mercoledì 5 febbraio 2014

#lectorinfabula - Un ritorno alla saga potteriana: le fiabe di Beda il Bardo



Le fiabe di Beda il Bardo
(The tales of Beedle the Bard)
di J.K. Rowling

Salani editore



- Non hai mai sentito parlare delle Fiabe di Beda il Bardo? -  esclamò Ron incredulo - Stai scherzando vero? […] Tutte le vecchie storie per bambini sono di Beda, no? La Fonte della Buona Sorte, Il Mago e il pentolone Salterino, Baba Raba e il Ceppo Ghignante…

- Ron, sai benissimo che io e Harry siamo cresciuti tra i Babbani - protestò Hermione. - Da piccoli non ci raccontavano queste storie, noi conosciamo Biancaneve e i sette nani, Cenerentola…

- Cos’è, una malattia?- chiese Ron.

È vero che ormai ha intrapreso altre strade. J.K. Rowling ha voluto dimostrare di non essere solo la “mamma” di Harry Potter e si è lanciata in altri golfi della letteratura: dal crudo Seggio vacante (qui la nostra recensione) al giallo Richiamo del cuculo pubblicato sotto pseudonimo. Ma ci sono sempre i nostalgici, quelli che ricordano l’ansia che prendeva prima dell’uscita dell’ultimo volume della saga del mago con la cicatrice a forma di saetta. Quindi, solo per poche righe, vogliamo ricordare gli esordi grandiosi della scrittrice britannica con questo volumetto; insieme a Il Quiddich attraverso i secoli e Animali fantastici: dove trovarli la Rowling ha creato piccoli spin-off e complementi alla saga di Harry.
Le fiabe di Beda il Bardo vengono citate nell’ultimo capitolo della saga Harry Potter e i doni della morte: è il volume, scritto in alfabeto runico, che Albus Silente lascia come eredità a Hermione Granger. Nel romanzo viene narrata per intero La favola dei tre fratelli, storia fulcro e motore di molti degli eventi che portano alla conclusione dell’eterna lotta tra Harry e Voldemort. 



La versione di queste fiabe giunta fino a noi non è l’originale del XV secolo, epoca in cui Beda il Bardo è vissuto, ma la nuova traduzione a cura di Hermione Granger con l’integrazione delle note fatte da Albus Silente, preside di Hogwarts. Sfogliando il volume ci si trova davanti a cinque fiabe della buona notte adatte a giovani maghi e streghe: Il Mago e il Pentole Salterino, La Fonte della Buona Sorte, Lo stregone dal cuore peloso, Baba Raba e il ceppo ghignante e, ovviamente, La Storia dei Tre Fratelli. Anche se sono destinate ad un pubblico magico, anche i Babbani possono apprezzare la narrazione. Tutte le fiabe hanno, chiaramente, risvolti morali e l’unica differenza che si può notare con le nostre favole più note è che la magia non è solo malvagia: basta pensare a come ci hanno abituati le streghe di Biancaneve o della Bella Addormentata nel Bosco. Qui la magia è sia fonte di guai che soluzione ai problemi, ma sono sempre i buoni sentimenti e le virtù dei protagonisti ad avere la meglio sui travagli.

Con lo stile narrativo che ha affascinato i milioni e milioni di lettori di Harry Potter, questo volume ci ha permesso di continuare a soggiornare nel fantastico e magico mondo creato dalla Rowling e scoprire anche qualche curiosità e particolare in più. Chissà che un giorno i nostri figli non ci chiedano “Basta con la storia di Cenerentola, mamma! Raccontaci ancora la storia della Fonte della Buona Sorte”.

Giulia Pretta

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