lunedì 4 giugno 2012

Fuori catalogo: storie di libri e librerie

 Fuori catalogo: storie di libri e librerie
di Rocco Pinto


Voland 2011
 pp. 128



Che cosa unisce Se una notte d'inverno un viaggiatore di Italo Calvino, Il nome della rosa di Eco, le Ballate di Benni, Detti e contraddetti di Kraus, gli Esercizi di stile di Queneau, le Opere di Leopardi o un testo di Woody Allen? Per chi è appassionato della lettura, ovvero per coloro che si accostano al libro come ad un mondo da scoprire, in grado di dispiegarsi gradualmente sotto gli occhi fissi sul cielo bianco del foglio, con le lettere delle parole che si innalzano e si radicano nella cellulosa e nelle pieghe dell'anima, questi titoli sono uniti in molteplici ri-legature dall'esperienza. È l'esperienza della ricerca che spinge a scegliere il libro adatto per quell'occasione e per quel determinato periodo della vita, il libro giusto al momento giusto; è l'esperienza della condivisione di quelle letture che hanno arricchito il cuore, la mente, le conoscenze e la sensibilità, un tesoro che non può e non deve rimanere nascosto o custodito gelosamente ma che solo nel mettere in comune aumenta sempre di più; è l'esperienza della nostra umanità capace di creare relazioni.
All'epoca di internet piace forse definire le relazioni come delle connessioni. In ambito librario il più delle volte gli incontri provocano corrispondenze “essenziali o accidentali”. Così le nostre riflessioni ci portano ad un piccolo volume. Rocco Pinto, appassionato lettore e zelante libraio, si è cimentato nello scrivere e ha composto dodici agili capitoli in cui i protagonisti sono i libri. Per un bibliofilo già questo sarebbe sufficiente. Però nel libro di Rocco Pinto c'è qualcosa di più. Tra le righe si legge certamente di libri, ma ci sono soprattutto le storie, che tra la verità e la fantasia, raccontano di connessioni ed interconnessioni tra l'uomo e la lettura, in cui lo strumento, il mezzo di avvicinamento, dialogo e confronto è il codex quadratus, che dal IV secolo ad oggi affascina e orienta il gusto dei lettori. L'impianto dei racconti di Rocco Pinto, anche nel surreale di alcune situazioni, conduce a comprendere quanto il libro sia limen: porta di passaggio tra il quotidiano e il fantastico, il reale e l'immaginario. I racconti trasmettono storie di gente che soffre, ha problemi e li affronta con uno stile differente, quello proprio di chi in ogni situazione di gioia o di dolore ha una pagina, un capitolo, una riga, un autore, un titolo cui riferirsi per esprimere quello che le nostre parole a volte stentano a comunicare.
Fuori catalogo: storie di libri e di librerie è un testo che fa provare invidia o nostalgia. Oggi si possono acquistare e vendere libri da un capo all'altro del mondo; con un click arrivano a casa i volumi o ci si impadronisce dei testi che un algoritmo ha messo davanti agli occhi puntati sullo schermo ma questa realtà non mette direttamente in relazione le persone, i piaceri, le storie, i gusti e le sensibilità. Allora nasce l'invidia per tutti quelli che nel proprio tempo libero hanno un “Rocco Pinto” di riferimento, un libraio con cui confrontarsi, una libreria in cui immergersi, un mondo da gustare. La nostalgia è per tutte quelle realtà che non ci sono più, per le serrande abbassate delle nostre librerie preferite, ingoiate dal commercio, e per tutto quello che una generazione di librai ha saputo cogliere e poi trasmettere.
Infine, pensare a Fuori catalogo riconduce la memoria ad un frammento delle Cronache di Nestore:
I libri sono come i fiumi che irrigano la terra, sono fonti di saggezza; i libri sono profondità senza fondo, ci consolano quando siamo tristi, sono le redini della moderazione1.

1   L'atto del leggere. Il mondo dei libri e l'esperienza della lettura nelle parole dei Padri della Chiesa, ed. Coco, L. (I padri della Chiesa: volti e voci), Qiqajon, Magnano 2004, 77.

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