mercoledì 15 ottobre 2014

#TreQuarti14 - "Tommaso sa le stelle" di Giovanni Montanaro

Ringraziamo Noemi Cuffia (Tazzina-Di-Caffé) per aver accettato il nostro invito su CLetteraria per raccontarci "Tommaso sa le stelle", da lei presentato a #TreQuarti14! 


Tommaso sa le stelle
di Giovanni Montanaro
Feltrinelli, 2014

pp. 176
€ 15




Tommaso sa le stelle è un romanzo anticonformista e coraggioso. Trentaquattro capitoli brevi che sono come piccoli tableau vivant, scene vive e colorate che compongono ciascuno una trama essenziale, quasi scarna e al tempo stesso ricca di emozioni da decodificare. 

Questa storia è stata già definita una “favola contemporanea”, e in effetti racconta di un incontro importante e a suo modo “magico”. Pietro, superata la sessantina e, forse, un'antica delusione d'amore, trascina le sue giornate tra le mura di un deposito giudiziario, di cui è il custode. Questo luogo senza tempo, ma molto concreto, in cui confluiscono oggetti di ogni tipo, ci appare come uno spazio che di volta in volta accompagna i suoi stati d'animo. 

Colori e forme inconsuete si fanno scenario di un'interiorità fatta di fantasie, convinzioni, modi di dire, bizzarie che connotano Pietro e lo rendono un personaggio sopra le righe e insieme commovente. Lui, che gira ancora con le lire in tasta, che ascolta l'Opera dalla mattina alla sera e sogna Maria Callas, è come se fosse ormai arrivato a un punto morto della sua vita. Un punto di non ritorno, in cui tutto appare monotono, compresi gli incontri non troppo galanti con la postina che gli porta la sua rivista preferita: Navi e imbarcazioni. 
Tutto dunque scorre senza particolari novità, fino a che a sconvolgere l'esistenza di Pietro non arriva una strana creatura. Un esserino invadente e misterioso, che sulle prime lui scambia per un animaletto affamato e che si nasconde nel deposito, ma che ben presto scopriamo rivelarsi una persona in carne e ossa. Si tratta di Tommaso, il personaggio che dà il titolo a questo nuovo romanzo, pubblicato da Feltrinelli, di Giovanni Montanaro. Classe 1983, dopo il suo ultimo libro legato a Van Gogh, Tutti i colori del mondo, anche questa volta Montanaro ha composto un'opera d'arte, oltre che una storia a tutti gli effetti. Una favola, appunto, che si svolge in riva al Po, tra le pieghe della contemporaneità, ma anche nel luogo senza tempo della fantasia. Tommaso proviene dal Golfo Persico, sfuggito a una baby gang gestita da delinquenti, ha trovato rifugio nel deposito di Pietro. E il rifugio che trova è molto più di un riparo dalle intemperie. Ne nasce qualcosa di molto più profondo, reale. Qualcosa che aveva perduto, molto simile a una sorta di famiglia, o per lo meno una provvidenziale amicizia. Ricco di citazioni liriche e riferimenti artistici, questo romanzo è un'opera matura e trasognata al tempo stesso. Un ponte gettato sulla speranza, uno scorcio di bellezza in un mondo, quello di oggi, dove spesso a dominare è l'abbandono, e il dolore.

Questo romanzo può appassionare e può intenerire, e può far riscoprire il senso del gioco, e il sentimento dell'attaccamento tra umani nelle condizioni più sfavorevoli. Per chi cerca una valenza anche molto letteraria nelle storie, qui potrà essere soddisfatto. Il lavoro sul linguaggio è  consistente. Il lettore, a pagine ultimate, sentirà di aver attraversato un'esperienza di valore, sotto molti punti di vista.

Noemi Cuffia

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