mercoledì 11 aprile 2012

Il Salotto: intervista a Alan Zamboni

Ciao Alan, ti ringrazio innanzitutto a nome tutta la redazione di CriticaLetteraria per aver accettato di sederti nel nostro Salotto virtuale.

Abbiamo recensito le tue due opere L'ultimo quadro di van Gogh (clicca qui per leggere la recensione) e Grecia, solo ritorno (clicca qui per leggere la recensione) e questa intervista ci permetterà di conoscerti meglio.

Chi è Alan Zamboni?
Non ho mai indagato troppo in merito, non vorrei avere brutte sorprese. Penso di essere una persona che scrive e si diverte a suonare. Le due cose messe insieme a volte hanno prodotto delle canzoni.

Quando hai iniziato a scrivere e perché?
Ho cominciato scrivendo per l’appunto canzoni, penso fosse il periodo in cui entravo nella maggiore età, credo ci siano modi migliori per festeggiare quel traguardo, ma se non altro non era dannoso per la salute.
Non so perché ho cominciato, forse perché pensavo che avrei potuto smettere come e quando volevo. Ma è sempre così, si comincia con una canzone e poi ti ritrovi a fare il disco...a quel punto sei spacciato.

Quanto c'è di te in questi libri? Quale personaggio è più vicino ad Alan?

Ne L’ultimo quadro di van Gogh ci sono molti aspetti del mio modo di scrivere. C'è la ricerca, c'è la musica, i testi delle canzoni e poi c'è il racconto storico. Tutte cose in cui mi trovo bene e che mi piace fare. In Grecia solo Ritorno ho preso spunto dalla mia idea di viaggio per raccontare Tomà, il protagonista. Per questo forse, tra tutti i personaggi, Tomà è quello che sento più vicino. Mi ricorda l’estate, la Grecia, il caldo ma soprattutto la libertà.

Perché Grecia e perché van Gogh?
Una l’ho camminata e l’altro l’ho studiato, ma sempre camminando. Le isole greche e i luoghi di Vincent (Arles, Saint-Rémy, Auvers-sur-Oise, Paris) hanno occupato un po’ della mia vita di questi anni. Non sono capace di inventare troppo quando scrivo e per tanto parlo di cose che conosco o che mi sembra di conoscere.

La musica: qual è il suo ruolo nella tua vita e nei tuoi romanzi?
Non ascolto molta musica, quasi solo quello che mi forniscono di sottobanco i miei amici musicisti. Sono cose un po' proibite, roba tagliata fine che acquista fascino proprio per quello, è musica...stupefacente. Nel mio modo di scrivere cerco una musicalità, le frasi devono suonare. Penso che la lettura abbia un ritmo; se scrivendo lo spezzi può diventare irritante.

Entrambi i tuoi romanzi sono molto "cinematografici": hai mai fantasticato sulla realizzazione di un film su una delle tue opere? A chi affideresti la regia? Idee sul cast? Dicci solo chi secondo te sarebbe perfetto per interpretare van Gogh e chi Tomà.
Ovviamente ci ho pensato, anzi direi che mi piacerebbe seguire proprio la produzione di un film tratto da un mio libro. Per la regia di Grecia solo Ritorno potendo spaziare sceglierei Alain Resnais, per quello su van Gogh mi piacerebbe Aleksandr Sokurov (in realtà se non ci avesse lasciato penso che avrei chiesto a Chabrol). Ovviamente nel cast non può mancare Scarlett Johansson! Dopo che nel mio ultimo disco le ho dedicato una canzone (clicca qui per ascoltare il brano), direi che me lo deve! Per interpretare van Gogh sono sufficienti le sue opere e non cercherei attori.
Se per Chantal mettiamo Scarlett, Tomà lo faccio io!

Cosa stai leggendo? Chi sono gli autori e i musicisti che più ti hanno ispirato nella tua carriera di scrittore\cantautore?
Vado un po’ a periodi nella lettura, ultimamente leggo Nabokov e alcuni autori ungheresi (Imre Kertész su tutti). Forse l’unica costante nel corso degli anni è stato Dostoevskij. Non credo però che questi autori mi abbiano ispirato, li leggo perché mi piacciono. Cerco di evitare (per quanto può essere possibile) di trovare ispirazione dal lavoro di altri musicisti e scrittori. Nella musica ho ascoltato molto i cantautori italiani, negli ultimi anni ascolto più musica balcanica e francese stile manouche.

Parlaci dei tuoi progetti futuri: stai lavorando ad un altro romanzo?
Sì, ma non sono molto convinto che il romanzo sia la dimensione che mi si addice di più. È molto faticoso per me, forse non è una strada che so percorrere. Mi sento più a mio agio con i racconti (brevi o lunghi che siano), ma prima o poi un romanzo intero lo scrivo, come esperienza personale. Non lo proporrei a una casa editrice se non fossi più che convinto del risultato. Quindi credo che il romanzo resterà nel cassetto.

Una curiosità personale sulla copertina di Grecia, solo ritorno: ho decifrato quasi tutta la targa della macchina (Alan Zamboni, Brescia...) tranne il 966...Che cosa rappresenta?
A quanto mi hanno detto dalla casa editrice è un numero che identifica il grafico che ha fatto la copertina. Forse ti aspettavi qualcosa di più seducente o romantico, ma come ben sai nella vita c’è un po’ di tutto.

A quale domanda che non ti è stata posta avresti voluto rispondere? Fatti una domanda e datti una risposta!
Domanda: Quale tipo di armadillo preferisci e perché?
Risposta: Direi l’armadillo villoso, proprio per l’affascinante presenza di quei lunghi peli grigi solo sul carapace e sul ventre.Giustifica
Non è a tema, ma trovo che mi dia un certo tono.

Grazie ancora per la tua disponibilità, Alan!
...Restiamo in attesa di un tuo racconto sull'armadillo villoso!!!



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Intervista a cura di Elisa Pardi