sabato 23 novembre 2013

Una cronaca da #BCM13 - 21 novembre

Anche quest'anno Milano diventa Book City. La seconda edizione del festival è iniziata ieri e con i suoi eventi popolerà la città fino a domenica 24. Tanti - forse troppi? - gli incontri in programma. Con buona volontà, una tazza di tè caldo e armata di un evidenziatore rosa, anche io sono riuscita a creare una personale agenda #BCM13.

Vi racconto la mia prima giornata. Per cominciare ho preso parte a Engaging The Reader 2013 alla Cooperativa La Cordata di via San Vittore. Introdotto dai saluti del Prof. Edoardo Barbieri, il convegno ha segnato la conclusione ufficiale del master in Professione Editoria cartacea e digitale dell'Università Cattolica. Io e gli altri allievi del corso abbiamo avuto l'occasione di presentare per la prima volta Fuori dal Comune, il libro che abbiamo scritto e curato interamente durante l'anno di master. Una guida ironica sui 133 comuni della provincia di Milano piena di curiosità, storia, leggende e tradizioni. Vi avverto, non vi aspettate i soliti paragrafi sui monumenti più importanti, le chiese e le statue cittadine: Fuori dal Comune è diverso dalle solite guide e, tra feste, mercati, fantasmi e ricorrenze, scoprirete le più insolite particolarità del territorio milanese.

Il tema di Engaging The Reader quest'anno era la Libreria come mediazione necessaria. Come cambia il ruolo delle librerie nella filiera che si riorganizza con l'avvento del digitale? Per iniziare la discussione su un problema così complesso è stato proiettato un video dello studioso francese André Schiffrin sul tema "Il futuro del mondo del libro". Preoccupato per la crescente omogeneizzazione del mondo dell'informazione dovuta all'ingresso dei grandi gruppi nel mercato editoriale, guardando alla situazione  delle librerie Schiffrin ha espresso la stessa preoccupazione e in Il denaro e le parole si è interrogato sulle possibili strade per la preservazione dell'indipendenza dell'editoria. Nel libro si dice favorevole a un'estensione della legge del prezzo unico nei paesi in cui manca e a campagne di sostegno economico alle librerie. Per avere una bella idea del lavoro e del pensiero di Schiffrin vi consiglio di leggere Editoria senza editori un illuminante studio sulla storia della casa editrice Pantheon Books di New York che lui ha animato dal 1962 al 1990. 

A partire dalle parole di Schiffrin si è sviluppato il dibattito a cui hanno partecipato Valeria Palumbo di RCS Periodici, Stefano Salis del Sole 24Ore e Mario Guaraldi di Guardaldi Editore. 
Ha cominciato Salis prendendo le distanze dalle parole di Schiffrin e sottolineando che, più che nella drammatica concentrazione avviata dai grandi gruppi e dall'antitesi cartaceo-digitale, il problema va individuato in un cambiamento delle modalità di percezione della lettura. Guaraldi ha invece ribadito l'esigenza di un'approfondita indagine di mercato da cui ripartire per analizzare l'editoria e ha rivolto un accorato appello a tutte le categorie del mondo del libro perché ridiscutano le strategie di distribuzione. Per concludere, i relatori si sono confrontati sul ruolo di Amazon e sull'esigenza di politiche che favoriscano la lettura nel nostro paese come unica vera strada per uscire da quella che Guaraldi ha definito "fase di transizione entropica".

La sera mi sono spostata nel - per me magico - mondo della letteratura russa. Alla Libreria Utopia Bruno Osimo ha raccontato la sua esperienza di traduttore dei Racconti di Odessa di Izaak Babel'. La traduzione è stata pubblicata per Voland nella collana Sírin Classica
Già la copertina (la casa editrice è una delle poche a farlo nel panorama editoriale) rivela la scelta di dare all'autore e al traduttore un'importanza paritetica. I due nomi hanno lo stesso carattere, corpo e colore e appaiono separati dal titolo che si staglia al centro. 
Bruno Osimo è intervenuto sul testo in modo sostanziale cambiando l'ordine dei racconti. Da raccolta di bozzetti di vita ebraica a Odessa il libro è diventato un romanzo a episodi, ha preso il respiro di una narrazione più distesa, con una trama debole ma esistente.
L'intervento di (ri)creazione dell'originale è motivato e spiegato al lettore nella preziosa prefazione che gli ha permesso di sentirsi più libero in fase di traduzione: ha così evitato un apparato di note altrimenti essenziale per avvicinare il testo ai lettori. Bellissime le invenzioni linguistiche di Osimo che con questo lavoro si rivela ancora una volta studioso, esperto di teoria della traduzione e scrittore.
Ha saputo rendere perfettamente l'idea di Odessa come crocevia linguistico: le sue invenzioni linguistiche, che altrove potrebbero sembrare azzardate, risultano perfette nel contesto di un libro ambientato in una città di confine geografico, linguistico e culturale.

"Qui le culture in gioco sono tante e diverse: non ci sono solo quella russa e quella italiana, ma anche quelle ucraina ed ebraica", ha raccontato. Osimo è riuscito a restituirci il microcosmo del libro di Babel' il mondo dei gangster sottoproletari ebrei, così intriso di provincialismo, che non rinuncia a sfoggiare la propria ricchezza


"Ero su un campo minato e ho dovuto fare delle scelte difficili". 

Attraverso il racconto delle proprie scelte - nel "romanzo" corrono paralleli due binari  linguistici e stilistici - Osimo ci ha introdotti nel mondo di Babel', ebreo laico e iscritto al Partito Comunista,  ucciso su preciso ordine di Stalin. Un uomo che con i suoi libri (vere e proprie eresie per il realismo socialista) ha firmato la propria condanna a morte. Come poteva sopravvivere nella Russia staliniana uno scrittore che con la sua parola ricorda le fantastiche immagini di Chagall?

"Lo scrittore interpreta la realtà in modo più universale rispetto al traduttore. Ogni traduttore ha una propria poetica che non va mai nascosta. Questo è il motivo per cui le traduzioni invecchiano molto più velocemente rispetto agli originali."

Per un attimo mi sono sentita anche io dentro quel meccanismo meraviglioso di scomposizione e ricomposizione dei testi che si chiama 'traduzione'.

Seguite le prossime cronache da #BCM13!


Claudia Consoli 

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