venerdì 26 settembre 2014

La decisione più importante

La decisione più importante 
di Giovanni Mennuni
Europa Edizioni, 2014

Pp. 294
€ 15,90



Sandro Pertini diceva che nella vita a volte bisogna saper lottare, non solo senza paura, ma anche senza speranza.
Giovanni Mennuni racconta la storia di un giovane d'oggi, di quelli che s'incontrano per strada, in un treno o in un qualsiasi posto; racconta le passioni politiche, le difficoltà nella lotta per la sopravvivenza contro chi non vede, non sente non parla, gli eccessi fatti di alcool e viaggi mentali a casa degli amici, i pomeriggi e le serate, mentre si parla di filosofia e poi di politica sotto i fumi dell' hashish.

Franco è sul balcone della sua stanza in una sera tiepida di settembre, a ritroso ricorda i suoi anni universitari  in un lungo flashback che occupa l'intero romanzo; Ansia e Rabbia le parole d'ordine, l'una per l'impossibilità di decidere l'altra per l'impossibilità di cambiare
Franco è un giovane universitario disadattato che vive gli anni del qualunquismo, in cui le ragazze frequentano le case dei capi di governo, all'epoca delle leggi adpersonam, dei (no)talent show e della (dis)unità nazionale.
Il giovane si iscrive alla facoltà di Ingegneria, "uno fra tanti" senza nè arte nè parte, costretto a sedersi più volte agli esami perchè figlio di nessuno, che arranca  facendo il cameriere in un pub, mentre il padre  rischia di perdere il lavoro. Incontra Nadia, una giovane intelligente e molto sensuale, conosce la tenerezza e il travolgimento degli amori giovani, mentre scende in piazza durante le proteste studentesche contro la Gelmini e le lotte sociali, tra "fumate di pensieri" ed esperienze estasianti.
Tra l'angoscia della precarietà lavorativa e della crisi nazionale, tra governi tecnici e antipolitica, Franco è vittima sacrificale di un cambiamento involontario e degli sbagli dei padri fondatori -Unità nazionale i miei coglioni. Non sono certo io che ho creato questa situazione. Non sono certo io che sono andato a votare, non ero ancora maggiorenne-.
Decidere per oggi, decidere sul domani, su cosa mangiare, su che  lavoro fare e le opportunità da prendere e non perdere, decide chi deve decidere, ogni giorno le decisioni più importanti e poi ce ne sono sempre e ancora altre, e allora qual' è la decisione più importante? Quella che prenderà Franco o quella presa da Nadia?

Lo stile è perlopiù descrittivo, a tratti psicoanalitico, reso da una tensione dialogica tra i fatti e i commenti del narratore-sentenziatore. Romanzo che vuole essere realistico, stride in alcuni punti nell'uso di un lessico formale e ampolloso. Il narratore esterno interviene nel racconto in prima persona e si concede frequenti considerazioni, sentenzia e spesso ammonisce il lettore

Storia generazionale, ricca di riferimenti politico- sociali, parla di coloro che odiano gli indifferenti e si sono battuti per amor di passione politica ma non del Bel Paese, dove “tra la dittatura dell'audience, il qualunquismo e la mediocrità imposti come modello di successo, è raro sentir parlare di artisti geniali”.
Franco non sta bene, ogni giorno perde le speranze, deluso dagli amori, dalle amicizie, dalle forze dell'ordine e dallo Stato; Franco vuole andar via, anche lui come tutti  in un Paese-altro.
Ancora un'altra decisione, anche questa  importante.



Giovanni Mennuni, nato a Monza il 30 Maggio 1990. Ha frequentato il liceo classico Nicola Zingarelli di Cerignola. Attualmente studia biologia all’Università “Aldo Moro” di Bari. La decisione più importante è il suo primo romanzo.





Isabella Corrado

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