martedì 1 ottobre 2013

Che ragazza! New York, gli anni Sessanta e il viaggio verso l'età adulta

che ragazza!
di Cathleen Schine
Mondadori, 2013

pp. 280
€ 16.00 cartaceo



Fin ha 11 anni, vive in una fattoria del Connecticut un’esistenza relativamente tranquilla, il ricordo di una stravagante avventura che ha portato lui e i genitori diversi anni prima quando era un bambino di 5 anni fino in Europa, alla ricerca dell’eccentrica sorellastra Lady fuggita un attimo prima delle nozze. Una figura leggendaria e sfocata, di cui il padre non ama parlare. Finché un giorno il ragazzino rimane solo, orfano di entrambi i genitori, e quella misteriosa eccentrica sorella ventiquattrenne diviene la sua unica tutrice; lasciata la fattoria, i due (insieme a Gus il fedele collie di Fin) si trasferiscono a New York nel lussuoso appartamento un tempo appartenuto alla madre della ragazza. Spaesato e incerto, Fin è affascinato e al tempo stesso turbato dalla bizzarra Lady che non sembra affatto in grado di occuparsi di qualcuno meno che mai di un undicenne fratellastro al quale non è rimasta altra famiglia all’infuori di lei.
Lady è giovane, spensierata, eccentrica e un po’ folle, ricchissima e totalmente impreparata ad accogliere Fin nella sua caotica vita. Eppure, contro ogni buonsenso, accetta il ragazzino decisa a prendersene cura, quel figlio che non è “costretta ad avere” le dirà in un impeto d’ira uno spasimante. 

Sono gli anni Sessanta, New York è una città eccitante e brulicante di vita, che immediatamente affascina e al tempo stesso spaventa il giovane campagnolo, catapultato in questa nuova strana esistenza al fianco di Lady e agli uomini che la circondano, pretendenti fedeli che costantemente le orbitano intorno in attesa di un suo cenno, come il fratello stregati dal fascino della ragazza, ma sfinendola con il loro desiderio di conquistarla: Ty, l’avvocato che anni prima Lady aveva abbandonato sull’altare eppure ancora deciso a farla innamorare, Biffi mercante d’arte di origini ungheresi con il quale Fin instaura un profondo rapporto e che sarà sempre per lui –nonostante la volubilità della sorella- sincero sostituto di una figura paterna, e Jack un giovane arrogante studente con cui la ragazza ha iniziato da poco ad uscire. Lady danza dall’uno all’altro, tra litigate furiose, lacrime e riappacificazioni, incantando ognuno di loro, libera e spregiudicata, in attesa di scegliere l’uomo da sposare. Troppo anticonformista per vivere a lungo in quella gabbia dorata, decide di trasferirsi con Fin, Gus e la governante Mabel in un appartamento al Greenwich Village, nel cui fermento culturale Lady vive la sua nuova vita falso bohemien. Seppur troppo irresponsabile per crescere un ragazzino, Lady tuttavia si dimostra fin da subito molto affezionata al fratello e decisa a farlo sentire parte di una famiglia, per quanto stravagante. Fin, dal canto suo, è sempre stato affascinato da Lady e in qualche modo si adatta alla sua eccentrica sregolatezza, imparando a badare a se stesso, dimostrando una maturità di gran lunga superiore a quella della sorella e impegnandosi a trovarle un compagno all’altezza capace di prendersi cura di entrambi: 
  “A undici anni Fin era stato incaricato di trovarle il marito adatto. Si era reso conto ormai da tempo che un soggetto simile non esisteva. Non per Lady. Li sapeva respingere troppo bene”. 
 Nel Village degli anni Sessanta, con il movimento hippy che si fa strada, Fin riceve un’educazione poco ortodossa in una scuola progressista, ma soprattutto mediante le letture che Lady gli propone, riviste e romanzi che spesso non comprende appieno ma che insieme alla musica e alla politica che prepotentemente entra a far parte della quotidianità, saranno la sua più importante forma di istruzione e cammino verso l’adolescenza. Impossibile infatti rimanere indifferenti al fermento culturale di quei loro primi anni insieme a New York: Bob Dylan, il jazz e il blues, la rivolta di Harlem, la morte di Flannery O’Connor la “strega bianca della letteratura” stando al New York Times, il primo sit-in e il conseguente arresto, le costrizioni obbligatorie raddoppiate dal presidente Johnson, il Vietnam, le marce per la pace… 
  “Tutto, ma proprio tutto, poteva accadere, sarebbe accaduto, era appena accaduto. Era uno spettacolo all’aperto. Era, mi ha detto una volta Fin nel tono di chi non credeva vi fosse bisogno di ulteriori spiegazioni, la New York degli anni Sessanta” 
 È questo il mondo nel quale Fin – e in un certo senso anche Lady- cresce e si forma, una New York degli anni Sessanta che Cathleen Schine lascia esplodere tra le pagine della storia, viva e straordinaria, forza profonda di questo romanzo. Fin, adolescente, abbraccia in pieno gli anni Sessanta e non riesce a comprendere come possa la ribelle Lady non amare fino in fondo quest’epoca di grandi cambiamenti, lei che era così libera e anticonformista appare adesso confusa su quale forma dare alla propria vita e poco prima del ventottesimo compleanno il senso di un cambiamento imminente aleggia tra loro. 
  “Ce n’erano così tante di possibili liberazioni. C’erano gli Eserciti di Liberazione, per esempio, o la Liberazione Sessuale, un vero e proprio movimento culturale e politico laddove una volta c’erano state solo Lady e le sue avventure. E ovviamente c’era la Donna Liberata. Lady era sempre stata una donna liberata, a suo modo. Ma, altrettanto a suo modo, Lady non gradiva gli anni Sessanta”. 
 Il ’68 e i suoi sconvolgimenti travolge tutti loro e sono queste le pagine più intense, del romanzo: tra chi sceglie di arruolarsi e chi aspetta con terrore la chiamata, l’assassinio di Martin Luther King e la questione razziale sempre più protagonista, la tragica fine di Robert Kennedy. Ma soprattutto nella vita di Fin l’improvvisa fuga di Lady, il giorno del suo ventottesimo compleanno, che lo porterà ancora una volta sulle sue tracce in Italia, a Capri, specchio di quel viaggio compiuto anni prima con i suoi genitori. E sulla magica isola napoletana la loro storia si colorerà di nuove impensate sfumature. 

È un romanzo da godere fino in fondo per la sua imprevedibile storia, divertente e malinconico allo stesso tempo, che la Schine sa dipingere con straordinaria vivacità; una storia d’amore innanzitutto, tra un fratello e una sorella tanto diversi quanto profondamente legati dall’affetto e dalla vita, insieme impegnati a crescere e capire chi sono mentre il mondo sembra andare a pezzi. Lady a tratti ricorda una giovane zia Mame eccentrica e incosciente, e nella sua frenetica ricerca della felicità è meravigliosamente tratteggiata e viva, piena di contraddizioni e insicurezze nascoste dietro un sorriso disinvolto, una donna-bambina volubile e impulsiva, un personaggio straordinario e verissimo allo stesso tempo, nella cui vita Fin assume il ruolo di fratello, confidente, sostegno. Lui, così giovane e inesperto, impara a cavarsela da solo, ma sempre sicuro dell’affetto che Lady prova per lui, pronto a sostenerla in ogni nuova avventura e sbalzo d’umore, così strettamente legato alla sorella per potere del sangue, del destino o di semplice affinità, chi può dirlo, ma sempre incondizionatamente dalla sua parte. Le gioie di Lady sono le gioie di Fin, il dolore di Lady è il suo dolore. Difficile ricordare la giovane età di questo piccolo uomo quando partecipa con la sorella a qualche manifestazione pacifista, la consola dalle delusioni e, più stabile e sicuro, si prende cura di lei. Ma è comunque un personaggio sfaccettato, che nel giro di pochi anni abbandona incertezze e timori e diventa adulto, pur conservando nel cuore contraddizioni e passioni brucianti. Fin e Lady, come nel titolo originale, sono il cuore di questa storia intorno a cui ruotano spasimanti fedeli, nuovi amici, compagni sinceri; e New York, vivace e in fermento in contrasto con la languida tranquillità di Capri, isola incantata rifugio prediletto di Lady. È la scoperta della vita, degli affetti che ci legano gli uni agli altri, dell’amore, delle contraddizioni del mondo e del coraggio necessario per diventare adulti.