mercoledì 12 febbraio 2014

#CriticCOMICS - Cani e coperte: i tratti di matita delle nevrosi odierne





Diciamo, banalmente, di vivere in un mondo veloce, stressato, pieno di nevrosi e complessi. Nessuno sa più prendersi tempo per se stesso, nessuno si rilassa più. C’è chi porta il proprio stress e le proprie manie appuntate all’occhiello della camicia con orgoglio: perché se sei normale, non sei interessante. Qualcuno ci sospira anche comicamente su "Eh, che vuoi, se uno psicologo mi prendesse in analisi dovrebbe solo rinchiudermi/ scrivere un libro su quello che mi passa per la testa.” Eppure, c’è chi ha lucidamente visto e ritratto i mali del mondo moderno e non l’ha fatto con pesanti e difficili tomi di psicologia.
Pertanto oggi possiamo provare a osservare le problematiche e le nevrosi che affliggono la nostra vita con un occhio più leggero, scanzonato; le possiamo guardare seduti sul divano, intenti nella digestione del pranzo.  Per fare ciò possiamo leggere le strisce dei Peanuts, vignette che vedono protagonisti un gruppo di bambini e un cane nate dalla penna di uno dei più grandi autori del XX secolo, Charles Schulz.


Umberto Eco ha definito questo fumettista “Poeta”, con intento provocatorio. Perché, secondo lui, i fumetti vengono snobbati dagli intellettuali che non li ritengono un prodotto adatto ai loro denti. Ma se la poesia è in grado di suscitare bontà, riso, pietà e cattiveria allora il migliore e unico modo per definire la penna del Minnesota è poeta.
Un poeta incredibilmente famoso perché tutti, chi più chi meno, conosce il cane Snoopy, Charlie Brown e la sua testa rotonda e la scorbutica Lucy. Alcuni suoi personaggi sono persino entrati nel modo di dire comune: chi non ha mai sentito parlare della coperta di Linus? Sarebbe lungo e incredibilmente difficile fare un’analisi o una presentazione accurata di queste “personcine” e del loro ideatore. Le vignette hanno tanti livelli di lettura, cosa quasi impensabile per pochi, semplici tratti di matita. Quindi possiamo sfogliarne qualcuna e vedere come le nevrosi dell’uomo moderno siano perfettamente incarnate da questo pugno di personaggi.

La sindrome di Charlie Brown
L’eroe della saga, Charlie Brown, il bambino dalla testa rotonda, proprietario del cane Snoopy, è profondamente infelice. Non ha amici, tutti paiono odiarlo e si sente sempre e costantemente inferiore. La vera tragedia di tutto ciò è che Charlie Brown non è inferiore: è un bambino/ adulto perfettamente normale. Sempre depresso, quasi un candidato al suicidio, è un cuore puro e senza nessuna forma di malizia. Ed è proprio per questo che la società lo calpesta di continuo.





La società che non perdona ovvero Lucy Van Pelt
“Antagonista” per eccellenza del protagonista è una bambina dal nome dolce di cui mai si sospetterebbe: Lucy Van Pelt. Opportunista, aggressiva e scorbutica sembra vivere per schiacciare ed umiliare il suo compagno di giochi. Donna dalle mille risorse, autosufficiente ed imprenditrice è il perfetto esempio della società spietata dove i “charlie brown” non hanno il benché minimo spazio.




Come difendersi dalla vita ovvero Linus e la sua coperta
Linus è il piccolo filosofo del gruppo, raffinato teologo e intenditore d’arte. Fratello minore di Lucy è la personificazione stessa delle nevrosi: pollice in bocca, capelli già radi nonostante la giovane età e coperta sempre alla mano. Quel brandello di stoffa è tutto ciò che gli impedisce di crollare e che gli fa da schermo contro la prepotenza della sorella. 



Voler essere chi non si è ovvero Snoopy e le sue trasformazioni
Snoopy è il bracchetto che vive sul tetto della cuccia nel giardino di Charlie Brown. È un cane e sa di essere un cane. Eppure non ne sembra felice: perché è sempre paludato dietro qualche altro personaggio: ora l’intrepido capo dei pompieri, il chirurgo di fama mondiale, il famoso scrittore e l’indimenticabile Asso della Prima Guerra Mondiale sempre a caccia del Barone Rosso.



Non si tratta di un test, non c’è da riconoscersi in una figura o nell’altra. Perché tutti, anche se non vorremmo, abbiamo dentro di noi un piccolo Charlie Brown e ci aggrappiamo a qualche coperta quando il mondo ci fa troppa paura.

Giulia Pretta
 

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