lunedì 19 agosto 2013

Però un paese ci vuole! Perchè bisogna andarsene?


Però un paese ci vuole
di Giovanna Grignaffini 

La Lepre Edizioni, 2013



Però un paese ci vuole è un romanzo generazionale, una voce collettiva di uomini e donne che ricordano il ’68 come età del passato che ritorna in un solo luogo: Fontanellato. Una storia di rientri in un paese-allegoria di un tempo ormai morto, ma anche luogo reale dove ritrovare amicizie, amori, canzoni, discussioni riprese e mai concluse. Però un paese ci vuole, presentato al Premio Strega 2013 da Eco e La Capria, poi escluso, traslittera il tradizionale approccio al Sessantotto, mostrando una generazione ancora viva, pur nell’impossibilità di adattamento. Francesca torna a Fontanellato nel 1989, vent'anni dopo averlo lasciato, un ritorno causato da  trentadue buste gialle, sempre vuote, provenienti da luoghi diversi, l’inquietudine dell’ignoto s’insinua nelle pagine e trasporta il lettore fino alla fine. I personaggi sono molteplici, armoniosi, amorosi: Carlo, laureato in filosofia, cinico e brillante, Cinzia, parrucchiera piacente e leggera, Franco, giovanile amore di Francesca. Il paese che ci vuole è Fontanellato.

Francesca era tornata, doveva ricominciare da piccola, il ricordo s’insinua nel racconto con flash di frasi del discorso diretto, scritte in grassetto ma interne al testo, tecnica tipica della narrativa realista, utile a rendere la continuità del pensiero. Luigi Tenco, Mamas & Papas, Pink Floyd, Cream, Beatles, I Nomadi, Bob Marley, Loredana Bertè, Caterina Caselli, Prince, Rolling Stones, Patty Pravo, l’intera storia è accompagnata da immancabili e qualificate colonne sonore di un’epoca. Storia di nebbie e contentezze, di radici e luoghi immutatati, dove la gente parte, va via e non ritorna, la gente della mia età è andata via? Dove va, perché non torna? Perchè bisogna andarsene?

E poi la “piazza”, insidiosa nella sua calma, dalla quale si passa e si ha voglia di starci, nei bar con i suoi “buongiorno”, una generazione che non smette di essere in piazza. Giovani per cui era difficile essere comunisti ma pure democristiani - noi eravamo il popolo degli eletti, dice Francesca - che credono in una resurrezione-rivoluzione sempre in procinto e mai attuabile. Le parole confuse dei personaggi suonano come quelle di chi ha tanti pensieri in testa, poco ordinati, troppo filosofici, questa volta, certi, che l’atto del parlare rimane lì sospeso e non cambia nulla.
Ma non si sta parlando di voi qui, perché la rivoluzione di cui si tratta è quella vera del ’17 e non la favola del ’68. Tanto è vero che tra i vostri ricordi non vedo il travaglio di un dolore aspro e cosciente, ma solo una serena nostalgia.

La struttura narrativa è semplice, quasi diaristica, intervallata da dialoghi e numerose citazioni da canzoni e grandi autori, lunghe descrizioni di luoghi e sensazioni, copiose digressioni nel passato. Giovanna Grignaffini ci regala un romanzo di cultura a tutto tondo, in cui i personaggi discorrono di  musica  e cinema, di politica, arte e filosofia, non manca l’analisi sociologica di un prima e di un dopo.
Si evince la consapevolezza di un gruppo ormai non più giovane, di persone che continuano a parlarsi e rimangono immobili nello stallo di un grande movimento fallito.
Dicono che sia nata lì, tra quel fango, la nostra generazione, innamorata delle belle frasi. Dicono che sia stata fortificata lì, tra quel fango, la nostra passione per i libri e per l’imparare a memoria come forma estrema di protezione: perché i libri non vadano a male. Io so che io, Marco e Carlo eravamo lì, tra quel fango. E ne abbiamo salvati di libri, eccome se ne abbiamo salvati!

L’autrice: Giovanna Grignaffini è nata a Fontanellato (PR) nel 1949. Si è laureata in Filosofia all’Università di Bologna. Ha insegnato per molti anni presso il corso di laurea DAMS dell’Università di Bologna, occupandosi di problemi dei media e, in particolare, di storia e teoria del cinema. Ha pubblicato numerosi articoli e saggi su riviste e volumi collettivi, tenuto conferenze e partecipato a programmi di ricerca in Italia e in Francia. Ha curato e scritto diversi libri, tra cui: Renè Clair, La Nuova Italia, Sequenza segreta. Le donne e il cinema, Feltrinelli; Sapere e teorie del cinema, Clueb; La pelle e l’anima. Intorno alla Nouvelle vague, La Casa Usher; Signore e signori: il cinematografo. La nascita del cinema e il suo mito, Marsilio; La scena madre. Scritti sul cinema, Bup. Dal 1994 al 2006 è stata parlamentare e ha fatto parte della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, oltre che della Commissione Bicamerale di Vigilanza Rai. Attualmente vive tra Roma e Bologna. Però un paese ci vuole è il suo primo romanzo.

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