mercoledì 29 febbraio 2012

Giuseppe Pontiggia: Il giocatore invisibile



Il giocatore invisibile
di Giuseppe Pontiggia
Mondadori 1978


Il protagonista, il Professore, subisce un attacco anonimo sulle pagine di una rivista che si occupa di filologia classica: il suo accusatore trova che il Professore non abbia dato una spiegazione esaustiva dei vari significati della parola "ipocrita".
L'attacco, per quanto sembri banale (ma allo stesso arguto perché l'accusatore intende sottolineare una caratteristica dell' accusato) si dimostra un colpo fatale per il Professore, che dopo aver letto la lettera, si butta in un ricerca travagliata e nevrotica per individuare l'autore di quelle parole. Questa ricerca lo porterà a riflettere sulla propria vita privata, ma anche sull' ambiente lavorativo, dove si troverà in difficoltà per i dubbi e le insicurezze che lo portano a non fidarsi di nessuno, anche se lo stesso stato di insicurezza lo induce, spesso e volentieri, a consultarsi con i suoi colleghi.
Il giocatore invisibile è ambientato nella Milano degli anni Settanta, in un ambiente universitario velato dalle rivalità tra professori. La ricerca dell'autore della lettera farà emergere la debolezza della forma mentis del professore, il quale non potrà più proteggersi dietro le certezze delle sue conoscenze letterarie, e si dimostrerà fragile e insicuro; questo stato emotivo non gli permetterà di notare la soluzione del suo problema per il semplice motivo che il Professore stesso non vorrà vederla e cadrà vittima della propria estrema razionalità.
Questo giallo psicologico è caratterizzato proprio da un'attenta riflessione sulle norme del linguaggio, rimarcato a tal punto che spesso troviamo i protagonisti ad essere ossessionati dall'etimologia delle parole, o addirittura dalla grafologia della scrittura dell' anonimo accusatore.
La decisione di Pontiggia di lasciare alcuni personaggi nell' anonimato, oppure avvalendosi di appellativi (come "il professore") probabilmente è un intento ironico, che vuole proprio farci concentrare sull' essenza della narrazione e sulle problematiche esistenziali che cerca di far emergere dai vari personaggi.
Difatti il mondo interiore dei protagonisti viene svelato senza pietà al lettore, nei loro comportamenti più gretti mediante una continua messa a fuoco esterna. Lo scardinamento dei personaggi è dato dalla scrittura distaccata ed essenziale, che permette di riscontrare lucidità dei dialoghi ed uno stile ironicamente disincantato.
La struttura dell' intero romanzo è caratterizzata da una "scrittura a scacchiera" (il gioco degli scacchi è tema ricorrente nella trama), che sembra riprendere le tempistiche di accelerazione o rallentamanto del gioco, con momenti di suspense estremamente lenti, o momenti veloci dove i dialoghi vengono compressi al limite dell'essenziale.
 D. Kandrija

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