giovedì 26 gennaio 2012

Io non ci volevo venire qui di Angelo Orlando Meloni

Io non ci volevo venire qui
di Angelo Orlando Meloni
Del Vecchio Editore, 2010

€ 14.00

È il caso di dirlo: io non ci volevo venire qui. A causa di questo libro, infatti, ho saltato la mia fermata del treno, scendendo a due dopo, evento mai accaduto in anni da pendolare.
Io non ci volevo venire qui è il primo romanzo di Angelo Orlando Meloni (qui il link a speraben, il suo blog): un libro che ti viene voglia di inviare, letteralmente scagliare contro molte persone, coloro che troppo facilmente associano il proprio nome all’Arte, che pensano essa sia alla portata di chiunque e pretendono di raggiungere risultati senza studio e dedizione. Certamente il loro ego è gonfiato dai molti messaggi che, da un lato, moltiplicano le possibilità di esposizione, ma dall’altro, costituiscono delle armi pericolose per chi pecca di autostima. 

Io non ci volevo venire qui è l’autobiografia di un personaggio immaginario, un giovane privo di ogni talento che, contro la sua volontà, si ritrova a vivere improbabili esperienze artistiche: performances teatrali, concorsi di cinema, fino alla partecipazione alla prestigiosa quanto dubbia scuola di scrittura creativa Harold Frescon. Il protagonista si cala in contesti popolati da pseudointellettuali che nelle sue invettive assumono queste caratteristiche:
“E la sera cominci a frequentare gente pacifica, e rottami i vecchi sodali della sbronza cattiva per individui inoffensivi, remissivi, di una cordialità sospetta.
Per lo più maschi con pochi capelli e petti villosi, i cui peli irti fanno capolino dai colletti delle t-shirt bianche, indossate sotto le camicie per paura dell’ascella pezzata. Uomini dalle braccine secche, con il fisico a pera da soffiatori di minestra, sempre pronti a inginocchiarsi ai piedi di primedonne veneratissime dalla personalità bizzosa e il culo grosso. In qualsiasi momento incombe un brano dell’Enrico 4 nel tentativo di fare colpo sulla tettona dagli occhi neri, una maggiorata che tutti amano disperatamente. O che la tettona si produca in un acuto degno della Callas e venga meno chiedendo i sali.
È gente così. Non ci si crede, ma non hanno niente di meglio da fare che riempirsi la bocca di Rimbaud e Baudelaire, ne parlano come se li avessero conosciuti, come se fossero i loro alleati segreti”.

Il libro coglie alla perfezione quel mood votato all’arte che ci avvolge: l’arte viene declinata in tutte le sue varianti, anche quelle che non le appartengono, fino a svilirla, a renderla materia per tutti, abbassandone, così, il livello. 
Ad esempio, chi frequenta gli ambiti umanistici, saprà che le aule delle facoltà di Lettere e filosofia sono frequentate da inquietanti personaggi, personalmente potrei fare numerosi nomi! Tutta gente che, come nel libro di Meloni, ha qualcosa da dirti, non sai come, ma ha sempre qualcosa da dirti sulla loro vita di poeti, pensatori, aspiranti registi e che spesso finisci per guardare con ammirazione. Ti basterà approfondire la conoscenza per renderti conto che la sostanza non è all’altezza dell’ostentata apparenza. Certo, chiunque coltiva aspirazioni e ritengo che il libro rifletta in maniera indiretta le frustrazioni di chi l’arte vuole davvero farla, forse non quelle di un personaggio come l’odioso Biagio Patanè, conosciuto con il nome d’arte di Igor Bio, il cui ultimo corto “parla dello spaesamento sociale nella contemporaneità, o della perdita dell’io nella società tecnologica”. Il corto in questione si intitola Pensieri perduti non molto lontano da il Sogno perduto, romanzo incompiuto del protagonista. Quest’ultimo viene fagocitato dal mondo dell’arte e quando insieme ad un gruppo di amici partecipa ad un concorso di cinema, ecco che cosa prova:
“Il senso di onnipotenza cancella il senso della realtà. In breve consideri Teoria generale del montaggio di Sergej M. Ejzenstejn un testo divulgativo opera di un buon dilettante. Dopo qualche giorno la parola “panoramica” non indica più il viale della tua città dove gli insospettabili vanno a caccia di marchettari, e “dolly”, non si riferisce alla prima pecora clonata. Il tuo vocabolario si colma di gergo tecnico e nel momento in cui scopri che puoi sintetizzare macchina da presa con “m.d.p” ti senti in possesso del sapere d’un iniziato”.
Il concorso è un fallimento e dopo di esso ritroviamo il protagonista alle prese con altre avventure nel tentativo di seguire e contemporaneamente fuggire il richiamo dell’arte. Il giorno del diploma alla Harold Frescon è finalmente una liberazione. Un fischio all’amico Alfio e… “niente di più semplice. Niente di più bello. Andate a casa di amici. Mangiate e bevete, ma non c’è birra, e non ti senti in vena di beveroni. Stai troppo bene, per festeggiare meglio un chinotto”.

Io non ci volevo venire qui è un libro divertente dall’ironia tagliente, ma a mio parere è anche una prova sofferta nella quale lo scrittore sottolinea difficoltà e ostacoli del perseguire questa professione in una realtà dove chiunque sembra coronare sogni di gloria senza molti sforzi. Offre uno sguardo ironico e distaccato con l’intelligenza di chi sa bene che cosa significhi il mestiere dell’autore, complice un tratto che, a mio parere, distingue questo libro da molti esordienti, cioè una lingua veloce ed incalzante, che emerge spontanea dalla penna dello scrittore.
Il libro di Angelo Orlando Meloni è una delle opere più interessanti da me scoperte di recente, a metà tra un romanzo e un saggio di sociologia e che vedrei benissimo in una trasposizione cinematografica, magari meglio realizzata dell’impresa filmica del protagonista!

Martina Pagano

1 commenti:

Davide ha detto...

Bella recensione Martina, complimenti!

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La citazione del giorno

LA CITAZIONE DEL GIORNO

02/02/2012

Gli parlo di tutto ciò che vuole:
delle formiche morenti d'amore
sotto la costellazione del soffione.
Gli giuro che una rosa bianca,
se viene spruzzata di vino, canta.

Mi metto a ridere, inclino il capo
con prudenza, come per controllare
un'invenzione. E ballo, ballo
nella pelle stupita, nell'abbraccio
che mi crea.


(Wisława Szymborska, da Accanto a un bicchiere di vino. Trad. di Pietro Marchesani)


Stiamo leggendo per voi

STIAMO LEGGENDO PER VOI...

GLORIA M. GHIONI:
- L'uomo invaso di G. Bufalino
- La vita agra di L. Bianciardi
- Diario del seduttore di Kierkegaard
- Le Beatrici di S. Benni
- Il corpo nel Medioevo di J. Le Goff
- Diario clandestino di G. Guareschi

LAURA INGALLINELLA:
- Confessioni di un evirato cantore di A. Maccapani
- Una barca nel bosco di P. Mastrocola
- L'inestinguibile sete di G. Tavčar
- Prognosi riservata di L. Gurrieri
- Sul viso... tutte le parole del tempo di V. Gaglione
- Rallenta il passo di L. Gavazza
- Sognando ancora di M. Pugliares
- I fiori del male di C. Baudelaire

SILVIA SURANO:
- Il giorno prima della felicità di Erri De Luca
- L'eleganza del riccio di M. Barbery
- Il piccolo principe di A. de Saint-Exupéry
- Ristorante al termine dell'Universo di D. Adams
- Paura e delirio a Genova di Aa. Vv.

CARLA CASAZZA:
- Storia dell'Europa 1848-1918 di E. Nolte
- Il mio perfetto angelo custode di V. Demes

MARIA TERESA ROVITTO:
- Il treno era in orario di H. Boell
- Lezioni spirituali per giovani samurai di Y. Mishima
- America Amara di E. Cecchi

DARIO GRECO (SIGFRIED):
- La regina dei dannati di A. Rice
- Perso nel vuoto di V. Malara
- Le Voci di Nike di S. M. Damiani

CLAUDIA CONSOLI:
- La passion predominante di G. Ferroni

RODOLFO MONACELLI:
- 11 Settembre di N. Chomsky
- Le piccole vacanze di Arbasino

EMMA GABRIELE:
- Superbia di L. Bazzicalupo
- L'abitudine di amare di D. Lessing
- La luna e i falò di C. Pavese

IRENE PAZZAGLIA:
- Boccamurata di S. Agnello Hornby
- La religione del mio tempo di P.P. Pasolini
- Le due ragazze con gli occhi verdi di G. Montefoschi
- Ethan Frome di E. Wharton

ADRIANO MOREA:
- On the road di J. Kerouac
- Senti un pop di G. Michelone
- Lentamente nell'ombra di P. Handke
- L'origine dell'opera d'arte di M. Heidegger

LUISA ROBERTO:
- La purga di S. Oksanen
- Kafka sulla spiaggia di M. Haruki
- Viaggio al termine della notte di Céline
- Uomo bianco alla periferia dell'impero di U. D'Agostino

ALESSANDRO GRECO:
- Le giostre sono per gli scemi di B. Di Gregorio
- Tutti i poveri devono morire di G. Di Iacovo
- Brevi interviste con uomini schifosi di D. F. Wallace

ELISA PARDI:
- Vuoti a perdere di P. Paccini
- I pesci non chiudono gli occhi di E. De luca
- La danza della realtà di J. Alejandro
- Lo sbaglio di F. Piccinni
- Cose che nessuno sa di A. D'Avenia
- Un'eredità di avorio e ambra di E. De Waal

ALESSANDRA PAGANARDI:
- La casa del silenzio di O. Pamuk
- Il libro degli aforismi, a cura di F. Roncoroni
- Stat rosa di G. Isetta
- Filosofia della noia di L. Fr. H. Svendsen
- Salva la notte di L. Pianzola
- Penelope su Sunset Boulevard di G. Mobili
- I contorni delle cose di P. Rabissi
- La moneta a noi donata di E. Montini
- Le particelle elementari di M. Houellebecq
- Fino a qui di E. Marià
- Il campo dei colchici di M. G. Giovannelli

ARIANNA DI TOMASSO:
- Quando la notte di C. Comencini
- Come piante tra i sassi di M. Venezia
- 4 demoni per il commissario Narducci di M. Crescenti
- I giochi di Carolina di A. Capobianchi

DAVIDE CASTIGLIONE:
- Shelter di M. Giovenale
- Non parlo a tutti di D. Balicco
- Un mondo che non può essere migliore di J. Ashbery
- La sete di A. Gelasimov

RODOLFO MONACELLI:
- Realismo e letteratura: una storia possibile di F. Bertoni
- Kelefa. La prova del pozzo di M. Gadji

STEFANO CRIVELLI:
- Grande Sertão di João Guimarães Rosa
- Primavera di bellezza di Beppe Fenoglio
- La manomissione delle parole di Gianrico Carofiglio

XHEJLAN KADRIJA:
- Una morte dolcissima di S. De Beauvoir
- Bel ami di G. De Maupassant
- Sociologia delle religioni di J.P. Willaime
- Belli e dannati di F.S. Fitzgerald
- Pornografia di W. Gombrowicz
- 2666 di R. Bolano
- Il disprezzo di A. Moravia
- Il giocatore invisibile di G. Pontiggia