venerdì 31 ottobre 2014

Mattia Barro: Musica nel pallone


Musica nel pallone
di Mattia Barro
Habanero edizioni, 2014
pp 119



Se pensate che il calcio sia noioso, fate un esperimento e leggete Musica nel pallone, il romanzo d’esordio di Mattia Barro. Già ospite del nostro Salotto, Barro ci aveva raccontato in un’intervista del suo modo di scrivere musica – è autore dei testi, nonché voce, de L’orso, un bel progetto con un disco alle spalle e uno in uscita nel prossimo futuro. Ed in effetti lo stesso stile immediato e spontaneo che abbiamo conosciuto a livello musicale lo ritroviamo anche in questo libro in cui sono affrontati in parallelo i due grandi amori dello scrittore, la musica e il calcio.

Il calcio costituisce oggi con la musica leggera il solo sfogo dinamico e culturale.
Con le parole di Gianni  Brera inizia il percorso - a tratti antropologico-  che conduce il lettore attraverso i principali aspetti del gioco del calcio. Ad una narrazione più tecnica, che ricostruisce le origini della disciplina, si affiancano i capitoli in cui sono rievocati ricordi personali, a partire dall’infanzia per arrivare ad oggi, quando talvolta la vita di musicista e quella di tifoso entrano in conflitto.
Il punto di contatto tra musica e calcio lo si può individuare nella comune funzione che entrambi hanno di raccontare storie. Nel primo caso il concetto è forse più chiaramente intuibile: come è scritto infatti la storia è l’escamotage più utilizzato per creare empatia e alimentare emozioni nell’ascoltatore. E nel calcio?  Si può senz’altro dire che tutta la vita di un tifoso sia basata su storie. Come dice Barro, fin dall’infanzia occorre compiere alcune scelte, prima fra tutte quella della squadra da tifare, che è di per sé una professione di fede. Si legge che essa  determinerà non solo a livello personale, ma anche a livello sociale, la vita di un essere umano. Ogni domenica, poi, costituisce di fatto una storia a sé.
Si parte perciò da una descrizione storica in cui si racconta come il gioco, diffuso nella forma a noi nota grazie all’Inghilterra, sia in realtà nato ben più anticamente e in regioni molto distanti dall’Europa - pare che l’origine sia da collocare geograficamente tra tra Cina e Giappone, attorno al XI secolo a. C. .
Si ripercorrono le tappe fondamentali della sua storia, dalla fondazione del primo club calcistico (lo Sheffield FC, 1857) alla prima partita tra squadre nazionali (1902), dalla creazione della FIFA (1904) all’inclusione della disciplina tra gli sport olimpici (1908). Lo si affronta poi nelle diverse declinazioni: come religione, indagando i motivi che in un paese cattolico come l’Italia portano ad un attaccamento quasi spirituale ad una disciplina sportiva; come metafora di vita, citando una canzone che bene esprime questa idea, La dura legge del gol. Ancora il calcio è visto come omaggio ad un’Italia che non c’è più guardata con nostalgia, come fonte di ispirazione per la musica, come racconto (vedere alla voce Offlaga Disco Pax), infine, anche come parodia, ricordando le performance di Elio e le Storie Tese nel programma Mai dire gol.
Sul versante musicale invece, la narrazione è articolata su due piani: la musica nel calcio e la musica sul calcio. Sul primo aspetto si ricorda e si ripercorre la genealogia dei cori da stadio e soprattutto degli inni delle squadre e dei mondiali, come Notti Magiche di Italia ’90 prodotto da Giorgio Moroder.  Nel capitolo Il ruolo del calcio nella musica si trova invece un excursus che parte dalla letteratura, ricordando Leopardi e Saba, per arrivare a De Gregori che con La leva calcistica del ’68 compone una delle poesie calcistiche più rappresentative della musica italiana.
L’architettura del libro è bene equilibrata, il ritmo narrativo viene interrotto, ma non spezzato, dalle esperienze di un Barro prima bambino e poi musicista, ma sempre ugualmente innamorato del calcio. Si racconta in particolare di come l’ambiente musicale italiano sia in generale disinteressato allo sport ed in particolare al calcio, rendendo così difficile per il tifoso coltivare il suo interesse. Spesso infatti gli orari delle partite si sovrappongono a quelli dei sound check pomeridiani o dei concerti. Racconta Barro:

A causa di ciò, in questi anni, ho adottato una malsana strategia di spegnere telefono e radio nelle lunghe tratte domenicali dei ritorni in città, disperato tentativo di potermi gustare una qualche replica notturna.

Considerando tutte le difficoltà del tifoso musicista – o del musicista sportivo – viene spontaneo considerare Musica nel pallone come un esperimento di mediazione tra le due realtà. Contemporaneamente alla sua pubblicazione è nato infatti anche un collettivo artistico, The Swimmer, che ha seguito il tour promozionale del libro, rendendo le presentazioni simili ad un concerto. E proprio così Barro vuole concludere la sua prima opera, ricordando come con questo progetto abbia cercato di rendere reale la commistione  di calcio, musica e vita.

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