domenica 1 aprile 2012

E con aprile inizia anche... CritiCINEMA

Nasce CritiCINEMA
una nuova rubrica dedicata alle relazioni tra libri e film 
 

Quante volte ci siamo detti "questo libro è molto più bello del film"? Oppure: "Questo film rende esattamente l'atmosfera del libro!"? Usciti scontenti dal cinema, ci siamo rifugiati tra le pagine di quel vecchio romanzo che abbiamo tanto amato e che ci è sembrato violentato sul grande schermo; oppure, abbiamo finalmente dato un volto a quel personaggio che non sapremo più disgiungere dall'attore in questione. E quando l'autore interviene sulla sceneggiatura e dà il suo placet? Cosa accade quando se l'autore riconosce perfettamente in Gino Cervi ma sente Fernandel altro dal suo don Camillo? 

Se già le questioni sono tante, anzi tantissime, pensiamo all'ambiguità con cui spesso vengono usati imrporpiamente gli stessi termini tecnici della cinematografia. Ad esempio, trasposizione o riduzione filmica non sono la stessa cosa; per non parlare di quei "liberamente ispirato al romanzo di..." dietro cui talvolta si nascondono operazioni quasi anarchiche, che storpiano (quando non è volutamente una parodia) il libro originario. Poi ci sono casi contrari, ovvero di sceneggiature così ben riuscite da far nascere libri vincenti. 

Delusioni e soddisfazioni, frustrazioni e sorprese: di certo la resa cinematografica da un libro non lascia indifferenti. Dunque, perché non parlarne qui su CriticaLetteraria?
Si parlerà di cinema, ma si parlerà anche di libri, nel loro dialogo continuo, con rinvii alle recensioni sul nostro sito (dove presenti) o brevi schede che rendano accessibili i rimandi da un'opera all'altra. 

Da domani una nuova avventura, suggeritaci dalla nostra collaboratrice Debora Lambruschini. E proprio da un suo intervento prende avvio "CritiCINEMA". Come sempre, da mezzanotte su CriticaLetteraria! 


GMG.

3 commenti:

BarbieXanax

Trovo questa scelta ambigua.
Dal punto di vista tecnico confrontare film e libro sarebbe come confrontare una statua ed un dipinto dello stesso soggetto, non ha alcun senso sottolineare limiti del mezzo è una cosa ovvia.
Se si parla di gusto allora perchè leggere il gusto altrui quando si può aver il proprio?

Gloria Ghioni

È un modo per confrontarsi, appunto. Non si evidenzieranno i limiti dei mezzi (si può parlare di limiti o di rispettive potenzialità) ma del rapporto tra le due diverse opere. Niente a che fare col gusto. Ai gusti è riservato appunto lo spazio dei commenti

Anonimo

Si apre un libro e si guarda un film: la differenza sta nella relazione tra il soggetto e l'oggetto veicolata da intenzionalità diversa. Leggere è più un colloquiare continuo con l'autore a cui il lettore impone pause, ritmi, ricerche di significati che sono sospesi nelle parole. Guardare un film è subire pause e ritmi e la ricerca è limitata dall'oggetto della sceneggiatura. Guardare un film è confrontarsi con la potenza immaginativa che traduce le parole in realtà, filtrare da un filtro (regia) i significatio originari. E' vedere una lettura già tradotta e sorprendersi (se il film è di buona qualità) della bellezza di quella traduzione.