lunedì 23 gennaio 2006

Questa storia, raccontata dalle parole di Baricco


"Questa storia"
di Alessandro Baricco
Fandango, 2005

pagg. 288
prezzo: € 15

Grande ritorno di Alessandro Baricco. Ben tre anni di attesa, prima che Ultimo Parri finisse di raccontare la sua storia, "Questa storia", alla penna di Baricco e prima che l'incontentabile perfezionismo dello scrittore torinese trovasse pace. Come sempre, le scelte stilistiche di Baricco si curvano alla perfezione sul testo, prendendone parte, frase per frase: non c'è paura di osare, quando ce n'è bisogno, come notiamo nella prima sezione del libro, intitolata "Overture", in cui protagonista è una rovinosa corsa in automobile, la prima corsa che la storia ricordi su un tragitto tanto lungo. Suspense, punti di vista e prospettive cambiano di continuo, creando una sensazione di "conoscenza a tuttotondo" che rende davvero ottima la scena.Anche le altre sezioni del libro, molto più vicine alla storia del protagonista, Ultimo Parri, sperimentano soluzioni diverse dalla routine, ma in modo senz'altro più controllato rispetto ai primi libri di Baricco. La trama è bella; anzi, molto bella a mio parere e proprio per questo ne lascerò un minimo accenno, per non turbare la sua armonia: Ultimo, fin da piccolo, ha il sogno di rimettere in "ordine" il mondo. Il suo ideale di ordine si concretizza nell'immagine di una strada, una strada che immagina iniziare e non finire mai: una pista. Tuttavia, non è facilmente realizzabile il sogno di Ultimo: ci sarà prima l'incidente del padre, poi la Prima Guerra Mondiale, poi una vita lontano da casa, una donna per un amore nascostamente corrisposto, il ritorno a casa, la vecchiaia... Intanto il sogno cresce, mentre Ultimo invecchia, mentre la narrazione si dilata, muovendosi liberamente per flashback e cambi prospettici, ai quali corrisponde sempre un cambio di stile.L'insieme è veramente gradevole, e potrei esagerare dicendo "ottimo", se non avessi in precedenza letto tutte le altre opere di Baricco. Occorre specificare questo, perché c'è una cosa che mi ha sempre affascinata: Baricco sapeva regalarmi pagine di autentiche emozioni, pagine che dovevi rileggere assolutamente un'altra volta per poi arrivare a concludere: "questo è perfetto". Insomma, si procedeva per quelli che mi piace chiamare "lampi di genio". Meno incisivo, purtroppo quest'ultima storia, senza nulla togliere alla sua impronta che resterà, decisamente, impressa di riga in riga.

sabato 14 gennaio 2006

Il dolore perfetto per Riccarelli


"Il dolore perfetto"
di Ugo Riccarelli
Ed. Mondadori MITI
Premio strega 2004

L'Opera di Riccarelli merita una vera e propria maiuscola: con la maestria di ottimo narratore, riesce a rinverdire il gusto per il racconto popolare. "Il dolore perfetto" è il racconto di un paese, Colle, e delle tante vite che si dipanano nello spazio di tempo tra la fine dell'Ottocento e Prima Guerra Mondiale. Gli affetti migliori vengono spesso sostituiti da sofferenze e tragedie, sempre descritte con una notevole delicatezza e uno scavo psicologico lodevole.Mai, infatti, i personaggi rischiano di essere confusi gli uni con gli altri: impresa decisamente difficile, visto il numero elevato di comparse e protegonisti. L'occhio dell'autore vigila sulle fila del discorso, decidendo come dilatare o contrarre il tempo della storia; tuttavia, la sua onniscenza non finisce mai per appesantire la vicenda o per adombrare il libero arbitrio dei personaggi. Al contrario, sono proprio le personalità diverse e controverse a scontrarsi o ad accostarsi, creando un perfetto puzzle del piccolo paese. Anche lo stile narrativo è controcorrente: contrariamente alla tendenza paratattica degli ultimi anni, troviamo il gusto per l'aggettivazione, lo scavo psicologico, nonché per la "pagina fitta". Buoni e realistici i dialoghi, con qualche scelta gergale che non rischia mai di cadere in un registro troppo basso.Globalmente, una lettura da non perdere. Unico requisito: la volontà di lasciarsi trasportare in una storia multipla e composita, perfettamente unitaria nelle sue svariate vite.