martedì 21 febbraio 2012

Alda Merini, Elettroshock


Elettroshock
di Alda Merini


Stampa Alternativa, 2010

pp. 96
12,00 euro

Non si può capire lo spasimo che accompagna gli attimi che precedono la stesura di una poesia. Nessuno riuscirà mai a capirlo... È qualcosa di fisico: i miei muscoli subiscono contrazioni, convulsioni. Sono i tremendi elettroshock cui ti sottopone la poesia.
Poche pagina di agile lettura, in cui Alda Merini compenetra i suoi temi radicati (misticismo ed erotismo) del suo percorso poetico insieme con persone e avvenimenti che hanno segnato la tormentata vicenda biografica.
...la poesia è vita e la vita è poesia. Bisogna soprattutto vivere, stare fra la gente, avere contatti con le persone che ci interessano, magari andare a vedere un buon film, altrimenti si parla solo di sé stessi.
Elettroshock è una raccolta di poesie, prose foto e aforismi che, quasi e veloci pennellate, vogliono ricordare il grande e profondo lavoro poetico di un' artista tormentata, che durante la sua vita ha dovuto subire diversi elettroshock, tra cui anche quelli manicomiali.
Questo volumetto è introdotto da un' intervista di Guido Spiani, che durante un viaggio in macchina appositamente organizzato intervista Alda.
Il viaggio intervista avvenne nel 1991 e fu trasformato in un libro Millelire, Le parole di Alda Merini, che, grazie anche al prezzo bassissimo, la fece conoscere a una più vasta platea.
La poesia non la satura mai? Ci sono momenti in cui mi esaspera a tal punto che vorrei prendere la macchina e andarmene. Amo viaggiare, magari anche senza ritorno: la fine.
Il continuo rimando, nelle prose e nei versi, delle proprie memorie e visioni, permette alla Merini di instaurare con il lettore un rapporto di vicinanza, confidenziale.
La poesia è totale. È innegabile che in essa vi sia una compartecipazione del dolore... Alda abitava in un vulcano: costruiva paradisi e inferni con grande facilità, come un camaleonte cambia continuamente colore, con la facilità dell'istinto e delle naturalezza.


D. Kadrija

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