mercoledì 6 novembre 2013

Capolavoro mancato - ancora sulle "Attenuanti sentimentali"

Foto di Gloria Ghioni - Anteprime 2013
Lo devo premettere: questa non è una recensione, perché sulle Attenuanti sentimentali è uscita questa mattina (clicca qui). Però non riuscivo a stare zitta, perché io, questo libro di Pascale, l'ho aspettato con ansia da giugno. "Non lamentarti", diranno i suoi lettori, che aspettavano da sei anni, cioè da quando era uscito La manutenzione degli affetti. Avete ragione, ma per me la scoperta di Pascale è stata rapida, fulminea, di quelle conquiste letterarie che ti fanno girare a piedi per tutte le librerie della città perché hai avuto un giorno storto e vuoi un altro titolo dell'autore che ti piace. 

Poi ho sentito Antonio che leggeva qualche pagina di questo nuovo libro ad Anteprime 2013 (giugno, appunto!), mi si è dipinto in faccia il sorriso compiaciuto di chi assapora il capolavoro annunciato. Leggeva le pagine del suo protagonista a zonzo per la città, in cerca del parcheggio; e quelle sulla vita cittadina in bicicletta (lo dico a chi ha già letto il libro). E poi c'era il titolo, quel titolo bellissimo che temo si porterà dietro la stessa sorte della Manutenzione degli affetti: un sacco di gente (troppa) si complimenterà per il titolo, senza aver letto l'opera (lo scrive proprio Pascale nelle prime pagine delle Attenuanti).
E anch'io quella sera di giugno - quando Antonio Pascale, forse impietosito dalla furia con cui prendevo appunti e scattavo foto, mi ha stretto la mano e mi ha ringraziata - ho fatto la stessa cosa: mi sono complimentata per il titolo. Con la differenza che, poi, ho aspettato il libro con un'impazienza folle. Quando è uscito, ne ho comprate tre copie e le ho regalate subito ai miei amici più cari: come dice il proverbio? "Mai vendere la pelle dell'orso prima di averlo ucciso"? 
Sono rimasta delusa. Succede. Perché l'idea della metanarrazione è esaltante: Pascale ti porta in un viaggio dove tu, lettore contemporaneo, sai di voler andare ma non sai dove finirai. Ti promette il colpo di scena, l'inattesa piega verso la saggistica, e poi ti spiazza tutto il cinismo con una frase come questa:
I più bei baci sono quelli dati per spavento, placano, rilassano, avvolgono.
Lì hai la convinzione di aver trovato il libro dell'anno, quello che vincerà premi meritati, da regalare in altre dieci copie per Natale e magari da rileggere. L'ho voluto in cartaceo, sperando un giorno di farlo firmare all'autore, e perché volevo sottolineare i passaggi più belli, quelli da ritrovare a distanza di anni. Insomma, io che leggo ormai in ebook da qualche anno, ho voluto un feticcio, lo ammetto, per trastullarmi con la matita. Quello che non avrei immaginato era di segnare accanto a tante frasi speciali, tanti (troppi) errori: refusi, chiaramente; ma troppi per una nuova uscita Einaudi. Potrei qui aprire parentesi su parentesi; mi limiterò a confessare la mia delusione. E, purtroppo, la mia delusione si è estesa, ma oltre l'aspetto ortografico (e a qualche limatura necessaria...): a volte nel gioco di collage non tutti i pezzi si incastrano alla perfezione, né c'è dappertutto la stessa tensione: la splendida idea del contrasto tra pensieri a ruota libera, dialoghi in un italiano colloquiale molto verosimile e la lingua tecnica non sempre va a buon fine. 

foto di Gloria Ghioni - al firmacopie di Anteprime13

Poi, che dire? Io ho amato comunque questo libro, perché a volte basta una frase per innamorarsi di un'opera intera, perché ci leggi quella verità che avresti sempre voluto esprimere, ma ti mancavano le parole. E Pascale le aveva, le ha dette (splendido il finale, ad esempio, ma non correte tutti all'ultima pagina!). Andatelo a dire agli amici a cui ho regalato il libro... Non avevano mai letto Pascale, e di attenuanti, non gliene volevano concedere. Io l'ho difeso, con la stessa passione con cui dibattono i sostenitori dei Beatles e quelli dei Rolling Stones, ma una cosa ho dovuto purtroppo ammetterla: un capolavoro mancato. Aveva tutte le carte per esserlo, e qualcosa è andato storto. Senza dubbio Pascale potrà fare altri libri e firmare tanti capolavori, ma queste Attenuanti sentimentali sono andate così, ormai, quando forse bastava un altro po' di tempo e di riletture... E, scusatemi, ma fa rabbia.  

GMGhioni

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