mercoledì 15 agosto 2012

"Il romanzo delle Olimpiadi": Alfredo Pigna ripercorre la storia dell'evento sportivo più spettacolare


Il romanzo delle Olimpiadi
di Alfredo Pigna
Editore Mursia, 2012

pp. 356
€ 16

E anche la XXX Olimpiade è giunta al termine: tra spettacoli, celebrazioni, tributi e musica (tanta musica), si è svolta domenica sera la cerimonia di chiusura di Londra 2012. Per chi in queste settimane è rimasto incollato al televisore programmando le giornate estive sulla base delle gare da seguire, ma anche per chi in fondo dello sport non è mai stato un fan incallito, Alfredo Pigna ci regala un interessante racconto a metà strada tra romanzo e cronaca, che conduce il lettore in un viaggio nella storia dell’Olimpiade.
Con la precisione del giornalista di lunga data, osservatore privilegiato di quasi cinquant’anni di cronaca sportiva, in questo ultimo libro Pigna sceglie di raccontare la storia di un evento mondiale unico nel suo genere, partendo dalle origini antiche e ripercorrendo una dopo l’altra tutte le Olimpiadi che sono seguite in epoca moderna, fino ad arrivare a Londra 2012. Ma ciò che rende ancor più interessante questo lavoro è la scelta di raccontare soprattutto gli uomini protagonisti dell’evento, eroi e leggende, ma anche uomini comuni entrati per un attimo nella storia, che al di là dei record e dei risultati hanno saputo affascinare lo spettatore, per le imprese, i sacrifici, le debolezze, il carattere. Nomi divenuti famosi e conosciuti dal grande pubblico, ma anche altri la cui fama è durata giusto il tempo di un’Olimpiade e che oggi in gran parte vengono ricordati dai veri appassionati. Pigna sceglie di dedicare queste pagine proprio a tutti questi personaggi che con le loro imprese hanno lasciato un segno nella storia del più suggestivo evento sportivo mondiale e lo fa con uno stile particolare che cattura il lettore pagina dopo pagina, storia dopo storia: partendo dal dato storico che introduce ogni capitolo tracciando un quadro generale relativo all’Olimpiade di quell’anno, la cronaca lascia presto il posto ad un racconto romanzato, in cui parole e pensieri -verificati o anche solo immaginati- dietro le imprese servono a creare un’atmosfera intima e partecipe tra lettore e personaggio. 
Il risultato, come poc’anzi anticipato, è una lettura capace di coinvolgere non soltanto tifosi e fan più fedeli, bensì un pubblico più vasto che al di là del dato tecnico apprezza il racconto di un evento che sempre si intreccia con la politica, la storia, le evoluzioni della società e che quindi va letto in questa chiave, a tutto tondo, con l’attenzione che merita il fatto sportivo certo, ma con uno sguardo quanto più possibile aperto alle molteplici questioni che lo compongono. Perché seguire la storia delle Olimpiadi è in fondo seguire anche la storia del mondo, i suoi conflitti ed interessi, il costume che cambia. Trenta Olimpiadi moderne, che tuttavia devono la loro esistenza ad una tradizione antichissima e gloriosa nata ad Atene nel 776 a.C. ed interrotta nel 393 d.C. per volere di Sant’Ambrogio, vescovo di Milano, erroneamente giudicata come una delle numerose tradizioni pagane da estirpare in seguito all’editto di Costantino. Una nobile tradizione tuttavia che l’avvento del Cristianesimo non ha potuto cancellare dalla memoria e dalle cronache antiche, carica di fascino e attrazione verso un evento capace di porre momentaneamente tregua a tutte le guerre e riunire gli uomini per la gioia di partecipare ad una competizione sportiva in cui celebrare la forza, il coraggio, la disciplina (ma che, va ricordato, per molto tempo è stata preclusa alle donne sia come spettatrici che partecipanti).

Come tutti sanno è grazie a Pierre de Coubertin che questa antica tradizione è stata nuovamente ripristinata, a partire dal 1896 ed ogni quattro anni, segnando l’inizio delle Olimpiadi moderne. Un viaggio che dalla rinascita ad Atene ha portato l’evento in giro per il mondo, con sempre maggiore seguito e impegno, partecipazione di pubblico e atleti. Impossibile fare in tal sede anche solo una panoramica veloce dei tanti personaggi che Pigna nel suo libro sceglie di raccontare, tra nomi leggendari come Dorando Pietri il maratoneta di Carpi che pur squalificato è entrato nel mito, Jim Thorpe l’indiano d’America conosciuto come l’”uomo miracolo” di decathlon e pentathlon, Nadia Comaneci la prodigiosa ginnasta venuta dalla Romania, fino ad arrivare ad Aldo Montano, Valentina Vezzali, Usain Bolt, Michael Phelps eroi dei nostri giorni, ed altre storie meno note comunque appassionanti. Un racconto che come si è sottolineato non manca di inserire l’evento sportivo nel più ampio quadro socio-politico mondiale, narrando le crisi e le difficoltà nell’organizzare i Giochi e i momenti più drammatici nella loro storia: le proteste di Città del Messico ’68 simbolicamente culminate nel pugno chiuso guantato in nero degli americani Smith e Carlos; il terribile dramma di Monaco ’72 con l’uccisione degli otto ostaggi israeliani; il boicottaggio prima da parte statunitense e poi russa nel clima della guerra fredda, che come Pigna sottolinea ha messo in discussione il significato stesso delle Olimpiadi.
Nonostante questi fatti drammatici la tradizione dell’Olimpiade ha saputo resistere nel tempo, pur in diverse occasioni vedendo incrinarsi quel principio di pace e fratellanza sulla cui base è stata ideata, ma è stata anche capace di regalare forti emozioni di cui molte immagini leggendarie rimangono impresse indelebili nella nostra mente, momenti in cui lo sport si fa straordinario.

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