venerdì 25 aprile 2014

Laura Lepri - Del denaro o della gloria. Libri, editori e vanità nella Venezia del Cinquecento




Del denaro o della gloria. 
Libri, editori e vanità nella Venezia del Cinquecento
di Laura Lepri
Mondadori, 2012

pp. 208
€ 19,00

«All’alba dell’editoria, Venezia era interamente percorsa dalla maligna febbre della competizione, dalla quale non era escluso il gesto truffaldino, il furto e la contraffazione. Qualunque mezzo era buono per risparmiare costi e tempi, fare presto, stampare e vendere. Cercando protezioni in alto loco, o sfruttando, se era necessario, il lavoro altrui».

Potrebbero iniziare così, con questa epigrafe, i vari volumi e manuali universitari che parlano di editoria, letteratura,  giornalismo e comunicazione. Invece troviamo queste parole a pagina 111 del libro di Laura Lepri (scrittrice, editor, consulente editoriale) Del denaro o della gloria. Libri editori e vanità nella Venezia del Cinquecento (Mondadori 2012), un saggio sulla nascita dell’editoria moderna (ai tempi di Pietro Bembo, Aldo Manuzio, Ludovico Ariosto e Pietro Aretino per intenderci), una storia narrata come un romanzo, perché fatta di persone, sentimenti, passioni, disfatte e relazioni. Ma una storia fatta anche di libri, carta, stamperie, torchi e torchiatori, copie “pirata”, editing d’autore e genialate imprenditoriali. Come quella dell’editore Lucantonio Giunti che all’epoca adottò soluzioni produttive e distributive decisamente innovative, dislocando stamperie e librerie all’estero.

La storia che Laura Lepri ci racconta è anche quella della genesi del Cortegiano di  Baldesar Castiglione (tutti lo abbiamo studiato, uno di quei libri che sembra abbiano poco a che fare con la nostra vita, ma hanno costruito la nostra lingua): non il parto letterario, ma la costruzione del volume, le correzioni, le letture e riletture, la stampa e la diffusione. Una diffusione che poteva seguire strade inaspettate: capita infatti che un uomo di lettere scriva e corregga il suo lavoro con tanta fatica, poi mandi qualche copia a qualche amica – mettiamo Vittoria Colonna – e piano piano quel primo abbozzo si diffonda e l’autore lo verrà poi a scoprire solo quando ormai sarà troppo tardi. Nel frattempo ha scritto ancora, ha rivisto, migliorato, e magari lo sta stampando in tutt’altra parte d’Italia. (un po’ come se un self publisher manda il pdf di qualcosa che sta scrivendo a un’amica e questa comincia a farlo girare in rete: Word of Mouth, come si dice).

Matthias Huss, Grant Dance Macabre, 1499
Una delle figure più importanti del romanzo-saggio della Lepri è Giovan Francesco Valier (Monsignor Valier), umanista e prelato, assente nelle nostre antologie e storie letterarie (non ha nemmeno due righe su Wikipedia), ma stimato da uomini a noi più noti come Pietro Bembo, Bernardo Tasso e lo stesso Castiglione che gli affida la revisione (editing) del Cortegiano. Morirà impiccato dopo torture, accusato di spionaggio (qualche anno prima della Guerra Fredda e di James Bond) indicando in testamento di distruggere (“bruciare”) un «libro de 200 carte se non fallo coverto de carta pecora bianca scritto tutto de mia mano» che raccoglie suoi scritti in volgare. Sarebbe stato un altro importantissimo documento lingusitico, e magari Valier avrebbe capitoli nelle nostre antologie e corsi monografici all’Università.

Leggendo il libro di Laura Lepri ci si appassiona e si impara anche molto. Ad esempio che gli umanisti del Rinascimento sono persone vive, reali, con le loro debolezze, ambizioni e vanità, e non figure ideali. Anche la nascita dell’editoria e lo sviluppo della stampa, non sono processi industriali idilliaci, ma una realtà fatta di idee tecniche e commerciali, lavoratori precari (i torchiatori soprattutto), furti di idee e di libri, contributi economici di edizione da parte degli autori.

Torniamo allora all’efficace epigrafe d’apertura, perché lì ci sono tutti i protagonisti delle moderna editoria, quella che ancora dialoga con il mondo culturale, intellettuale ed editoriale di oggi. La competizione tra autori per le migliori pubblicazioni e recensioni, e la competizione tra editori per “portare a casa” un autore; le contraffazioni di ieri, diverse da quelle di oggi ai tempi di internet e degli ebook; i costi, i tempi, la stampa e la vendita, e le strategie di marketing, i libri che escono anche senza nulla dentro, i costi fissi di stampa, la tiratura, le edizioni digitali … libri che devono essere scritti in fretta, le edizioni, le collane, …. E poi i ruffiani, i figli di questo e i nipoti di quell’altro, l’amante dello scrittore famoso, amici e leccaculo, recensioni finte di lettori di comunicati stampa, … denaro, gloria, copie vendute, fascette, presentazioni e prime serate in tv.

Vanità e pure tanto “lavoro sporco” nell’editoria di ieri come di oggi: correttori e torchiatori, programmatori e blogger, … perché in fondo questa storia di vanità è anche la storia di chi ci mette le mani.


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