martedì 14 maggio 2013

"La grandezza e terribilità di Michel Agnolo, la piacevolezza e venustà di Raffaello, et il colorito proprio della Natura"


Autoritratto

Un lungo ponte per la festa della liberazione e si moltiplicano a Roma, nonostante le condizioni meteorologiche, le opportunità per entrare in contatto con l'arte.
Dopo aver sfondato le linee di passeggini, fanciulli zainati e anziani dinamici che si stagliano con i loro accenti e le loro culture sulle paraste, i colori e le linee imprevedibili dell'architettura romana, si riesce a raggiungere con una serie di gradini lievi e raffinati, anche se destinati evidentemente ai cavalli della corte pontificia, lo splendore, espressione di un genio.
 

Tiziano, pittore di corte, discepolo e maestro che racchiude tra le sue mani Raffaello, Giorgione e Michelangelo, si presenta all'occhio del visitatore nella calma dell'autoritratto. Dai toni scuri e appena delineati emerge, in principio e fine, l'opera, il volto e la maestria di Tiziano; inizio di profilo, con lo sguardo idealmente rivolto verso un punto indefinito, che noi interpretiamo con il filosofo Søren Kierkegaard quando affermava “La vita si può capire solo all'indietro, ma la si vive solo se protesi in avanti” e fine nell'istantanea di colui che sembra smanioso di andar via, di proseguire ciò che ha interrotto. 

Due frammenti della vita che si riuniscono nella mostra alle Scuderie del Quirinale.
Proponiamo un percorso che non procede per le tappe della vita di Tiziano, che possono essere lo stimolo per nuove letture o per tornare con la memoria ad altre già avviate e concluse. Si vuole solo condividere un'itinerario impressionante che alla fine porta le mani agli occhi per stropicciarli e per godere, nel riaprirli, di quel frammento di secondo in cui mantelli, volti e particolari riaffiorano ed irrompono nel sigillo (sfraghis) sull'iride e nella mente di quel fascio di luce, di diverse tonalità delle tinte o di un un'unico drappeggio che si estende nel nostro immaginario.

Toni caldi, pochi volti che guardano direttamente lo spettatore, distaccati, consapevoli della propria bellezza e restii a fermarsi sul mondo oltre-tela.


Si passa da grandi opere a piccoli quadretti, in un rapido mutare del “colore tonale” che conduce dall'ordine quasi manieristico all'impetuosità delle scenografie e degli incarnati, dalla sontuosità degli abiti al turgore muscolare, passando per figure altere, serie, profondamente incarnate, in-stallate senza rischio di fissismo, negli angusti spazi delle cornici, fino agli sguardi compiaciuti o rivelatori di mondi interiori melanconici, gretti, estatici, patetici, umani.


Concerto interrotto
I colori marcano il passo. Segnano il visivo che guida l'incedere perché ad ogni angolo tonalità, sfumature, fasci di luce e riflessi permettono di vagare da parete a parete, da riva a riva quasi facendo riemergere le atmosfere del Canal Grande, dei portici bolognesi o delle sontuose architetture imperiali spagnole.


Ancora una volta il sito delle Scuderie offre al visitatore l'opportunità di approdare su mondi differenti in cui un pittore, il Pittore, indugia al tavolo dei potenti del mondo o pone dinnanzi agli occhi dei fedeli il turbinio di un'Annunciazione in cui Gabriele quasi teme di disturbare l'orazione della Vergine, accompagnato da una schiera di puttini in frenata sulle nuvole che si aprano a sipario per realizzare la discesa dell'umbra Altissimi.


Si ha così l'occasione di gustare la moda di un secolo e la bellezza, che da effimera si fa eterna nelle pennellate delicate del Vecellio.


Poche righe e poche impressioni per comunicare e sperare di aver instillato il desiderio di partecipare, dal vivo, alla comunicazione dello stile, dell'arte, finalmente della bellezza nella sua forma naturale, catturata e perpetrata attraverso i secoli.
Concludiamo prendendo a prestito le parole che uno scrittore russo dedica alla bellezza perché le vediamo incarnate nell'opera di Tiziano:

Perché noi andiamo e la bellezza resta. Perché noi siamo diretti verso il futuro mentre la bellezza è l'eterno presente. La lacrima è una regressione, un omaggio del futuro al passato. Ovvero è ciò che rimane sottraendo qualcosa di superiore a qualcosa di inferiore: la bellezza dell'uomo”.1


La Bella


1Iosif Brodskij, Fondamenta degli incurabili (Piccola Biblioteca 259), Adelphi, Milano 2011, 108.




Bibliografia e sitografia

Aretino, P.-G. Vasari, Tiziano, Abscondita, Milano 2008.
Biferali, F.,  Tiziano. Il genio e il potere, Laterza, Roma-Bari 2011.
Kennedy, J., Tiziano 1490 ca.-1576, Taschen, Colonia 2006.
Pozza, N., Tiziano, Colla Editore, Costabissara 2012. 
Tiziano. Catalogo della mostra (Roma, 5 marzo-16 giugno 2013), ed. Villa G.C., Silvana, Cinisello Balsamo 2013.
 
Per tutte le informazioni sulla mostra e l'acquisto, anche on-line, dei biblietti visitare il sito delle Scuderie del Quirinale

Il canale Youtube delle Scuderie con le conferenze del mercoledì dedicate a Tiziano


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