giovedì 19 luglio 2012

Marthe, Sabine e Judith: tre sorelle per una Storia

Le sorelle Brelan
di François Vallejo

Traduzione di Cristina Vezzaro
Del Vecchio Editore, 2012


pp. 272
€ 14,50


"Tre, erano tre e condividevano tre abitudini: intendersi con uno sguardo, tacere nello stesso istante e parlare tutte insieme" (p. 9): è questo il motivo ricorrente de Le sorelle Brelan di François Vallejo, edito da Del Vecchio Editore.
Marthe, Sabine e Judith sono le tre sorelle Brelan che, poco dopo la fine della seconda Guerra Mondiale, perdono il padre, Luis Brelan, architetto parigino allievo di Le Corbusier, rimanendo orfane. Marthe, appena ventunenne, riesce ad ottenere la custodia delle due sorelle minori, rispettivamente di 17 e 13 anni, nonostante il parere contrario del Consiglio di Famiglia. Da questo momento, contro vento e marea, le tre sorelle iniziano a cavarsela da sole, potendo contare sull'appoggio incondizionato di nonna Madeleine. Tra lavori, malattie e delusioni riusciranno a restare sempre unite e ad andare avanti sulle loro gambe in un'Europa divisa in due dalla cortina di ferro e in un momento storico in cui il ruolo della donna nella società cambia radicalmente.

I punti di forza di questo romanzo sono due: il primo, la costruzione eccezionale dei personaggi; il secondo il modo in cui la storia delle sorelle Brelan si intreccia con la Storia recente del nostro continente.
Marthe, Sabine e Judith sono tre personaggi caratterizzati fin dalle prime pagine. Marthe, responsabile e riflessiva; Sabine, ambiziosa e acuta; Judith, ribelle e idealista. Tuttavia, le tre ragazze della prima pagina vengono modellate dalla penna di Vallejo fino a farle diventare donne. Il lettore ne scoprirà le debolezze e i punti di forza; quelli che sembravano pregi in gioventù saranno difetti in vecchiaia, e viceversa. Dagli anni '40 agli anni '80, le tre sorelle solcano la storia europea crescendo e maturando, fino ad essere tre donne perfettamente padrone del loro destino. E la Storia è molto di più che semplice scenario: insieme tutte e tre assistono alla costruzione del muro di Berlino e, sempre insieme, alla sua caduta. Grazie al lavoro di Sabine presso lo studio che era del padre sono protagoniste del boom edilizio parigino degli anni '50-'60, ma anche di tutte le tensioni sociali che il benessere economico ha comportato, per mezzo di Judith e delle sue utopie. Nella Storia e con la Storia vengono narrate le storie delle sorelle Brelan, con una prosa fluida, tradita in alcuni frangenti da una traduzione che si fa macchinosa, ma che in parte restituisce la convergenza tra lo scorrere del tempo storico e di quello narrativo. Il discorso indiretto libero fa della narrazione un tutt'uno indistinto; la suddivisione in capitoli è quasi una cortesia verso il lettore, ma in realtà non sarebbe necessaria. Vallejo usa con abilità questa tecnica narrativa, anche se siamo lontani dalle vette di scrittori maestri nel genere, come Alejo Carpentier o Mario Vargas Llosa.
Un'ultima nota sul personaggio di nonna Madeleine e sulle figure maschili. La nonna è una splendida espressione di un tempo che fu, sintesi delle tre sorelle che sottomettono a lei ogni decisione, anche la più difficile. Protagonista indiscussa della prima parte, Vallejo ha la maestria di farla uscire di scena nel momento esatto in cui le tre sorelle possono fare a meno di lei, quando è chiaro i loro destini sono inseparabili.
Per quanto riguarda gli uomini, con l'eccezione del padre delle Brelan (peraltro mai fisicamente presente), sono tutte figure deboli e meschine. Monsieur Cicero, socio di Luis Brelan, si rivelerà un alcolizzato interessato solo al profitto; il marito di Sabine, Markus Schlegel, ha una moralità che dimostra tutta la sua ambiguità nel momento in cui perde la madre, di cui era succube; Charles Coutelle, l'uomo con cui Marthe avrà una relazione fatta solo di sesso, è un debole che tradisce la moglie e ha usato la tubercolosi come scusa per un primo approccio con la maggiore delle sorelle; infine, Charles Baleari, l'uomo che Judith aiuta a uscire di prigione per amore, ma che non saprà accontentarsi dell'affetto incondizionato della donna, andando a reiterare il suo crimine per paura di un coinvolgimento fisico con la più giovane delle Brelan. Vallejo, quindi, tratteggia le figure di quattro donne dalla forte personalità, in grado di affrancarsi dalla protezione maschile, mettendole a stretto contatto con uomini deboli e stanchi che non sono in grado di essere padroni del loro destino senza rovinarsi. Un romanzo sul ruolo della donna nel secolo scorso, momento storico di emancipazione, ma soprattutto di presa di coscienza delle debolezze del genere maschile che non ha più la forza di reggere da solo il peso della Storia.

Alessio Piras

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