lunedì 31 marzo 2014

#RileggiamoConVoi - Marzo

Campagna pavese, vista da @GloriaGhioni il 19 marzo 2014

Buongiorno primaverile a tutti i nostri lettori! 
Come alla fine di ogni mese, tornano i consigli di lettura con i link alle recensioni e agli altri contributi su CLetteraria. Se la primavera si fa un po' attendere, noi abbiamo immaginato questi libri adattissimi a un pomeriggio al parco. 

Buona lettura e ottimo aprile!
La Redazione




Claudia consiglia...
Racconti di Odessa di Isaak Babel' 
(leggi la nostra recensione)
Perché: serie di racconti che si leggono come un romanzo. Babel' racconta l'esistenza dei 'vinti' di Odessa, terra di confine allora come oggi.
A chi: ai lettori che adorano la letteratura russa e sono appassionati di teoria della traduzione. La nota iniziale del traduttore Bruno Osimo permette di apprezzare al meglio l'infinita ricchezza stilistica del testo.

Elena consiglia...
L'Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters
Perché: per camminare sulla collina dove dormono le anime di Spoon River. Persone che, nella loro normalità, diventano memorabili.Perché è un testo fondamentale della letteratura americana, intenso e profondo, dove classico e moderno si incontrano.
A chi: a chi, oltre alla letteratura, ama la musica. Perché può ascoltare l'album "Non al denaro, non all'amore nè al cielo" di Fabrizio De Andrè, dove le poesie di Lee Master diventano musica. E nuove poesie.

Gloria consiglia...
Il peccato di Josephine Hart
Perché: "Non dovremmo cercare di prendere quello che - lo sappiamo - non è nostro. Anche se un miracolo ce lo mette a disposizione." Eppure i protagonisti di questo romanzo disattendono qualsiasi promessa, e ancora una volta confermano il genio di Josephine Hart. 
A chi: sicuramente, non è adatto ai perbenisti e ai moralisti. Ma per chi ha una morale e un senso critico, assolutamente imperdibile. Per scoprire non solo i tanti grigi della realtà, ma anche tanti neri e forse nessun bianco. 

Samantha consiglia...
Trilogia della città di K, di Agota Kristof
Perché: Perché attraverso un lungo racconto in tre atti la scrittrice ci accompagna nella dimensione di una terra che non ha nome ma che assomiglia alla sua Ungheria, vista attraverso gli occhi di due bambini che sono complementari tra loro e estranei al nostro mondo di vedere la tenerezza, l'affetto, l'amore. Bambini che sono le ombre di un contesto, che conoscono la guerra e il dolore, e li hanno assimilati, come parte di un mondo pregno di orrore e negazione, dove domina il cinismo.
A chi: A coloro che vogliono capire meglio un contesto che potrebbe essere molto simile all'Ucraina dei giorni nostri, per quell'eterna contesa tra logiche occidentali e dimensione sovietica, e vogliono sperimentare le emozioni che una vita deprivata incide sulla pelle degli innocenti.


Stefano consiglia... 
Post Office di Charles Bukowski
(trovi qui la recensione)
Perché: è uno sguardo sull'America – anzi, sulla civiltà occidentale – da una prospettiva insolita, una visione dal basso che ne svela le contraddizioni e i drammi esistenziali.
A chi: a chi non ha paura di sporcarsi nella ricerca di una grande letteratura nascosta sotto un emblematico e provocatorio strato di fango.

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