino ci conduce in una storia in cui niente è come sembra. La Torre di Vetro nasconde verità sommerse, gelosie e omissioni che con la loro forza inarrestabile hanno provocato ferite profonde, condizionando intere esistenze. Miraggi, passioni, incertezze, indecisioni, manie, vizi e turbamenti sono i denominatori comuni di trame dove dominano la mancanza di etica e di rispetto per il prossimo, dove gli amori sono sempre infelici, dove ci sono relazioni extraconiugali, matrimoni di ripiego e legami familiari spesso inesistenti. Il passato si mescola al presente, ma non guarda mai al futuro.
Non è neppure figlia di Sebastian. La mia sorpresa è tale che istintivamente guardo verso la porta nel caso in cui la creatura chiamata Anabel passasse di lì e sentisse. Suo padre faceva il pilota, era sposato e aveva una vita molto instabile. Era uno sfacciato senza alcun senso della decenza. Stavo già con lui quando conobbi Sebastian ed Emilio, ma loro non sono mai venuti a sapere della sua esistenza. Tranne un giorno, molti anni fa, prima che Anabel nascesse, quando Emilio e il pilota si incrociarono a casa mia. 
Il libro è strutturato in capitoli, ciascuno dei quali dedicato ad un personaggio. Negli episodi, che mancano di colori, profumi e anche di una certa originalità, gli interpreti non sempre convincono, in un susseguirsi di narrazioni dove tutto sembra doversi sbloccare o addirittura complicare, ci si ritrova invece sospesi in una continua attesa in cui alla fine nulla accade.

Il ritmo della narrazione è cadenzato e descrittivo, ben misurati i dialoghi e le riflessioni, gli avvenimenti si intrecciano e si rincorrono in storie nella storia. Nonostante una prova sottotono, con tocco lieve e scrittura enigmatica, la Sanchez, dopo il successo internazionale de “Il profumo delle foglie di limoni”, riesce ancora una volta a catturare l’attenzione del lettore, grazie soprattutto ad una non comune capacità di raccontare: “Ogni luce ha la sua ombra”.

Silvia Papa

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