domenica 10 marzo 2013

Pillole d'Autore: L'ironia stralunata e surreale di Rino Gaetano e il suo bar dal cielo blu



Negli anni Settanta Rino Gaetano è uno di quei pochi artisti e di quei pochissimi cantautori che utilizza a piene mani e con grandi risultati l’ironia. Già nei primi tempi, quando era ancora giovanissimo e cantava al Folkstudio, nel quartiere di Trastevere, in tanti non volevano che cantasse i suoi pezzi perché sembrava che con le sue parole volesse prendere in giro tutti.
Rino Gaetano era consapevole del fatto che l’ironia è sempre stata un’arte tipica dell’Italia e degli italiani. Il disarmante e ipnotico cantautore di origini calabresi afferma infatti che “l’ironia non è solo una cosa mia, è l’arte di tutti gli italiani. Soltanto che adesso (siamo negli anni Settanta ma vale anche per oggi) l’ironia la vogliono nascondere. Sono tutti molto impegnati, molto tristi, molto macabri.” E secondo Rino Gaetano non c’è cosa peggiore di essere tristi, di essere macabri.  Perché 
l’Italia è da sempre stata patria di grandi comici come Totò, come Petrolini, mentre adesso ci sono soltanto scrittori che scrivono libri tristi e impegnatissimi, cantanti che scrivono canzoni tristi, per non parlare dei film. In Italia non esistono più bei film comici.”
L’ironia è l’ingrediente fondamentale e imprescindibile dei testi di Rino Gaetano. Le sue canzoni sono attuali ancora oggi dopo quarant'anni, e lo saranno sempre, proprio perché sono ironiche, di un’ironia perfetta.

Dove la prendeva Rino Gaetano quest’ironia? Per strada e, soprattutto nei bar. Il suo bar preferito era Il bar del Barone, in cui "il cielo era sempre blu": un posto semplice frequentato da gente semplice, un luogo popolare, in cui la norma era “bere birra chiara in lattina”. Per Rino Gaetano quel bar era un posto meraviglioso, ed è lì che nascono le sue canzoni. Rino era uno che il bar lo considerava come una seconda casa, era uno che stava nel bar e sentiva le voci della gente che girava e ronzava attorno al bar. Nel bar trovava la giusta ispirazione, osservando gli sguardi delle persone e ascoltando i loro dialoghi strampalati. Poi tornava a casa, prendeva il suo quaderno e scriveva le voci che aveva sentito al bar. Rileggeva queste frasi e cominciava ad accompagnarle con la chitarra, cercando e trovando la giusta ispirazione musicale. Metteva tutto insieme, e così, con questa perfetta semplicità, nasceva la sua canzone, la canzone di Rino Gaetano. Ascoltando le sue canzoni si può immaginare il suo sorriso, a volte frivolo a volte beffardo, che coglie l’essenziale delle cose e le contraddizioni del mondo, ma anche la bellezza e la spontaneità della vita di tutti i giorni, della vita di Rino Gaetano, che in fondo è  anche la nostra vita.






Riflessioni

“Io sono uno che sta nel bar e sento le voci che girano attorno.”
“Pretendere di  dare alla gente attraverso una canzone qualcosa più del sorriso, seppure amaro, è pura illusione. In Italia una cosa che ha sempre funzionato è l’ironia, la satira, il non se ne può più semplificato e senza drammatici seguiti.”
“L’ironia è un qualcosa che io trovo in giro. Secondo me l’Italia è uno dei paesi più divertenti del mondo. I personaggi importanti sono tutti divertenti, con i loro righini, lustrini, pallini e papillon. Io riesco a individuare perfino il profumo dei ministri.”



Canzoni

“Il Marchese la Fayette ritorna dall'America  importando la rivoluzione e un cappello nuovo. Otto Von Bismarck-Shonhausen  per l'unità germanica  si annette mezza Europa. Michele Novaro incontra Mameli e insieme scrivono un pezzo tuttora in voga!” (Sfiorivano le viole)
“Ma facendo l'amore puoi stare anche giù, perché facendo l'amore su e giù sei sempre su”. (Su e giù)
“È ovvio, adoro fare l'ironia, detesto cordialmente l'allegria”. (Al bar dello sport)
“Pci psi dc dc pci psi pli pri dc dc dc dc Cazzaniga avvocato Agnelli Umberto Agnelli Susanna Agnelli Monti Pirelli dribbla Causio che passa a Tardelli Musiello Antognoni Zaccarelli Gianni Brera Bearzot Monzon Panatta Rivera D'Ambrosio Lauda Thoeni Maurizio Costanzo Mike Bongiorno Villaggio Raffa Guccini onorevole eccellenza cavaliere senatore nobildonna eminenza monsignore vossia cherie mon amour NUNTEREGGAEPIÙ!”  (Nuntereggae più)
“L'acqua mi fa un po' male la birra mi gonfia un po', vado avanti tristemente a champagne e bon-bon”. (Ahi Maria)
“E Berta filava, e filava con Mario, e filava con Gino, e nasceva un bambino che non era di Mario, che non era di Gino”. (Berta filava)
“Visto che mi vuoi lasciare non ti trattengo più amore, ma dammi ancora un minuto per convincerti a restare”. (Visto che mi vuoi lasciare)
"Mio fratello è figlio unico perché è convinto che anche chi non legge Freud può vivere cent’anni”. (Mio fratello è figlio unico)
“Sono ormai convinto da molte lune dell’inutilità irreversibile del tempo: non si ha nemmeno il tempo di vedere la mamma e si è già nati”. (Tu forse non essenzialmente tu)
“Chi legge la mano, chi vende amuleti, chi scrive poesie, chi tira le reti, chi mangia patate, chi beve un bicchiere, chi solo ogni tanto, chi tutte le sere,  ma il cielo è sempre più blu”. (Ma il cielo è sempre più blu)
“Beati i bulli di quartiere perché non sanno quello che fanno e i parlamentari ladri che sicuramente lo sanno. Beata è la guerra, chi la fa e chi la decanta ma più beata ancora è la guerra quando è santa. Beati i bambini che sorridono alla mamma, beati gli stranieri e i soufflé di panna. Beati sono i frati, beate anche le suore, beati i premiati con le medaglie d'oro. Beati i professori, beati gli arrivisti, i nobili e i padroni specie se comunisti”. (Le beatitudini)
Racconti  e Frasi sparse
“Satanasso non è un uomo disincantato, né una donna fatale, né un bambino che piscia, né una mamma che prega, né il prezzo del caffè. Satanasso è prendere o lasciare, offerta a garanzia illimitata. Satanasso l’ho inventato io e me lo gestisco io.  Alè alè  Satanasso sul bidè!”
“Se ti dovessero domandare -Ciao, come stai?- mi sembra  ovvio che risponderesti     -bene, non c’è male-  e mai per esempio potresti dire: -Mah,sai , ho un non so che, le mie cose, la suocera con il bacillo di Gengou, l’assicurazione che scade, un vecchio ombrello del 26’ che fa acqua da tutte le parti e che, per via della crisi del 29’, non sono ancora riuscito a sostituire-”.
“Garibaldi con un esercito di mille vecchietti decorati concedeva  autografi alle casalinghe per le vie di Caprera”.
“Vi fu Adamo d'Eden, marito di Eva di Eufrate, il quale era certamente il mostro della scienza dei suoi tempi, era anarchico, comunista e dittatore. Inventore di molte cose quali la foglia per coprire i genitali e il papponato. Cos'è il papponato? É L'arte del pappone: infatti Adamo d'Eden era un gran furbo, e quando ha capito che bisognava mangiare la mela e non la foglia come aveva sempre fatto (sì, perché si accorse che mangiando la foglia rimaneva ignudo), per rubare questa mela incaricò Eva di Eufrate, la moglie".  (dal racconto La famiglia Cazzarella, Rino Gaetano-Ma il cielo è sempre più blu- Pensieri, racconti, canzoni inedite, Mondadori 2004)
“I ministri italiani, che generalmente vestono degli abiti di impeccabile fattura, 45 per cento di lana, 35 per cento di cotone, 20 per cento di makò, si differenziano notevolmente dai loro colleghi svedesi, i quali sostengono la tesi arcaica secondo la quale il vestito di un ministro deve necessariamente avere almeno il 50 per cento di lana.” (da Vado in sogno a Stoccolma, dove il tonno diventa baccalà, Rino Gaetano-Ma il cielo è sempre più blu- Pensieri, racconti, canzoni inedite, Mondadori 2004)

Nota introduttiva e selezione dei testi a cura di Marco Adornetto

 



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