martedì 15 ottobre 2013

#ScrittorInAscolto - Incontro con Khaled Hosseini


 Milano, Mondadori Multicenter (Piazza Duomo)
14 ottobre 2013, h. 12.30

Con le amiche blogger Noemi Cuffia (Tazzina di caffé) e Sara Bauducco (Gli Amanti dei Libri)


È passato da un po’ mezzogiorno quando Khaled Hosseini raggiunge i suoi lettori per un firmacopie speciale, nella Mondadori di Piazza Duomo, per festeggiare l'uscita dell'attesissimo E l'eco rispose (lo abbiamo recensito qui). Ci sono fans di tutte le età, un’ultrassettantenne è anche andata dal parrucchiere per “incontrare Khaled”, e una ragazza è arrivata trafelata dopo un lungo viaggio da Cosenza. Poi il firmacopie inizia, tra strette di mano, autografi, fotografie con un Hosseini in splendida forma, nonostante la stanchezza del jetlag e le tante interviste dei giorni precedenti. Sorride a tutti, e dopo le foto di rito, nella saletta al terzo piano, ha modo di parlare anche con noi blogger.


Non posso non raccontargli della bella esperienza della professoressa Maria Galletta che, da noi intervistata nell’estate, ci ha raccontato di aver accompagnato molti studenti alla lettura proprio grazie ai libri di Hosseini. Studenti che non avevano mai preso in mano un libro, poi, si sono appassionati, emozionati e hanno vissuto le stesse emozioni dei protagonisti. Dunque, domando a Hosseini, se fosse un insegnante, quali libri consiglierebbe ai suoi studenti e quanto a suo parere conta la lettura in tenera età. Hosseini ha le idee chiarissime: sostiene che per un bimbo il libro è un modo per uscire dalla quotidianità, racchiude sogni e permette di stabilire legami con culture, religioni ed etnie diverse. Insomma, è anche il modo più ampio per sperimentare cosa è il mondo e farsi una propria idea. Quindi è importante scegliere libri che aiutino a crescere, a raggiungere la maggiore età e che, contemporaneamente, facciano sentire meno soli. Tra i classici americani, viene spesso consigliato To kill a Mockingbird (trad. it. Il buio oltre la siepe), e certamente anche ai suoi figli. Certo, sarà un po’ strano vedere i suoi figli con in mano un libro di papà... 

Venendo all’ultimo romanzo, E l’eco rispose, Sara rileva che ogni personaggio intrattiene un rapporto diverso con l’Afghanistan, raccontato in diversi momenti storici. Hosseini racconta volentieri l’ispirazione che lo ha portato al romanzo: deriva dai tanti viaggi che ha fatto nella sua terra (2003-2007-2009-2010), occasioni per incontrare tanti profughi che rientravano in Afghanistan dopo anni di lontananza. I figli dei profughi erano simili ad Abdullah e a Pari, piccoli protagonisti di E l’eco rispose: vendere un bambino per sostentare la famiglia è un tema tragico e un sacrificio immenso. Da questo spunto drammatico, Hosseini ha iniziato a scrivere il romanzo, e a mano a mano gli si suggerivano episodi che non poteva escludere dalla storia. Si spiega così la struttura non lineare della narrazione, fatta a episodi che si combinano, in una struttura che dichiara “non pianificata”. Anzi, gli piace accostare il romanzo a un albero che cresce e ha molti rami.

Da sinistra: Noemi, Gloria, Khaled,Sara
A proposito del suo Paese, poi, nota le differenze dal tempo del Cacciatore di aquiloni all’ultimo romanzo: il 2003 era un tempo di rinascita e di ottimismo in Afghanistan, c’era quasi una “dipendenza da ottimismo”, come se si potesse fare tutto; purtroppo ora si registra grande disillusione, connessa a maggiore realismo, ma anche al calo delle aspettative. Se da un lato sono migliorate l’istruzione, le strutture sanitarie, dall’altro la sicurezza è incerta, e anche il futuro ritiro delle truppe fa temere una recrudescenza di violenze. Anche per questo nei libri Hosseini inserisce la difficoltà dei profughi di tornare a casa, una continua ansia per le famiglie afghane, e una preoccupazione anche per il governo.








Noemi è qui non solo in veste di blogger, ma anche come web content manager della pagina ufficiale italiana di Khaled Hosseini su Facebook. E racconta all’autore l’emozione e il calore dei tanti fans, che le hanno comunicato (e si vede, è emozionatissima!): Hosseini conferma, e sostiene che sia straordinario perché del tutto inaspettato. Al suo primo libro, si diceva: “Non lo pubblicherà nessuno”, quindi “Ok, lo pubblicano, ma non lo leggerà nessuno”. Incredibile, invece, il successo e la presenza dei lettori: “Non si limitano ad apprezzare il libro, lo amano. Ho la sensazione di essere abbracciato dal loro affetto”, in un legame emotivo mai scontato. Lo confermiamo: basta osservare i sorrisi dei lettori che ritirano la copia firmata, e le carezze che sfiorano – tra il timoroso e l’emozionato – l’autografo, ma anche l’ansia di far tradurre all’interprete una parola, un saluto, un breve ringraziamento. Hosseini non è solo uno scrittore amatissimo, ma è anche un uomo che non smette di stupirsi e che continua a dichiararsi “onorato e grato”. E non si può che essere onorati e grati per avergli parlato per un poco a Milano. 



GMGhioni



Qui lo SlideShow con le altre fotografie:

CLetteraria's Hosseini a Milano album on Photobucket

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