giovedì 21 maggio 2015

#SalTo15 - Christian Raimo e Nicola Lagioia dialogano sui libri da non perdere al Salone del Libro di Torino




Il Salone del Libro di Torino è sempre una splendida vetrina per i libri che sono appena usciti, eppure alcune voci autorevoli hanno dedicato un incontro a quei titoli che, per qualche ragione, sono finiti nel dimenticatoio pur essendo autentici capolavori. Christian Raimo, scrittore e docente, ha dialogato con Nicola Lagioia, editor per minimum fax e autore, (candidato al premio Strega col suo La ferocia), insieme a Giuseppe Culicchia, autore e traduttore.

L'incontro inizia all'insegna di una riflessione: in questo periodo un libro fa presto a invecchiare. È un pensiero diffuso anche tra librai, che devono aggiornare a ritmi sostenuti le loro proposte, adeguandole alle nuove uscite e alle presentazioni televisive. "Se un libro non lo hai letto in bozze, è già obsoleto", dice Raimo, "e scompare dalle vetrine e dai giornali dopo poco tempo, stritolato dal mercato". Approfondisce poi la sua analisi, considerando i responsabili dei grandi gruppi editoriali dal catalogo ampio che negli ultimi anni hanno presidiato librerie e distributori, acquistando sempre più spazi; le librerie rendono certi libri in poco tempo e, sempre più spesso, la critica letteraria recensisce in anteprima; anche sfogliando il programma eventi del Salone, si può notare come alcuni libri usciti poco tempo fa non siano stati presentati.

Raimo passa in rassegna una serie di letture che lo hanno segnato negli anni Novanta e di cui oggi non si parla. Descrive Un weekend postmoderno. Cronache dagli anni ottanta di Pier Vittorio Tondelli del 1990, come una bussola sulla vita culturale di quegli anni; cita titoli come Casa d'altri di Silvio D'Arzo, Rondini sul filo di Michele Mari come testi che andrebbero riscoperti e valorizzati; cita inoltre La comunione dei beni di Edoardo Albinati, un romanzo in versi che più volte ha proposto alle case editrici senza successo, perché "non immediatamente commercializzabile". Ricerca le cause anche nella scuola: come insegnante riconosce che la sua categoria ha una certa responsabilità a causa di uno scarso aggiornamento, come se da Eco in poi non sia stato pubblicato nulla di valido.

Giuseppe Culicchia aggiunge che nelle librerie di catena i librai sono condizionati nella scelta dei libri da esporre, perché molti spazi sono affittati e quindi è molto più facile trovare le nuove uscite che non le proposte di titoli di qualche anno fa. 
"Da quando esiste, l'editoria è distratta e presente allo stesso tempo", dice Nicola Lagioia, e cita l'esempio di Call it sleep scritto da Henry Roth all'inizio del Novecento e riscoperto solo in seguito; poi cita a sua volta un titolo cui tiene particolarmente: Acqua di mare di Charles Simmons, pubblicato da Rizzoli qualche anno fa. 

"Dicono che se non si scrive un libro ogni anno il lettore finisce per dimenticarsi di un autore, ma non è vero, la letteratura ritorna nel tempo, lo dimostrano casi letterari come quello di Stoner di John E. Williams". 
Questo dialogo si rivela fitto di suggerimenti letterari preziosi e di propositi di pubblicazione di libri da non dimenticare, da parte di due voci importanti della casa editrice minimum fax.





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