sabato 27 ottobre 2012

CriticaLibera - Ancora fascino da ebook




Alcuni aspetti della lettura digitale non hanno ancora smesso di stupirmi. Forse stiamo tornando a un elogio della velocità che ha per antesignani solo i Futuristi: anche noi, con la rivoluzione del digitale, sperimentiamo la caduta delle convenzioni della lettura, sdoganando i dogmi del cartaceo. Ma, rispetto ai nostri nonni futuristi, non vogliamo distruggere musei, biblioteche e archivi, luoghi del passato per eccellenza, ma solo affiancarli all'esperienza della novità. Cambiare titolo in un paio di click è più che possibile: dal saggio di lavoro all'ultimo bestseller, dal classico alle riviste senza andare a cercare in scaffali pienissimi e molto spesso disordinati. E avere tutto, letteralmente, sulla punta delle dita, compresa la possibilità di comprare un libro senza perdite di tempo a cercare in libreria o tempi d'attesa per le prenotazioni.



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Come altri amici blogger, in questo periodo ho avuto modo di testare il Kobo Touch, l'e-reader che ha stretto partnership con Mondadori. Per i consigli tecnici, vi rimando a loro (in particolare a Marco Giacomello, Tazzina-di-caffé, Alessandra Farabegoli). Vorrei piuttosto raccontarvi i punti cardine dell'incontro dedicato a Kobo. Siamo a Milano, è un caldissimo martedì 23 ottobre, e al terzo piano della libreria Mondadori di Piazza Duomo si respira tutta l'aria del cambiamento e l'atmosfera è frizzantina quanto il brindisi di apertura della serata. Non siamo moltissimi e veniamo da esperienze diverse, ma abbiamo almeno tre cose in comune: siamo lettori forti, abbiamo sperimentato il Kobo e crediamo nelle potenzialità del digitale. E, di conseguenza, sappiamo cosa vorremmo dal digitale del futuro. 

Riccardo Cavallero, Dirigente Generale Libri Trade del Gruppo Mondadori e Amministratore delegato di Einaudi, ci introduce a Kobo, al progetto e ai dati relativi ai primi risultati. Ma non è solo il device a interessare, è il lettore che torna al centro del progetto. Il Kobo non è un fine, ma è un mezzo che permetterà al lettore di accedere a un catalogo in continuo potenziamento nei prossimi mesi. I dati delle vendite fanno ben sperare, e confermano che anche l'Italia si sta rapportando al digitale con meno perplessità: del gruppo sono stati venduti 13.000 titoli nel 2010; 192.000 nel 2011 e quasi 800mila entro la fine di settembre 2012!
Ciò non toglie che è ancora presto per trarre conclusioni, perché, come ribadisce più volte Cavallero, è fin troppo facile interpretare i dati degli ultimi mesi: in fondo, Kobo è sul mercato da un paio di mesi, e sarebbe prematuro dedurre dalle vendite e dalle opere scaricate le caratteristiche del lettore digitale italiano. Il lettore è imprevedibile e i dati numerici non aiutano: lo dimostra il fatto che si scommetteva sulla saggistica da ufficio come settore trainante; invece ha vinto di gran lunga la fiction! Dunque, l'e-reader non resta uno strumento di lavoro, ma è entrato con decisione nel tempo libero dei lettori italiani.


Alla domanda un po' provocatoria di "Perché Kobo e non un altro e-reader?", Cavallero non ha avuto dubbi nel rispondere che è Kobo non ha recinti di sorta, è una piattaforma aperta: ovvero si possono acquistare libri non solo sulla piattaforma predefinita, ma il lettore può caricare epub e pdf precedentemente scaricati da qualsiasi bookstore.
Personalmente, mi sento di aggiungere: Kobo ha integrati molti dizionari dell'uso di prestigio; questo comporta una lettura agevole di testi italiani e stranieri con il minimo sforzo e nessuna perdita di tempo. In più, va detto che da lettrice digitale su iPad, mi stavo tristemente rassegnando agli occhi arrossati da display illuminato: l'inchiostro elettronico cambia davvero la quantità di pagine che si possono leggere senza accusare il minimo fastidio.

Qualcuno chiede come mai, ad oggi, molti libri non si trovino ancora nel doppio formato (cartaceo e digitale): Cavallero spiega che al momento gli agenti letterari mostrano una certa freddezza nei confronti del digitale (e, qui su CriticaLetteraria, abbiamo sperimentato direttamente quanto anche molti scrittori siano pieni di pregiudizi), ma la direzione è senza dubbio quella che abbiamo visto nell'ultimo anno, ovvero di nuove uscite in entrambi i formati. Si è invece rivelato un flop il tentativo dello scorso Natale di offrire al lettore del cartaceo anche un codice per scaricare l'ebook. Peccato, a noi di CriticaLetteraria piaceva tanto!

Tante le novità previste per i prossimi mesi

  • Potenziamento del catalogo on line, che i primi di novembre sarà trasferito su una piattaforma dedicata, inmondadori.it (al momento vi sono già 60.000 titoli in italiano, di cui 30.000 gratuiti!; ma oltre 3 milioni di ebook, se comprendiamo le lingue straniere).
  • Si cercherà di far capire al lettore digitale quanto è fondamentale il sistema cloud. In cosa consiste? Grazie a internet, si possono sincronizzare tutti i tuoi devices: ovvero, se noi leggiamo sul kobo e abbiamo uno smartphone, un pc o un tablet, possiamo far sì che in automatico restino sincronizzate le nostre librerie. Il pregio? Che in coda alle poste potremo aprire il nostro smartphone e proseguire la lettura di quel libro che tanto ci appassionava, ritrovando il segnalibro al posto giusto e tutte le nostre citazioni evidenziate e note a margine. 
  • Il DRM è destinato a sparire: ci sono mezzi ugualmente efficaci e meno penalizzanti per il lettore forte (ad esempio i watermarks, che in ogni caso garantiscono la tracciabilità dell'opera). Noi lettori non possiamo che gioirne: finalmente l'acquisto e la lettura risulteranno molto più rapidi!
  • Altra caratteristica, il sistema Android su cui lavora Kobo è in continuo aggiornamento e, dunque, in futuro questo permetterà al lettore di aggiornare anche il sistema operativo e restare così al passo coi tempi.
  • Quanto più kobo si diffonderà e quanto più acquisteranno un nuovo ruolo le librerie fisiche: ebbene sì, il kobo è in vendita nelle librerie fisiche Mondadori e questo differenzia molto l'iniziativa mondadoriana dalla ben nota esperienza di Amazon. Non resta che vedere quanto i librai potranno tirare un sospiro di sollievo... 
  • Portare sempre oltre le possibilità del "social reading", già presenti nel device attualmente, per rendere l'esperienza di lettura non solo individuale ma (a discrezione dell'utente) citare e condividere, commentare e far nascere una sorta di "club dei lettori".
  • Non solo il lettore cambierà le proprie abitudini. Si pensa che il digitale possa influenzare la nascita di un nuovo settore creativo, che appassionerà anche lettori pigri o poco abituati, senza per questo cadere in una sorta di "indottrinamento alla lettura" (Cavallero ricorda, e non senza una nota polemica, che quello è un compito delle scuole, non dell'editore. Come non concordare?!). 

Da destra: Gloria con gli amici
Marco Giacomello
e Noemi Cuffia (Tazzina-Di-Caffè)
Dunque, un paio d'ore di piacevole colloquio, domande e risposte di Cavallero, con quella punta di ironia che stempera qualsiasi tensione. E tanta innovazione: io e Tazzina-Di-Caffé commentavamo che questa serata ci ha dato proprio l'impressione di assistere e partecipare a un momento epocale dell'editoria, che trasformerà opere, lettori e, forse, scrittori.
Per ora, sarà un piacere goderci il Kobo Touch e controllare quasi giornalmente, con quella smania da lettore vorace, come il catalogo digitale si amplierà sotto i nostri occhi, non solo con le novità ma anche con libri fuoricatalogo che torneranno a vivere in ebook. E così sarà - speriamo - una nuova, pacifica e propositiva rivoluzione culturale.  

Gloria M. Ghioni





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