martedì 11 febbraio 2014

Nata in una casa di donne, una saga familiare al femminile nell'ultimo libro di Cetta De Luca


Nata in una casa di donne
di Cetta de Luca
ed. Associazione culturale L'Erudita

pagg. 101
€ 11

Vivere in una famiglia tutta al femminile.
Una saga familiare rosa nel secondo romanzo di Cetta De Luca

Un mondo al femminile, quello narrato da Cetta De Luca in Nata in una casa di donne, nel quale si intrecciano le storie delle 4 figlie di Teresina, la prima donna della famiglia, e dove il padre, unico uomo di casa, «era un po' femmina, in fondo. Aveva dovuto adeguarsi alle circostanze, per spirito di sopravvivenza, per questo vivere, o forse perché, in fondo, gli andava bene così». 

L'autrice ricostruisce le vicende di queste cinque donne, divise tra la Calabria e Roma, i loro conflitti interiori, del loro superamento o, talvolta, della resa ad essi; degli scontri generazionali, degli anni che quando sono pochi creano distanza tra i genitori e le figlie e poi, aumentando, avvicinano. Lo sfondo della narrazione è l'Italia del dopoguerra, della rinascita, della prosperità economica, ma anche quella del gretto provincialismo, dei pregiudizi, del moralismo ostentato, arrivando ai nostri giorni, passando attraverso i suoi cambiamenti, le sue mode, le ribellioni, l'emancipazione.

E poi c'è l'amore, la sua spasmodica ricerca detiene un ruolo principe nella narrazione. Le figlie cercano quello del padre, prima, che sfugge e si fa rincorrere, poi della figura maschile con la quale accompagnarsi fino ad arrendersi a quella materna, così naturale, istintiva. 
Chi è cresciuto in una famiglia matriarcale ritroverà nelle pagine del libro di Cetta De Luca le complesse dinamiche, le mai semplici e lineari relazioni, e quel caleidoscopico mondo di emozioni e sentimenti profondi. «Sono nata in una casa di donne, prima di quattro figlie femmine; ma non ne ho avuto la consapevolezza finché non è arrivata l'ultima, quando ormai avevo diciotto anni», la scrittrice fa iniziare con queste parole il racconto di Lucia, primogenita e voce narrante del romanzo. 
Anche la scrittura è molto femminile, delicate, precise e puntuali alcune descrizioni, il lessico talvolta ha dei picchi lirici.
«Lo senti il vento che respira tra le fronde? Se ascolti con attenzione ti accorgerai che in realtà sono voci, risate di bimbe, sussurri di ragazze e si stanno accordando, stanno intonando questa melodia che hai scritto, e non sarà l'ultima volta. Sono nata in una casa di donne, lo so, e questa canzone potevamo scriverla solo così».

Luisa Roberto


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