martedì 7 luglio 2015

Canti carnascialeschi da lago: Nemmeno Houdini di Alessio Mussinelli

Nemmeno Houdini
di Alessio Mussinelli
Fazi Editore, 2015
 

pp. 312
€ 14.90


La vita in un paese, per di più in paese di lago, può davvero essere noiosa e ripetitiva come una storia di cui si conosce già il finale e per di più la si è sentita ripetere all’infinito da persone note e stranote. Eppure, a volte, in certi momenti storici, causati forse dall’inattesa piega degli eventi o da motivi più grandi, le cose cambiano e, come quando la banda arriva a “spazzare il grigio” dalle vie paesane, così Nemmeno Houdini, secondo romanzo di Alessio Mussinelli uscito per Fazi Editore, si configura: un canto carnascialesco, reale e assurdo come una mascherata notturno, che increspa, sconvolge e scuote le acque lacustri. Il mattino dopo sarà tutto uguale a prima ma questa notte il mondo è capovolto. Niente eterno ritorno dell’uguale, ma continuo rinnovarsi dello stupore, come una magia, come un gioco di prestigio, come nemmeno Houdini saprebbe fare.

Il romanzo di Mussinelli si snoda attraversa una complessa vicenda fatta di personaggi strambi, che potremmo definire da fumetto se non vi fossero gli adamantini esempi di Giovanni Guareschi, Enrico Brizzi o anche di Stefano Benni ad illuminarci la via. Non c’è un vero e proprio centro in questa storia, così come non si può tratteggiare con precisione il centro di uno specchio d’acqua. Lo si può ipotizzare, abbozzare o credere di conoscere, ma questo ci sfuggirà sempre in modo inesorabile, come nemmeno le sardine saprebbe fare.
Eppure nonostante questo l’intreccio narrativo è serrato, i diversi capitoli, che si presentano corti e di facile lettura, non danno molto “scampo” al lettore che si trova aggrovigliato, come nemmeno l’acqua fangosa saprebbe fare, in strane storie di nobildonne arcigne in preda agli ultimi sussulti ormonali, di maggiordomi tanto bellimbusti quanto pavidi, di melomaniaci con facce da scorfani, di corna date e ricevute, di amori improbabili e del piccolo mondo antico di Sarnico (dove neppure la Seconda Guerra Mondiale arrivò) che ci pare tanto moderno anche senza che la vox pupuli, come accade oggi, ricada, presto o tardi, nel mare magnum di un impalpabile tweet o status di Facebook.

Perché di un qualcosa di estremamente concreto, seppur di eccentrico e paradossale, sono le vicende raccontate in questo volume. Esse traggono linfa vitale e “patente d’esistenza” in tutte le storie, vere, presunte, “farlocche”, inventate oppure ricordi offuscati dai troppi anni e dal troppo vino che noi, piccoli, grandi, vecchi e giovani abbiamo sentito, quasi aleggiare, nei bar e nelle piazze d’Italia. Così come le saghe dei cavalieri venivano narrate dai cantastorie itineranti prima dell’avvento della televisione e di Carosello, dei Gormiti e delle Web-Series, così le storie di Nemmeno Houdini punteggiano il nostro immaginario, lo solleticano, ci fanno vivere altre dimensioni, altri luoghi, altre esistenze. Non conta il fatto non siano reali, non importa se domani spariranno come ghiaccio sotto il sole e non ci interessa che neppure ci crediamo fino in fondo. Per il momento ci basta ascoltarle, conoscerle o leggerle in uno scassato vagone di un treno regionale veloce.
Perché in questo modo si leggono queste vicende: veloci ma non troppo. Come un trucco di prestidigitazione  del maestro Houdini.
E allora, Mussinelli, col sorriso fra le labbra e un bicchiere di rosso stretto in mano, rovescia il dato di fatto dell’impassibilità delle genti di lago. I tempi in cui Nietztsche bagnava i piedi nei laghi dell’Engadina e elaborava la teoria dell’eterno ritorno dell’uguale sono cambiati, ma forse neppure tanto.

Historia abscondita
Tutti i grandi possiedono una forza retroattiva; fanno rimettere tutta la storia sul piatto della bilancia, e dai suoi angoli piu' reconditi emergono migliaia di segreti del passato, ed escono al sole. Non si puo' determinare che cosa tornera' ancora ad essere storia. Forse il passato e' ancora, sostanzialmente, tutto da scoprire! Necessita ancora di tante forze retroattive!
La Gaia Scienza, Friedrich Wilhelm Nietzsche


Mattia Nesto




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