lunedì 22 aprile 2013

Siamo spiacenti di Gian Carlo Ferretti - Un viaggio attraverso i rifiuti editoriali

Siamo Spiacenti
di Gian Carlo Ferretti
Bruno Mondadori, 2012 

cartaceo 20 € 
ebook 14€


Tutti gli appassionati di faccende editoriali e anche qualche lettore più provvisto sono a conoscenza dell’avvincente (per i soggetti appena indicati) vicenda riguardante la pubblicazione de Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa.

Il manoscritto arrivò alla scrivania di Elio Vittorini il quale a quel tempo (da inizio anni Cinquanta) dirigeva la collana I Gettoni per Einaudi, ma lui non lo considera adatto per quella collana. L’intellettuale siciliano è però recidivo visto che dopo poco tempo si ritrova tra le mani lo stesso romanzo in valutazione per Mondadori (con la quale Vittorini collaborava). Qui Vittorini, conscio delle possibilità del romanzo, lo pone all’attenzione dei dirigenti, senza che però arrivi mai alla pubblicazione. Il romanzo come si sa fece la gioia di Feltrinelli e almeno per questa vicenda tinse Bassani (allora alla Feltrinelli) del vivo colore dello scopritore di talenti, e Vittorini del cieco “despota” editoriale.

Gian Carlo Ferretti (non serve presentarlo) ha sapientemente ricostruito questa vicenda editoriale durante la sua attività di ricerca. Oltre agli studi ad essa dedicati, la ripresenta all’interno di Siamo Spiacenti, volume edito da Bruno Mondadori, che vuole ripercorrere alcune tappe dei rifiuti editoriali che hanno caratterizzato la storia dell’editoria e coinvolto nomi di autori destinati poi al successo e di lettori editoriali poco oculati. In questi casi si fa presto a condannare lettori più o meno autorevoli e comitati di lettura, ma un lavoro come quello di Ferretti permette di comprendere meglio quali siano le dinamiche aziendali che portano alla pubblicazione di un titolo.

Tra i rifiuti in cui sono incorsi futuri autori di successo come Camilleri, la Tamaro o Pennacchi – giusto per citarne alcuni tra quelli italiani di maggior successo negli ultimi 20 anni – ci sono le storie di non pubblicazioni e di pubblicazioni di grandi autori del Novecento italiano come Pasolini, Vittorini, Malerba, Calvino. Considerando che alcuni dei rifiuti non sono dovuti a scelte editorial-aziendali, ma per via della censura ad esempio durante il ventennio. Dietro un rifiuto possono quindi nascondersi anche ragioni politiche o morali(stiche).

L’errore che si potrebbe commettere leggendo queste pagine è quello di considerare gli addetti ai mestieri incapaci di valutare attentamente i manoscritti che vengono proposti (e idee di questo tipo vengono di solito accesamente sostenute da soggetti rifiutati). Leggendo con maggiore attenzione si comprendono alcuni concetti importanti riguardo cosa è l’editoria e il prodotto editoriale, strategie e prospettive di una azienda editoriale libraria. Questioni che, almeno per i soggetti suddetti (gli appassionati di faccende editoriali e i lettori meno sprovveduti) devono portare a riflettere meglio su mutamenti del settore oggi: commerciali, aziendali e di prodotto e contenuti.

1 commenti:

Anonimo

altro clamoroso rifiuto
il diario di anna frank.

saluti sandra